Articoli con tag: statua

Danneggiato irreparabilmente il colosso di Eliopoli

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Source: Getty Images

Per Psammetico non c’è pace: dopo le polemiche sui metodi di scavo e le discussioni sull’identificazione del faraone ritratto, ora il colosso di quarzite – recentemente scoperto a Eliopoli – sembra aver subito danni probabilmente irreparabili. Era appena stato trasferito al Grand Egyptian Museum, quando ieri notte – secondo alcuni giornali egiziani – il torso sarebbe caduto dall’altezza di 4 metri e si sarebbe fratturato in almeno 7 pezzi. Sotto il peso di oltre 8 tonnellate, infatti, il pavimento ha ceduto, collassando insieme ai reperti su di esso disposti (pare anche un pilastro iscritto di Seti II da Matariya). Come era prevedibile, ancora non si hanno comunicati dal Ministero delle Antichità. Evidentemente, nella fretta di chiudere un cantiere che si protrae ormai da troppo tempo, i costruttori del museo non avranno effettuato i lavori in regola.

Fonte: https://tinyurl.com/z658abr

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Kom el-Hettan: scoperta statua di Tiye ai piedi di un colosso di Amenofi III

17342941_10155222210440406_7452456390883322075_nChe mese questo marzo! Durante la visita ufficiale del ministro delle Antichità Khaled el-Enany (foto a sinsitra), è stata presentata l’ennesima scoperta effettuata nel sito di Kom el-Hettan, Tebe Ovest, dal team del “The Colossi of Memnon and Amenhotep III Temple Conservation Project” diretto da Hourig Sourouzian. Sollevando la parte inferiore di uno dei colossi di Amenofi III che si trovava davanti al terzo pilone, è apparsa quella che, con ogni probabilità, è l’elegante figura della regina Tiye, scolpita accanto alla gamba del marito. Non è la prima volta che una rappresentazione della Grande Sposa Reale viene ritrovata nel Tempio funerario (come, ad esempio, ai piedi dei Colossi di Memnone) perché Tiye partecipò alla deificazione in vita del faraone; tuttavia, la novità sta nel materiale della statua, realizzata in alabastro e non in quarzite come nei precedenti casi. Inoltre, il buon stato di conservazione ha permesso l’individuazione di tracce dei colori originari.

 

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Aggiornamenti e polemiche sulla scoperta del colosso di Eliopoli [con video]

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Source: MoA

Negli ultimi giorni, la notizia della scoperta di una colossale statua ramesside di 8 metri (l’attribuzione a Ramesse II non è ancora sicura per mancanza del cartiglio) effettuata a Eliopoli ha fatto il giro del mondo provocando stupore tra la gente ma anche molte polemiche sulle metodologie adottate per lo scavo. Le perplessità portate avanti sui social, infatti, hanno riguardato soprattutto l’utilizzo di mezzi meccanici, senza apparente cura per la stratigrafia e per l’incolumità del grande frammento di quarzite – parte della corona bianca e la porzione superiore del viso con occhio e orecchio destri – asportato dal fondo fangoso:

Per questo, sono arrivate le risposte dei funzionari del Ministero delle Antichità e soprattutto di Dietrich Raue (Universität Leipzig), direttore della missione protagonista del ritrovamento. In un’intervista rilasciata al presentatore egiziano Adham El Kamouny (qui il video sul suo profilo Facebook), l’egittologo tedesco ha spiegato come sono avvenute in realtà le cose. Lo scavo riguardava un largo basamento all’entrata del tempio di Ramesse II (dove si trovano le persone nella foto in alto) che, tuttavia, era sommerso dalle acque della falda già a pochi centimetri sotto il livello del suolo. Così, oltre all’utilizzo di una pompa idrovora, si è pensato di realizzare una buca più profonda in un’area già indagata nel 2012 per farvi fluire l’acqua. Inaspettatamente, però, qui sono venuti fuori i due frammenti del colosso, oltre al busto di Seti II, poi scavati a mano dagli operai con il solo ausilio di zappe.

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Source: MoA

Come si vede nella foto precedente, la scultura era già rotta perché i templi della zona furono distrutti e sfruttati come cava di materiale edile da riutilizzo in età copta e islamica. Difficilmente si troveranno statue integre, anch’esse inglobate nella costruzione di abitazioni successive che, con il tempo, hanno coperto quasi tutta l’area archeologica. Solo a questo punto è entrato in gioco l’escavatore per sollevare la testa, troppo pesante per altri metodi, comunque alla presenza dei direttori della missione e del Ministro delle Antichità Khaled El-Enany (al centro della foto in alto con occhiali da sole). Il ministro ha assicurato come non ci sia stato contatto diretto tra la roccia e il metallo della benna grazie a palanche di legno e a strati di sughero. Certo, si sarebbe potuto fare di meglio, soprattutto nel tener lontani i curiosi dal reperto (diventato immediatamente trampolino per bambini); infatti, ieri, per tirar su il pezzo maggiore – il busto con pilastro dorsale, braccio destro, mento e barba posticcia – sono state usate cinghie:

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Scoperto colosso ramesside a Eliopoli

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Source: MoA

A Eliopoli, l’odierna Matariya nella periferia nord-est del Cairo, la missione egiziano-tedesca diretta da Ayman AshmawiDietrich Raue (Universität Leipzig) ha individuato alcuni frammenti appartenenti a una statua in quarzite alta circa 8 metri. Il colosso, al momento, non è identificabile, ma è stato trovato nell’area di Souq Al-Khamis, all’ingresso del tempio di Ramesse II scoperto nell’ultimo anno (link 1, link 2). I blocchi ora finiranno al Grand Egyptian Museum dove verranno restaurati, rimontati ed esposti.

Nella stessa zona, è stata trovata anche la parte superiore di una stata in calcare di Seti II (1199-1193; in basso a destra), questa volta riconoscibile grazie al cartiglio inciso sulla spalla. Il frammento misura circa 80 cm.

Per altre foto: https://tinyurl.com/zlhl45p

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Ramesse II arriva in Ecuador

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Source: noticiasquito.gob.ec

Come sistemare una delle tante rotonde della città? Semplice: con una colosso egizio di 6 metri! Almeno questa è stata la soluzione scelta dalla municipalità di Quito, capitale dell’Ecuador, in accordo con le autorità egiziane. D’altronde, un’idea simile era venuta già a re Luigi Filippo quando fece erigere uno degli obelischi di Luxor al centro di Place de la Concorde!

Scherzi a parte, lo scorso novembre, il governo egiziano aveva donato a quello ecuadoregno una replica (immagine a sinistra) in granito, poliestere e lana di vetro della statua di Ramesse II che fu ritrovata nel 1820 nel Tempio di Ptah a Mit-Rahina (Menfi). Attualmente, la scultura originale, alta 11 metri, si trova all’aperto, di fronte la stazione ferroviaria principale del Cairo, ma presto sarà trasferita nel Grand Egypian Museum. La copia è arrivata nel paese sudamericano il 19 gennaio, mentre i lavori di collocazione, ad opera dell’Empresa Pública Metropolitana de Movilidad y Obras Públicas, sono iniziati 4 giorni più tardi. La stessa EPMMOP è stata incaricata della sistemazione del redondel de El Condado, ora rinominato Plaza Egipto, con scenografie decisamente egittizzanti (nella foto in basso, si vedono già tre piramidi).

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Source: prensa.quito.gob.ec

 

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Hazor (Israele), scoperto frammento di statua egizia

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Source: jpost.com

A distanza di tre anni, nello stesso luogo, un altro importante e inaspettato ritrovamento. A Tel Hazor, sito UNESCO israeliano a nord del Mar di Galilea, gli archeologi dell’Hebrew University of Jerusalem hanno scoperto un frammento di base di una statua egizia, proprio nello stesso edificio dove, nel 2013, era stato individuato un pezzo di sfinge di Micerino. Probabile, quindi, che il palazzo fosse il centro amministrativo di Hazor, una delle più importanti città cananee del Tardo Bronzo e Stato vassallo dell’Egitto. Il forte legame con la Valle del Nilo è testimoniato dai 18 frammenti di statue egizie scavati nel tell in 30 anni che corrispondono alla più cospicua quantità di ritrovamenti del genere in Israele.

Il reperto di calcare misura 45 x 40 cm e ritrae un funzionario, forse di Menfi, in una posizione abbastanza rara, cioè seduto con la gamba sinistra piegata sul petto e la gamba destra poggiata a terra. Questa iconografia (qui un esempio) fu introdotta nell’Antico Regno, periodo cui è collocato l’oggetto dai membri della missione. Se fosse confermata questa datazione, si tratterebbe – insieme alla sfinge di Micerino – dell’unica statua egizia di III millennio ritrovata nel Levante. In ogni caso, maggiori informazioni in tal senso arriveranno dalla traduzione dalle iscrizioni geroglifiche perché, al momento, si sa solo che contengono formule funerarie che assicurano offerte per l’uomo raffigurato di cui ancora non si conoscono nome e carica. Invece, la distruzione della scultura, come quella delle altre del palazzo, è probabilmente deliberata da parte di chi (Popoli del Mare?) ha conquistato e raso al suolo la città nel XIII secolo a.C.

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Tell Tebilla, Scoperta statua reale tolemaica

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Source: firstnews-eg.com

La missione egiziana a Tell Tebilla, nel governatorato di Dakahliya (Delta N-E), continua a fornire interessanti scoperte. Lo scavo, iniziato lo scorso settembre, si sta focalizzando su sepolture del Periodo Tardo e, soprattutto, di età greco-romana; non a caso, l’ultimo ritrovamento consiste in una statua reale dell’inizio del regno tolemaico (III sec. a.C.). La scultura, realizzata in calcare, manca degli arti e di una qualsiasi iscrizione che possa far individuare con certezza quale faraone ritraesse.

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Statua di Sekhemka: il governo britannico dà il via libera all’esportazione

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Sourcce: bbc.co.uk

Niente lieto fine: la controversa vicenda della statua di Sekhemka si conclude proprio come si temeva. Dal momento che, nell’anno passato, non si è fatto avanti nessun nuovo compratore, né nel Regno Unito né in Egitto, il Department for Culture, Media and Sport del governo britannico è stato costretto a togliere il divieto all’esportazione (scaduto il 29 marzo) della scultura che, quindi, potrà andare a chi aveva sborsato oltre 15 milioni di sterline per accaparrarsela durante un’asta di Christie’s. L’acquirente, diversamente da quanto era trapelato in precedenza, non farebbe parte della famiglia reale del Qatar, ma sarebbe un collezionista statunitense. Esulta soprattutto l’attuale Lord Compton che si ritrova 6 milioni (il 45% della somma totale) per il solo fatto di essere il pronipote del IV Marchese di Northampton, colui che aveva donato la statua al museo cittadino nel 1880.

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Edfu, sequestrata statua di Amenofi III

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Source: MSA

Ultima scoperta dell’anno. O meglio, ultimo sequestro. Nell’abitazione di un trafficante di droga e armi nel villaggio di Al-Nakhl, nei pressi di Edfu, la polizia locale ha individuato una bella statua di Amenofi III (1387-1348), evidentemente pronta per il mercato nero. I funzionari del Ministero delle Antichità hanno già autenticato il reperto e lo hanno trasferito nel magazzino del vicino sito archeologico per il restauro. La scultura di granito nero è alta circa 150 cm e rappresenta il faraone stante con nemes e shendyt tenuto da una cintura in cui è inciso il cartiglio come sulla base (tipologia molto simile a un’altra statua di Amenofi III, poi usurpata da Merenptah, oggi conservata presso il Luxor Museum). Sul pilastro dorsale, invece, è presente la titolatura reale completa che, da quello che si può vedere in foto, dice:

nsw  bity  nb  tA.wy  nb  ir.t  x(.t)  <nb-mAa.t-ra>  sA ra  <Imn-Htp  HqA-wAs.t>  di  anx  [Dd  wAs  mi  ra  D.t]

“Re dell’Alto e del Basso Egitto, Signore delle Due Terre, Signore del Compimento del Rituale <Neb-Maat-Ra>, Figlio di Ra <Amenhotep, Signore di Tebe>, che sia dotato di vita [stabilità e potere come Ra per sempre*]”

*La porzione d’iscrizione tagliata nella foto è visibile in questo video.

P.S. Colgo l’occasione per prendere in prestito la parte finale della titolatura e augurare anche a tutti voi “vita, forza e salute” per un buon 2016.

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Esteso il blocco all’esportazione della statua di Sekhemka

Source: mikepitts.wordpress.com

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Ecco la classica situazione in cui si cerca di chiudere la stalla quando i buoi sono ormai scappati. In una nota ufficiale, il governo britannico ha annunciato che il blocco temporaneo all’esportazione della statua di Sekhemka sarà esteso di un mese passando, cioè, dal 29 luglio al 28 agosto. Il provvedimento preso dal Dipartimento per la Cultura, i Media e lo Sport serve a temporeggiare in attesa di un improbabile acquirente inglese, magari un ente pubblico o un museo, in grado di pareggiare l’offerta di 14 milioni di sterline presentata un anno fa da un anonimo straniero che si aggiudicò la statua durante un’asta di Christie’s. Il blocco potrebbe essere prorogato fino al 29 marzo 2016 nel caso venga presentata una seria intenzione di raccogliere fondi per far rimanere il reperto in “patria”. Inutile aggiungere che sarebbe stato il caso di impedire la vendita di un bene appartenente a un museo.

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