Articoli con tag: Tebe

Scoperto sarcofago di un sindaco di Tebe della XXV dinastia

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Source: MSA

Come di consueto, con l’avvicinarsi della fine dell’estate, tornano attive le missione archeologiche in Egitto e fioccano notizie di scoperte. Così, partiamo con quella effettuata dai membri del South Asasif Conservation Project che, sotto la direzione di Elena Pischikova, lavorano allo studio, alla pulizia e al restauro di tombe già note ma mai pubblicate in modo appropriato nella necropoli di el-Asasif Sud, a Tebe Ovest. Nella TT391 (già segnalata da Champollion e Rosellini), la sepoltura di Karabasken – Quarto Profeta di Amon e Sindaco di Tebe sotto il faraone Shabaka (715-705; XXV dinastia) – , durante lo scavo della sala cultuale più interna, è venuta alla luce una rampa discendente di 9 metri che porta alla camera sepolcrale. Qui si trova un sarcofago di granito rosa (altezza 241, larghezza 163, lunghezza 306 cm) senza iscrizioni né raffigurazioni. Il pesante coperchio reca tracce di almeno due tentativi di apertura in antichità, mentre l’interno si presentava allagato al momento della scoperta. Ora si aspetta uno scavo più approfondito per verificare la presenza di frammenti lignei o del corpo del defunto.

https://southasasif.wordpress.com/2016/08/25/the-discovery-of-the-burial-chamber-and-sarcophagus-of-the-mayor-of-thebes-and-forth-priest-of-amun-karabasken-tt-391-25th-dynasty/

Per maggiori nformazioni sulla tomba: http://www.southasasif.com/Karabasken-Entrance.html

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Kom el-Hettan, scoperte 8 statue di Sekhmet

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Source: MSA

Kom el-Hettan, area di Tebe Ovest dove sorgeva il tempio funerario di Amenofi III (1387-1350 a.C.), sono state trovate 8 statue in granito nero che ritraggono la dea Sekhmet. A effettuare il ritrovamento è stato il team del “The Colossi of Memnon and Amenhotep III Temple Conservation Project” diretto da Hourig Sourouzian. La missione egiziano-tedesca ha già scavato nel sito oltre 70 reperti simili appartenenti al gruppo di 730 sculture fatte realizzare da Amenofi per il suo “Tempio di Milioni di Anni”, poi trasferite in parte dal Primo Profeta di Amon Pinedjem (1055-1031) nel Recinto di Mut a Karnak.

Sei statue – di cui 3 sono piuttosto complete con un’altezza di 1,90 m (come l’esempio a sinistra), due conservano solo la parte inferiore, una quella superiore – rappresentano la dea seduta in trono mentre tiene nella mano destra l’ankh. Due busti senza testa, invece, appartengono a figure stanti con scettro di papiro nella sinistra e ankh nella destra.

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Luxor, scoperto sarcofago di sacerdote di Amon-Ra della XXII din.

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Source: MSA

Il Ministero delle Antichità aveva già anticipato due giorni fa che oggi sarebbe stata annunciata una nuova scoperta a Luxor e le attese sono state perfino superate. A el-Asasif, nella TT28 (tomba di Amenhotep-Huy),  gli archeologi spagnoli diretti da Francisco José Martín Valentín hanno effettuato, ancora una volta, un ritrovamento eccezionale: un sarcofago perfettamente conservato con la mummia di un sacerdote uab di Amon-Ra, “Scriba delle offerte ad Amon-Ra” a Karnak chiamato Ankh-ef-en-Khonsu. La scoperta dovrebbe risalire al 18 novembre, come si può intuire dall’entusiasmo strozzato per motivi istituzionali (ricordo che ogni annuncio ufficiale spetta al ministero) nel giornale di scavo pubblicato sul sito della missione.  La tipologia della bara riconduce chiaramente all’inizio della XXII dinastia (950 a.C. circa), periodo in cui la carica religiosa di Primo Profeta di Amon ebbe anche una grandissima rilevanza politica tanto da costituire praticamente una dinastia parallela a Tebe. Il sarcofago ligneo, che era alloggiato in una fossa parallelepipeda scavata nella roccia, è rivestito da uno strato di stucco dipinto che mostra il defunto con parrucca e larga collana usekh sotto le mani incrociate sul petto. Una striscia verticale con tre colonne di geroglifici attraversa la parte centrale del coperchio mentre, sulle pareti laterali esterne, scene variopinte rappresentano il sacerdote mentre compie offerte verso divinità come Osiride, Nefertum, Anubi e Hathor.

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Source: MSA

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Luxor, ri/aperte al pubblico 5 tombe (3 TT, 2 KV)

Source: studyblue.com

Source: studyblue.com

Per celebrare la Giornata Nazionale dedicata a Luxor (4 novembre), il ministro delle Antichità El-Damaty ha inaugurato l’apertura al pubblico di cinque tombe di Tebe Ovest, tre nella Valle dei Nobili e due nella Valle dei Re. Le prime sono visitabili per la prima volta dalla loro scoperta grazie al consolidamento e la pulizia delle pitture parietali e all’istallazione di nuovi sistemi di areazione e illuminazione. Le tre sepolture, situate nei pressi del villaggio di Qurnet Murai, sono piuttosto piccole, ma presentano decorazioni dai colori ancora vividi (consiglio di dare un’occhiata a questo sito per un’ampia galleria fotografica). Si tratta delle tombe di Amenhotep Huy (TT40, Porter-Moss I pag.75), “Viceré di Kush” e “Governatore delle Terre del Sud” da Akhenaton a Tutankhamon (1348-1318), di Ameneminet (TT277, P-M I pag. 353), “Padre divino del palazzo di Amenofi III” alla fine della XIX dinastia, e di Amenmhab (TT278, P-M I pag. 355), “Madriano di Amon-Ra” durante il periodo ramesside.

Le tombe reali riaperte nella Valle dei Re, invece, sono quella di Horemheb (KV57) e, finalmente la mia preferita, quella di Thutmosi III (KV34, nella foto). Nella consueta rotazione di chiusura per restauro, non saranno accessibili per un po’ i sepolcri di Ramesse III (KV11) e Ramesse IX (KV6).

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El-Asasif, scoperta tomba di visir della XXVI dinastia

Source: MSA

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Nella necropoli di el-Asasif, riva occidentale di Luxor, il team americano-egiziano diretto dalla Dott.ssa Elena Pischikova (American University in Cairo) ha individuato la tomba di Padi-Bastet, visir dell’Alto Egitto durante la XXVI dinastia (664-525 a.C). La tomba era all’interno di un’altra sepoltura (sembra vada di moda in questo periodo; cfr. KV62), la TT391 di Karabasken, quarto Sommo Sacerdote di Amon e governatore di Tebe sotto il regno diel faraone kushita Taharqa (XXV din., 715-705).

Il lavoro del “South Asasif Conservation Project” consiste nello studio, nella pulizia e nel restauro di una serie di tombe già note, ma mai pubblicate in modo appropriato. Lo dimostra proprio questa scoperta che sottolinea chiaramente come il funzionario saita abbia riutilizzato la struttura aggiungendo apparati architettonici e decorazioni parietali. La sepoltura di Padi-Bastet, secondo la Pischikova, si troverebbe in fondo a un pozzo nella corte o in un’altra stanza funeraria che potrà essere individuata solo dopo uno scavo vero e proprio. La lettura dei titoli, inoltre, ha attestato che il defunto fosse il nipote di Pabasa,  Gran maggiordomo della Divina Adoratrice di Amon Nitocris I, la cui tomba (TT279) si trova poco più a est, prima dell’entrata del tempio di Hatshepsut.

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Luxor, Scoperto lino dipinto con cartiglio di Tolomeo XII, padre di Cleopatra VII

Settimana caratterizzata da grandi risultati di archeologi polacchi in Egitto. Dopo la scoperta delle sepolture neolitiche di Gebel Ramlah e quelle di Tell el-Farcha (in realtà frutto della missione del 2014, ma annunciate come recenti pochi giorni fa dal Ministero delle Antichità), interessanti news arrivano dalla necropoli di Sheikh Abd el-Qurna, Tebe Ovest. Il team diretto da Andrzej Ćwiek (Adam Mickiewicz University e Museo Archeologico di Poznań), tra il 5 febbraio e il 1 marzo 2015, ha trovato un raro frammento di lino dipinto in inchiostro nero con tre colonne di geroglifici che riportano i cartigli di Tolomeo XII (80-58, 55-51 a.C.), padre di Cleopatra VII, e il nome di Iside con alcuni epiteti poco leggibili. La scoperta è avvenuta durante la pulizia di un pozzo profondo 18 metri appartenente a una tomba (MMA1152) di Medio Regno riutilizzata come sepoltura nel III Periodo Intermedio e in Epoca Tarda e, infine, nel VI sec. d.C., come abitazione da monaci copti. Secondo Ćwiek, sarebbero stati proprio questi eremiti a portare lì il telo dalle rovine di un vicino tempio, probabilmente quello di Hathor di Deir el-Medina dove è effettivamente presente anche il nome del sovrano tolemaico. Il faraone potrebbe aver fatto dono al tempio di un velo usato per coprire la statua di una divinità, poi riciclato in età cristiana per scopi ben più pratici e “casalinghi”. Nel pozzo sono stati individuati anche numerosi frammenti di ceramica faraonica e copta, mattoni crudi, perline, amuleti, ushabti, frammenti di cartonnage, corde e ossa umane e animali. Le camere ipogee, invece, saranno indagate dal prossimo febbraio.

http://www.polacynadnilem.uw.edu.pl/sezony/2014-2015/misje-polskie-egipt/245-szejch-abd-el-gurna-szejch-abd-el-gurna/

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Apertura notturna per la Valle dei Re e i templi di Luxor

Source: MSA

Source: MSA

Durante una visita ufficiale a Luxor, il ministro delle Antichità, Mamdouh El-Damaty, ha annunciato che il rinnovamento del sistema d’illuminazione dei siti archeologici cittadini sta andando avanti e che, dal 25 luglio, sarà possibile effettuare visite notturne fino alle 23:00. Il progetto include le tombe della Valle dei Re, il Ramesseum (nella foto) e il tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahari. Dal 1 luglio, inoltre, con l’orario estivo, l’apertura del Tempio di Luxor sarà estesa di un’ora fino alle 11 di sera. L’iniziativa è sicuramente interessante e garantirebbe ai turisti un’esperienza suggestiva, ma, conoscendo l’affidabilità dei comunicati stampa egiziani, mi viene da domandarmi a quale anno si riferisca quel 25 luglio…

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Luxor, ri-trovata tomba scoperta da Champollion e Rosellini

Source: CSIC

Source: CSIC

Dopo quasi 200 anni, una tomba viene scoperta per la seconda volta. Si tratta dell’ultima dimora di Djehuty-Nefer, “Soprintendente al tesoro” di Thutmosi III (1479-1424), che Champollion e Rosellini avevano individuato nel 1829 nella necropoli di Dra Abu el-Naga, Tebe Ovest. Da allora, nonostante ci siano diversi oggetti del corredo sparsi per i musei di tutto il mondo (compresi frammenti di una porta al Museo Egizio di Firenze), se ne erano perse le tracce. Fino a gennaio-febbraio di quest’anno, quando gli archeologi spagnoli diretti da José Manuel Galán (Consejo Superior de Investigaciones Científicas) hanno liberato la tomba dalla sabbia e dai detriti di altri scavi che l’avevano ricoperta, proprio vicino a quella del predecessore Djehuty. La particolarità della struttura consiste nella facciata, perfettamente conservata, realizzata a mattoni con sigilli reali che seguono il motivo decorativo della “facciata di palazzo” (vedi immagine in alto).

Ma, la 14a missione del “Proyecto Djehutyha rivelato ulteriori sorprese. In un pozzo di un’altra sepoltura scoperta, ancora anonima, sono venuti fuori due archi di 1,70 m con la corda ancora arrotolata al legno, una dozzina di frecce a punta di selce e un vasetto in alabastro avvolto in un panno di lino (vedi in basso). Naturalmente, si è continuato a lavorare alla tomba di Djehuty il cui corridoio di accesso è stato restaurato mettendo in evidenza un centinaio di graffiti in demotico che testimoniano il riutilizzo nel II sec. a.C. per seppellirvi mummie di ibis e falchi.

Per il dispaccio ufficiale e altre foto: CSIC

Source: CSIC

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Inaugurati due tratti del “Viale delle Sfingi”

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Source: Bernard M. Adams (egyptmyluxor.weebly.com)

Che sia la volta buona? Dopo cinque anni di rinvii, arriva l’ennesimo annuncio del ministro delle Antichità di turno che dichiara l’apertura al pubblico del “Viale delle Sfingi”. Oggi, infatti, Mamdouh El-Damaty dovrebbe inaugurare il I e il V tratto del viale; ma aveva detto la stessa cosa il precedente ministro, Mohamed Ibrahim, due anni fa (e mi ero mostrato scettico già allora).

L’ambizioso progetto prevede lo scavo, il restauro e la musealizzazione dell’antica via processionale che collegava il Tempio di Luxor al complesso di Karnak. L’attuale percorso corrisponde a quello voluto da Nectanebo I (380-362) che fece restaurare l’originale versione di Amenhotep III aggiungendo ai due lati della strada, per circa 2,7 km, 1350 sfingi (durante la XVIII din. erano a testa di ariete), distanziate di 60 m l’una dall’altra. I lavori di scavo, iniziati nel 2004, non sono stati esenti da polemiche perché, per liberare il Viale, sono state abbattute centinaia di case, moschee e chiese cristiane, spostando migliaia di persone dalle loro abitazioni.

Al di là dell’impatto turistico dell’operazione, dai cantieri sono emersi importantissimi dati archeologici; infatti, sono state scoperte le tracce di interventi di numerosi faraoni, da Hatshepsut a Cleopatra VII, la metà delle sfingi, o ciò che ne rimane, e diverse costruzioni di epoca romana, come cisterne e luoghi di produzione del vino. In particolare, le due sezioni che dovrebbero essere aperte corrispondono al 37% del totale: il I tratto è di 350 m e parte dalla facciata del Tempio di Luxor; il V è lungo 600 m e va dal retro della Biblioteca di Luxor alla strada che conduce all’aeroporto.

 

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Ostrakon rivela la ricevuta di una tassa “pesante”

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Source: livescience.com

Anche senza Equitalia, doveva essere difficile pagare le tasse nell’Egitto tolemaico. Questo almeno si evince da un ostrakon tradotto da Brice Jones (Concordia University, Montreal) che si sta occupando della pubblicazione di diversi documenti antichi appartenenti alla McGill University Library and Archives. Il testo, scritto in greco su un frammento di ceramica, corrisponde alla ricevuta di pagamento di una tassa di successione di terreni agricoli versata da un uomo il cui nome è ormai illeggibile. Sono presenti anche il luogo della transazione, Diospolis Magna (Tebe), e la data che colloca il reperto al 22 luglio del 98 a.C., sotto il regno di Tolomeo X. La cifra sborsata dal proprietario terriero, invece, ammontava a 75 talenti più altri 15 di mora, forse per un ritardo nel pagamento o per il mancato utilizzo di monete d’argento. Novanta talenti equivalevano a 540.000 dracme; quindi, se si considera che la moneta con più valore dell’epoca arrivava a 40 dracme e pesava 8 grammi, l’intera somma doveva superare i 100 chili!

 

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