Articoli con tag: stele

Asasif, scoperti sarcofago e stele di XVIII dinastia

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Source: MoA

In attesa dell’annuncio ufficiale della scoperta di una tomba con due mummie di cui si vocifera ormai da settembre, dalla necropoli tebana di el-Asasif arriva un altro ritrovamento. La missione francese dell’IFAO (Institut Français d’Archéologie Orientale) e dell’Università di Strasburgo diretta da Frédéric Colin ha individuato nell’area settentrionale del sito un sarcofago ligneo dipinto e una stele di XVIII dinastia (1543-1292 a.C.).

La bella stele in arenaria in origine era rettangolare (1 x 0,65 m) e coronata da una modanatura a gola egizia. Scene rituali di offerta si sviluppano su tre registri in cui vengono menzionati due alti funzionari dell’epoca, Tetianekh e quell’Ineni che, secondo Colin, sarebbe lo stesso “Supervisore dei granai di Amon” sepolto nella TT81 a Sheikh Abd el-Qurna. Sempre all’inizio della XVIII dinastia, come si vede dallo stile decorativo, risalirebbe il sarcofago ‘bianco’, lungo 1,70 m, che si è perfettamente conservato se si esclude la punta dei piedi.

https://tombett33.hypotheses.org/

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Source: MoA

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Ancora due stele dagli scavi di Kom Ombo

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Source: MoA

Ormai i lettori più assidui del blog l’avranno imparato a memoria, ma mi scuseranno se ripeto questa introduzione per i nuovi arrivati. In prossimità del tempio tolemaico di Kom Ombo, nel governatorato di Assuan, si stanno effettuando lavori per abbassare il livello della falda freatica che minaccia i resti del santuario e, scavando, sono numerose le scoperte fortuite. Dopo i più recenti ritrovamenti, due stele di Tolomeo V e una sfinge, questa volta è il turno di altre due stele, divise nella datazione da oltre 1000 anni.

La prima, spezzata in due, è alta 2.3 metri, larga 1 m e spessa 30 cm. Secondo quanto riferito dal Ministero delle Antichità, sulla lunetta sarebbe mostrato (due volte) Seti I (1290-1279 a.C.) nell’atto di presentare offerte al dio coccodrillo Sobek e a Horus. Inoltre, nelle 28 righe di testo geroglifico sotto la scena rituale sarebbe citato anche il nome dell’ultimo faraone della XVIII dinastia, Horemheb. Fra l’altro, non sarebbe il primo ritrovamento risalente alla XIX dinastia in questo contesto, dopo i frammenti di una statua colossale di Ramesse II.

La seconda stele è conservata peggio essendo fratturata in più parti, ma le misure totali sono state stimate sui 3.25 x 1.15 x 0.3 metri. In questo caso, il sovrano ad essere rappresentato è Tolomeo IV (222-204) insieme alla moglie Arsinoe III al cospetto della trinità di Kom Ombo (qui bisogna fidarsi perché non sono state ancora distribuite foto). Si tratta comunque solo di uno studio preliminare che, visti anche casi passati, non fornisce la certezza delle informazioni rilasciate dal ministero.

 

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Kom Ombo, scoperte due stele di Tolomeo V

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Source: MoA
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Source: MoA

Continuano a riservare sorprese i lavori di abbassamento del livello della falda freatica che minaccia il sito di Kom Ombo, nella provincia di Assuan, in corso ormai da oltre un anno. Numerose scoperte, alcune delle quali molto interessanti (come quella recente del laboratorio di un vasaio dell’Antico Regno), vengono effettuate casualmente scavando a due passi da uno dei più importanti templi greco-romani d’Egitto.

Ieri è stato annunciato il ritrovamento di due grandi stele in arenaria di Tolomeo XII Aulete (80-51 a.C.). Il sovrano governò l’Egitto durante la crisi finale della casata tolemaica. Tra dispute dinastiche interne e la pressione crescente di Roma a cui Tolomeo XI aveva lasciato in eredità tutto il Paese in un testamento probabilmente falso, il faraone fu perfino costretto ad andare in esilio nell’Urbe tra il 58 e il 55. Tornato ad Alessandria solo grazie all’appoggio di Pompeo e di un ancora giovane Marco Antonio, Tolomeo XII regnò fino alla morte nel 51, quando il trono passò ai figli Tolomeo XIII e la celebre Cleopatra VII.

La prima stele (2,80 x 1,20 x 0,35 m; foto sulla sinistra) presenta al centro della lunetta, che è sormontata da un disco alato, il re mentre colpisce un prigioniero con una mazza; davanti a lui la triade tarda del santuario di Kom Ombo: Haroeris (Horus il Vecchio), Tasenetnofret (ipostasi di Hathor e sposa di Haroeris) e Panebtauy (il figlio dei due, Signore delle Due Terre). Alle sue spalle, invece, ci sono la regina Cleopatra V (da alcuni autori indicata come Cleopatra VI) e la figlia Arsinoe IV. Sotto la scena si sviluppa un lungo testo in 34 linee di geroglifico e 33 di demotico. La seconda lastra (2,53 x 1 x 0,24 m; foto in alto) è praticamente uguale alla precedente se non per la presenza di due figli della coppia reale (Tolomeo XIII e Arsinoe) e di ‘sole’ 29 righe di testo geroglifico.

Mostafa Waziry, segretario generale dello SCA, ha riferito che i due reperti saranno trasportati verso il Cairo, presso il National Museum of Egyptian Civilization dove si procederà al loro restauro e a una traduzione più completa dei documenti.

Aggiornamento (3/09/2018):

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Dopo il trasferimento presso il National Museum of Egyptian Civilization, sono state rilasciate nuove foto delle due stele che sembrano smentire quanto dichiarato dal Ministero delle Antichità in un primo momento. Grazie a questi scatti, infatti, sono riuscito a leggere i cartigli, prima troppo confusi, del faraone che non sarebbe Tolomeo XII, bensì Tolomeo V Epifane (204-180 a.C.). Alle sue spalle, quindi, potrebbero esserci la moglie Cleopatra I, la madre Arsinoe III e un altro Tolomeo, forse il padre Tolomeo IV o un suo successore, ma di questo sono meno sicuro. Inoltre, come si può leggere all’inizio della prima riga, il documento risale al 23° anno di regno, cioè al 182 a.C.

 

 

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Scoperta stele faraonica nelle fondazioni di un minareto

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Source: wataninet.com

Dairut, piccolo villaggio nei pressi della città di Mahmudiya (Delta Occidentale), è stata scoperta una stele faraonica inglobata nelle fondazioni di un minareto. La moschea in questione, Abu-Shusha, risale alla fine del XVI secolo con successivi restauri che arrivano all’inizio dell’Ottocento; nel corso di un recente intervento di rinnovamento per cui la torre stava per essere smantellata e ricostruita da capo, è stato individuato questo blocco di quarzite di 2,48 x 0,51 m reimpiegato come materiale edile. Su uno dei lati, è incisa una lista di offerte con i nomi in geroglifico dei prodotti donati agli dèi: oro, orzo, anatre e, come si può leggere dalla foto più particolareggiata in basso, anche oli (dju) e vino (irep). Ancora non si conosce la datazione del reperto.

Dalla stessa regione di Buhariya, proviene un celebre caso simile. Il 15 luglio 1799, durante la costruzione di un’opera fortificata a soli 30 km più a nord di Mahmudiya, i militari napoleonici del generale Bouchard tirarono fuori da una vecchia struttura mamelucca un blocco diverso dagli altri con l’iscrizione trilingue (geroglifico, demotico e greco) che rivoluzionerà le conoscenze sull’Egitto antico: la stele di Rosetta.

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Source: wataninet.com

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Wadi el-Hudi (Assuan), Scoperte tre stele inscritte di Medio Regno

Source: MSA

Source: MSA

Nel sito di Wadi el-Hudi, 35 km a SE da Assuan, la missione americana diretta da Kate Liszka (Princeton University) e Bryan Kraemer (University of Chicago) ha individuato tre stele in granodiorite con inscrizioni geroglifiche che le datano al Medio Regno. L’area era sfruttata per le miniere di ametista almeno da Mentuhotep IV, ultimo re della XI dinastia (2001-1994), fino al periodo romano. I testi di due delle stele, infatti, recano il cartiglio di Sesostri I (1964-1919) e potrebbero parlare di una spedizione del 28° anno di regno del faraone nel Deserto Orientale con lo scopo di procurarsi la bella gemma viola. Tuttavia, le incisioni sono ormai quasi completamente erose e ci vorrà la tecnica fotografica della Reflectance Transformation Imaging (RTI) per riuscire a leggerne tutto il contenuto.

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Missione di Leiden-Torino a Saqqara: scoperta stele quadrifronte

Source: Museo Egizio di Torino

Source: Museo Egizio di Torino

Ancora interessanti novità dalla missione di Leiden-Torino a Saqqara. Dopo la scoperta della statua di falco, la terza settimana di scavo è stata caratterizzata dal ritrovamento di una rara stele quadrifronte in calcare di 3000 anni, situata tra la Tomba X e la tomba di Meryneith. Le facce sono incise e intonacate e, pur essendo degradate a causa della cristallizzazione salina sulle superfici, mostrano ancora scene di adorazione del defunto, lo scalpellino Samut, e di sua moglie nei confronti di Osiride, Iside, la vacca Hathor e il toro Apis. Alla base del lato nord della stele, sono stati ritrovati ancora in situ tre contenitori ceramici probabilmente utilizzati per un rito funebre.

http://www.saqqara.nl/news/mission-digging-diary/2015-digging-diaries/2015-05-22

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Scoperta stele tolemaica a Taposiris Magna

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Source: MSA

La missione egiziano-domenicana diretta da Kathleen Martinez (Università Cattolica di Santo Domingo) ha scoperto una stele tolemaica a Taporis Magna. Il blocco in calcare (105 x 65 x 18 cm) presenta 20 linee in geroglifico e 5 in demotico con la stessa versione di un testo che racconta di offerte di Tolomeo V Epifane al tempio di Iside a File. La stele risale al settimo anno di regno del faraone (198 a.C.) e presenta anche i cartigli della moglie/sorella Cleopatra I, del padre Tolomeo IV e della madre Arsinoe III.

La ripetizione del testo in due tipi di scrittura accosta il reperto alla ben più famosa Stele di Rosetta, che in più ha la versione in greco, realizzata solo due anni dopo, durante il nono anno di regno.

Il sito di Taposiris Magna, oggi Abusir, si trova sulle rive del lago Maryut, a circa 50 km a sud-ovest di Alessandria ed è scavato dalla missione da 6 anni.

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Arrampicati a 14 m d’altezza per la stele di Amenofi IV a Silsila

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Source: gebelelsilsilaepigraphicsurveyproject.blogspot.co.uk

Gebel el Silsila, tra Edfu e Kom Ombo, è il più grande sito di antiche cave d’arenaria d’Egitto estendendosi per 2,5 km su ogni lato del Nilo. Tutta quest’area, una volta conosciuta come Khenu/Kheny, è disseminata di pittogrammi rupestri preistorici, iscrizioni in geroglifico, ieratico, demotico, greco e copto e marchi di cava. L’obiettivo del “Gebel el Silsila Survey Project” è proprio la documentazione fotografica di tutto questo materiale epigrafico, compreso quello più “scomodo” da raggiungere.

Questo è il caso della stele di Amenofi IV (vedi foto) posta a 14 metri d’altezza rispetto all’attuale livello del suolo. Infatti, gli archeologi diretti da Maria Nilsson si sono dovuti arrampicare su scale e ponteggi per copiare e fotografare il testo. La stele celebra l’inaugurazione della cava per il materiale dello “Hut-benben”, tempio solare fatto costruire dal faraone nei pressi di Karnak prima del trasferimento ad Amarna.

http://gebelelsilsilaepigraphicsurveyproject.blogspot.co.uk/2014/04/seven-weeks-in-stela-of-amenhotep-iv.html

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