Articoli con tag: Sohag

Un tempio, una torre d’avvistamento e 85 tombe a Sohag

Source: Ministry of Tourism and Antiquities

Nelle scorse settimane, il Ministero del Turismo e delle Antichità ha annunciato i risultati dell’ultima missione del Supremo Consiglio delle Antichità a Gabal al-Haridi, sito nella provincia di Sohag. Nello specifico, gli archeologi egiziani hanno completato lo scavo di un tempio di Iside già individuato nei primi anni 2000 (foto in basso). La struttura, costruita sotto Tolomeo III (246-222 a.C.), si estende per 33 metri di lunghezza e 14 di larghezza, con una corte rettangolare aperta al centro della quale c’è una fila di quattro colonne, seguita da una sala trasversale e, infine, dal sancta sanctorum. Il pavimento è lastricato con pietra calcarea locale e doveva esserci un ulteriore piano, come indica la presenza di una scala. Sul lato settentrionale del santuario, invece, sono stati individuati un bacino rituale, un’epigrafe votiva, cinque ostraca iscritti in demotico e 38 monete del periodo romano, a testimonianza dell’utilizzo del tempio anche in epoche successive. Diverse ossa di animali, invece, sarebbero gli scarti del cibo consumato dai sacerdoti. Sempre al regno di Tolomeo III risale una casa-torre in mattoni crudi (foto in alto) che, dalla cima della collina, era utilizzata come punto di avvistamento.

Source: Ministry of Tourism and Antiquities

Le indagini hanno confermato anche una frequentazione più remota del sito. Tra le 85 tombe rupestri scoperte, infatti, alcune risalgono all’Antico Regno, seppur la maggior parte di esse sia di epoca tolemaica. Da queste ultime proviene una trentina di etichette di mummie, piccole targhette in legno iscritte in geroglifico, ieratico, demotico o greco con il nome del defunto, quello dei suoi genitori, il suo ruolo e invocazioni a divinità (immagine in basso). Del Nuovo Regno, infine, sono le tracce di cave nella zona.

Source: Ministry of Tourism and Antiquities
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Sohag, censite 250 tombe rupestri

Source: Ministry of Tourism and Antiquities

Nell’ambito di un progetto di censimento e documentazione delle tombe rupestri dell’area a est di Sohag, Medio Egitto, gli archeologi del Supreme Council of Antiquities hanno individuato ben 250 sepolture scavate nella montagna orientale. La necropoli di al-Hamdiya consiste infatti in una serie di aperture sulla parete della falesia che conducono a stanze interne per lo più realizzate alla fine dell’Antico Regno (2200 a.C. circa) per i membri dell’élite della 9a provincia dell’Alto Egitto. Alcune di queste presentano stele false-porte e uno o più pozzi funerari, altre sono collegate alla camera sepolcrale tramite rampe discendenti.

Le tombe sono però state riutilizzate nei secoli successivi fino all’Epoca tarda e al Periodo tolemaico. Oltre a ciò, il cimitero appare ampiamente già visitato dai tombaroli, tanto che i reperti ritrovati si limitano a qualche vaso di ceramica, vasetti miniaturistici votivi in alabastro, uno specchio in bronzo, ossa umane e animali e i frammenti dei rilievi parietali che in origine raffiguravano il defunto e scene di vita quotidiana.

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Le prime scoperte dell’anno… scavando fogne

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Source: Ministry of Tourism and Antiquities

81559855_2768280393217593_6949737850682212352_nIl 2020 inizia scavando fogne… e trovando blocchi iscritti.

Nell’arco di 24 ore, sono stati annunciati due ritrovamenti effettuati fortuitamente con le stesse modalità in Medio Egitto e nel Delta.

Oggi il ministro El-Enany ha comunicato che nel villaggio di Kom Ashkaw (provincia di Sohag), dove lo scorso settembre, durante i lavori di sistemazione della rete fognaria del villaggio, erano emersi muri relativi a un tempio o una cappella di Tolomeo IV (222-204 a.C.), gli archeologi egiziani hanno scoperto cinque blocchi in calcare coperti da scene religiose e testi geroglifici.

Questa volta, però, la lettura dei cartigli ha portato a una datazione più antica con il prenome e il nome (foto a sinistra) dell’iniziatore della dinastia, Tolomeo I (305-282 a.C.). Il re è mostrato mentre porge offerte a Osiride – a cui probabilmente era consacrato il santuario – e ad altre divinità. In particolare, il blocco all’inizio dell’articolo mostra tre registri: quello superiore conserva solo i piedi; quello centrale con Tolomeo che offre impacchi di lino all’effigi di Osiride seduto in trono e di Nefti in piedi; quello inferiore in cui, oltre al testo religioso, si notano le corone di Osiride e Horus dietro di lui. Gli altri blocchi presentano scene simili (offerta di vestiti e collane) o decorazioni a facciata di palazzo.

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Source: Ministry of Tourism and Antiquities

Nel piccolo centro di Dandit (governatorato di Daqahliya), invece, sono stati ritrovati tre blocchi a una profondità di 4 metri, durante lo scavo di una fogna tra il villaggio e il cimitero locale. Mostafa Waziry, segretario generale del Supreme Council of Antiquities, ha ispezionato l’area ieri chiarendo che si tratta di due blocchi iscritti in alabastro (108 x 64 x 30, foto in alto; 80 x 64 x 24 cm) e uno anepigrafe in calcare (68 x 45 x 40 cm). Vista l’emergenza archeologica, i lavori sono stati bloccati ed è partita una missione del Ministero del Turismo e delle Antichità per approfondire la conoscenza del sito.

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Sarcofago, 193 ushabti e un tempio tolemaico sotto casa: arrestati tombaroli a Giza e Sohag

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Source: gate.ahram.org.eg

46161-WhatsApp-Image-2019-10-05-at-3.11.03-PMIl Ministero egiziano dell’Interno ha comunicato l’arresto di quattro uomini sorpresi in casa con un sarcofago in calcare, una collana di amuleti e 193 ushabti in faience azzurra.

L’interrogatorio dei fermati ha permesso poi di individuare il luogo di ritrovamento dei reperti che è una tomba di IV dinastia (chiaramente, come si vede dalla tipologia di oggetti, riutilizzata in periodi più tardi) nei pressi di Giza.

Il video del Ministero:

 

3-556x400Un’operazione simile è stata recentemente portata avanti più a sud, a Sohag (Medio Egitto) dove, grazie a una soffiata, la polizia ha fatto irruzione nella casa di un preside scolastico che, insieme ad altre 6 persone, stava effettuando uno scavo illegale.

Proprio sotto l’abitazione, infatti, un pozzo profondo 9 metri aveva intercettato due corridoi e una stanza accessoria inerenti a un tempio che, grazie ai geroglifici e alle scene incise sui blocchi in calcare, è stato datato all’età tolemaica.

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Medio Egitto, scoperti resti di un tempio scavando una fogna

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Source: MoA

Dopo oltre un mese dall’ultima notizia di una scoperta in Egitto e la consueta pausa per la stagione più calda, si torna finalmente a parlare di archeologia, seppur riferendosi a uno scavo di emergenza.  A Kom Ashkaw, l’antica Afrodito nel governatorato di Sohag, Medio Egitto, durante la realizzazione della rete fognaria sono stati individuati blocchi iscritti di calcare. Per il momento è stato messo in luce l’angolo N-E di un edificio, probabilmente un tempio o una cappella, le cui pareti hanno uno spessore di 2,30 m e fondazioni di 5 file di blocchi. Alcuni rilievi, in cattivo stato di conservazione, mostrano la classica scena con la nomenclatura delle diverse province d’Egitto accompagnata dalle rappresentazioni del dio Hapi, personificazione del Nilo e dei nomoi stessi (foto in alto).

 

Aggiornamento (29/09/2019):

Il proseguimento dello scavo ha permesso di far chiarezza sul tempio scoperto che, grazie alla presenza di cartigli (foto in basso), può essere collocato sotto il regno di Tolomeo IV (222-204 a.C.).

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Source: MoA

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Le pitture della tomba di Tutu saranno esposte in un museo della nuova capitale

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Source: see.news

Ricorderete la tomba di Tutu, presentata alla stampa lo scorso aprile dopo che era stata scoperta a Sohag nel 2018 da tombaroli e scavata dagli archeologi del Ministero delle Antichità. Nella sepoltura, risalente all’epoca tolemaica, erano state ritrovate mummie umane e oltre 50 animali imbalsamati, tra falchi, gatti, cani e roditori.

Ma a colpire era soprattutto la conservazione delle pitture parietali, i cui colori erano ancora accesissimi (foto in basso). Beh, quelle pitture sono appena state staccate dai muri (in gergo tecnico “strappate”) dai restauratori del Ministero e saranno esposte nel museo che, fra qualche mese, sarà inaugurato nella nuova capitale amministrativa d’Egitto, ancora senza nome e in costruzione a 45 km est dal Cairo.

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Inaugurato il Museo Nazionale di Sohag

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Source: weekly.ahram.org.eg

In attesa del completamento del Grand Egyptian Museum (la cui apertura parziale è prevista per la primavera del 2019), vengono inaugurati altri progetti museali. Oggi è stato il turno del Sohag National Museum, i cui nastri sono stati tagliati dal presidente Al-Sisi in persona. Ma in questo caso, il cantiere è durato addirittura più di quello del GEM essendo partito nel 1993. Dopo diverse interruzioni e un costo totale di 72 milioni di LE (circa 3,5 milioni di euro), si è arrivati a un ripensamento dell’idea iniziale, ora più adatta a rilanciare il turismo nella provincia di Sohag che, nonostante presenti siti archeologici importantissimi quali Abido, Akhmim, Athribis, senza dimenticare i monasteri copti “Rosso” e “Bianco”, difficilmente è scelta come meta dai visitatori stranieri.

L’edificio, a forma di due mastabe sovrapposte, si estende per 8000 m² e conserva 945 reperti suddivisi in 6 sezioni che illustrano i vari argomenti cronologicamente, dal Predinastico all’epoca islamica: regalità, famiglia, cibo e cucina, fede e religione, mestieri e artigianato, con particolare attenzione verso la produzione tessile, tipica della zona in tutti i periodi storici. I pezzi esposti provengono dagli scavi archeologici del governatorato, tra cui molti spostati dal Museo Egizio del Cairo e, sempre nella capitale, dai musei Copto, Tessile e d’Arte Islamica.

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Source: weekly.ahram.org.eg

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Akhmim, scoperta base di statua di Amenofi III in un parcheggio

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Source: MoA

Durante i lavori di ampliamento di un parcheggio ad Akhmim, Alto Egitto, è venuto fuori un frammento di una statua reale di Nuovo Regno. La base in granito nero, una volta rettangolare (56 x 27 x 22 cm), presenta un piede sinistro avanzato rispetto a ciò che resta del destro che lascia spazio all’iscrizione con la titolatura di Amenofi III (1388-1350): il praenomen Neb-Maat-Ra e il nomen Imen-hetep Heka-waset. Gamal Abdel Nasser, direttore delle antichità del governatorato di Sohag, ha riferito che il reperto è stato trasferito nel museo provinciale per essere restaurato.

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Incidenti a Sohag: morti 5 tombaroli

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Source: youm7.com

In Egitto, con la crescita degli scavi illegali successiva alla rivoluzione del 2011, sono aumentati a dismisura anche gli incidenti mortali. “Lavorando” senza uno straccio di sicurezza, infatti, i tombaroli rischiano la vita per raggiungere reperti archeologici da vendere al mercato nero. Come in due recenti casi dal governatorato di Sohag (a nord dell’ansa di Qena) che hanno visto la morte di 5 persone. Nel primo incidente, a Tahta, 3 uomini e un bambino di 11 anni sono stati folgorati dalla pompa idrovora utilizzata per eliminare l’acqua freatica da un pozzo profondo 10 metri scavato sotto un’abitazione. Nella vicina Dar el-Salam, invece, un tombarolo è rimasto schiacciato dal crollo di un muro. Tutti i superstiti sono stati arrestati dalla polizia.

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Akhmim, da un cantiere spunta parte di una statua femminile ramesside

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Source: MSA

Ad Akhmim, governatorato di Sohag, dallo scavo per le fondazioni di un edificio, è venuta fuori la parte inferiore di una statua femminile assisa, conservatasi fino all’altezza del bacino. Le dimensioni originarie dovevano essere notevoli visto che l’altezza parziale raggiunge i 140 cm. Sulla superficie del trono, diverse linee di geroglifici presentano il cartiglio di Ramesse II e la titolatura della dea Iside che dovrebbe essere il soggetto della scultura. Ovviamente, il cantiere è stato bloccato per appurare l’eventuale presenza di altri reperti nella zona.

 

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