Articoli con tag: tempio

Sharuna (Medio Egitto), scoperti blocchi di un tempio di Tolomeo I

Source: Museu Egipcio de Barcelona

A Kom el-Akhmar/Sharuna – sito nel Medio Egitto, 40 km a nord di el-Minya – la missione congiunta dell’Università di Tübingen, del Museu Egipcio di Barcellona e del Consiglio Supremo delle Antichità egiziane ha individuato le tracce della presenza di un tempio tolemaico. Ad annunciarlo è stata oggi la fondazione privata che gestisce il museo catalano. Durante le campagne di scavo del 2019 e 2020 è stata scoperta una sessantina di blocchi in calcare, ognuno del peso di circa 500 kg, che originariamente componevano 4 delle 13 file delle pareti di un edificio fatto realizzare da Tolomeo I (305-282 a.C.).

Il nome e il prenome del faraone sono infatti chiaramente leggibili nei cartigli che si trovano in alcuni finissimi rilievi, tra teste della dea Hathor. Oltre a questi fregi, ci sono porzioni di elementi archittonici, come gole egizie, e testi geroglifici. Tuttavia i blocchi, che vanno a unirsi ad altri trovati già in precedenza, non erano nella loro posizione originaria perché riutilizzati nel VI secolo d.C. per la costruizione di fondamenta e pavimento di una chiesa copta. Nonostante ciò, sembrerebbe possibile ricostruire la pianta del tempio grazie allo studio dei rilievi.

https://www.lavanguardia.com/cultura/20210325/6605551/museu-egipci-encuentra-restos-templo-faraon-ptolomeo-i.html

Per sapere qualcosa in più sul sito di Sharuna: https://www.academia.edu/40366019/Sharuna

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Abido, scoperto deposito di fondazione del tempio di Ramesse II

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Source: Ministry of Tourism and Antiquities

Ad Abido, la missione dell’Institute for the Study of the Ancient World della New York University ha scoperto uno dei depositi di fondazione del tempio che Ramesse II (1279-1212 a.C.) realizzò per la triade Osiride-Iside-Horus dopo aver completato quello più celebre di Seti I.

I depositi di fondazione erano sepolture di oggetti rituali effettuate per consacrare un terreno prima della costruzione di un tempio o di una tomba. In questo caso, posizionato nell’angolo nord-occidentale, comprendeva offerte di cibo, vasi in ceramica – alcuni dei quali con iscrizioni in ieratico -, modellini di utensili in rame, un pestello in alabastro egiziano e targhe dipinte in verde e blu con il cartiglio del faraone. Questo ritrovamento conferma quindi l’ipotesi secondo la quale il tempio sia stato inaugurato da Ramesse II e non iniziato già dal padre.

Indagando sul lato meridionale del tempio, attorno al nuovo ambiente reale, sempre riconducibile a Ramesse II, scoperto lo scorso anno, il team diretto da Sameh Iskander e da Ogden Goelet ha individuato anche 10 magazzini in mattoni crudi che servivano alla conservazione del grano, delle offerte e degli arredi del santuario (foto in basso).

Nei muri dei magazzini erano state scavate, come testimonianza di una devozione molto più tarda, nicchie con 12 crani di tori e altre ossa sacrificali deposte nel periodo tolemaico, più un intero scheletro dello stesso animale posizionato sotto il pavimento del palazzo templare (la struttura quadrata in calcare bianco che spicca tra le mura più scure)

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Source: Ministry of Tourism and Antiquities

 

 

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Le prime scoperte dell’anno… scavando fogne

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Source: Ministry of Tourism and Antiquities

81559855_2768280393217593_6949737850682212352_nIl 2020 inizia scavando fogne… e trovando blocchi iscritti.

Nell’arco di 24 ore, sono stati annunciati due ritrovamenti effettuati fortuitamente con le stesse modalità in Medio Egitto e nel Delta.

Oggi il ministro El-Enany ha comunicato che nel villaggio di Kom Ashkaw (provincia di Sohag), dove lo scorso settembre, durante i lavori di sistemazione della rete fognaria del villaggio, erano emersi muri relativi a un tempio o una cappella di Tolomeo IV (222-204 a.C.), gli archeologi egiziani hanno scoperto cinque blocchi in calcare coperti da scene religiose e testi geroglifici.

Questa volta, però, la lettura dei cartigli ha portato a una datazione più antica con il prenome e il nome (foto a sinistra) dell’iniziatore della dinastia, Tolomeo I (305-282 a.C.). Il re è mostrato mentre porge offerte a Osiride – a cui probabilmente era consacrato il santuario – e ad altre divinità. In particolare, il blocco all’inizio dell’articolo mostra tre registri: quello superiore conserva solo i piedi; quello centrale con Tolomeo che offre impacchi di lino all’effigi di Osiride seduto in trono e di Nefti in piedi; quello inferiore in cui, oltre al testo religioso, si notano le corone di Osiride e Horus dietro di lui. Gli altri blocchi presentano scene simili (offerta di vestiti e collane) o decorazioni a facciata di palazzo.

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Source: Ministry of Tourism and Antiquities

Nel piccolo centro di Dandit (governatorato di Daqahliya), invece, sono stati ritrovati tre blocchi a una profondità di 4 metri, durante lo scavo di una fogna tra il villaggio e il cimitero locale. Mostafa Waziry, segretario generale del Supreme Council of Antiquities, ha ispezionato l’area ieri chiarendo che si tratta di due blocchi iscritti in alabastro (108 x 64 x 30, foto in alto; 80 x 64 x 24 cm) e uno anepigrafe in calcare (68 x 45 x 40 cm). Vista l’emergenza archeologica, i lavori sono stati bloccati ed è partita una missione del Ministero del Turismo e delle Antichità per approfondire la conoscenza del sito.

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Sarcofago, 193 ushabti e un tempio tolemaico sotto casa: arrestati tombaroli a Giza e Sohag

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Source: gate.ahram.org.eg

46161-WhatsApp-Image-2019-10-05-at-3.11.03-PMIl Ministero egiziano dell’Interno ha comunicato l’arresto di quattro uomini sorpresi in casa con un sarcofago in calcare, una collana di amuleti e 193 ushabti in faience azzurra.

L’interrogatorio dei fermati ha permesso poi di individuare il luogo di ritrovamento dei reperti che è una tomba di IV dinastia (chiaramente, come si vede dalla tipologia di oggetti, riutilizzata in periodi più tardi) nei pressi di Giza.

Il video del Ministero:

 

3-556x400Un’operazione simile è stata recentemente portata avanti più a sud, a Sohag (Medio Egitto) dove, grazie a una soffiata, la polizia ha fatto irruzione nella casa di un preside scolastico che, insieme ad altre 6 persone, stava effettuando uno scavo illegale.

Proprio sotto l’abitazione, infatti, un pozzo profondo 9 metri aveva intercettato due corridoi e una stanza accessoria inerenti a un tempio che, grazie ai geroglifici e alle scene incise sui blocchi in calcare, è stato datato all’età tolemaica.

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Un nuovo ambiente reale ridisegna la pianta del tempio di Ramesse II ad Abido

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Source: MoA

Ad Abido, a pochi metri dal più celebre tempio di Osiride di Seti I, il santuario del figlio si ‘allarga’. A ridisegnarne la planimetria è stato il team della New York University Epigraphical Expedition che ha scoperto un nuovo ambiente reale sul lato meridionale.

Plan_Abydos_Temple_Ramses_II_CompleteIl tempio, realizzato da Ramesse II (1279-1212 a.C.) per la triade Osiride-Iside-Horus dopo aver completato quello del padre, è più piccolo e decisamente peggio conservato, ma presenta comunque interessanti rilievi e iscrizioni (come la rappresentazione della onnipresente battaglia di Qadesh o una lista di re oggi al British Museum) che sono studiati dal 2007-8 dalla missione di Sameh Iskander e Ogden Goelet. La documentazione di testi e iconografie che ha portato alla pubblicazione di due volumi (III) si è affiancata anche a un lavoro di scavo quando, di fronte all’ingresso S-O, è stato individuato un palazzo collegato da una passerella in pietra al tempio (nell’immagine a sinistra ho segnalato in rosso l’area). 

La struttura è composta da pareti in mattoni crudi e lastre di calcare, stesso materiale del rivestimento del pavimento. Inoltre, sono stati ritrovati blocchi del soffitto dipinti con stelle, la base di una colonna in arenaria e gradini che recano iscritto il nome del faraone.

La titolatura di Ramesse II è presente anche sulle pietre di fondazione che venivano posizionate ai 4 angoli dell’edificio e che sono state scoperte per la prima volta dalla missione americana.

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Source: MoA

 

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Scoperto tempio di Antonino Pio nell’Oasi di Siwa

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Source: MoA

A distanza di poco più di un mese, un altro tempio è stato scoperto nell’Oasi di Siwa, più precisamente a El-Haj Ali, 350 metri dalla cosiddetta “Montagna dei Morti” Gebel el-Mawta. Gli uomini di Abdel Aziz El-Demery, direttore generale delle Antichità di Matrouh e Siwa, hanno liberato dalla sabbia le fondazioni in calcare di un’enorme struttura rettangolare che misurava 8,5 x 40 m. L’ingresso, sul lato nord, conduceva attraverso due piccoli vestiboli e una corte di 25 metri al sancta sanctorum, l’area più interna e privata dell’edificio. Inoltre, il santuario era incluso in un recinto di 56 x 71 metri.

Si è arrivati alla datazione del tempio grazie a un’iscrizione monumentale in 3 frammenti che menziona in greco l’imperatore romano Antonino Pio (138-161).

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Scoperto tempio greco-romano a 50 km dall’Oasi di Siwa

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Source: MoA

Ad Al-Salam, località situata circa 50 km a est dall’Oasi di Siwa, la missione diretta da Abdel Aziz El-Demery ha scoperto un nuovo tempio di età greco-romana. Gli archeologi egiziani hanno finora scavato la parte anteriore della struttura, comprese la facciata, l’entrata principale, alcune fondazioni e le mura perimetrali della prima corte. Tra i blocchi in calcare recuperati, ne spiccano alcuni che conservano ancora le classiche decorazioni architettoniche dell’epoca, in particolare la cornice a “kyma ionico” (modanatura con ovuli e lancette; foto in basso a sinistra) e dentelli. Inoltre, sono stati individuati diversi reperti come contenitori ceramici, monete, la testa di una statua maschile e due leoni in calcare.

La scoperta conferma l’importanza dell’area soprattutto dal periodo tolemaico. Non a caso, la vicina Oasi di Siwa, nel Deserto Occidentale al confine con la Libia, si ricorda per l’Oracolo di Amon che, nel 332 a.C., avrebbe rivelato ad Alessandro Magno la sua origine divina e la buona riuscita delle sue campagne militari.

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Scoperto tempio di epoca romana nei pressi di Kom Ombo

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Source: MoA

Ayman Ashmawy, capo del settore delle antichità egizie del Ministero delle Antichità, ha annunciato la scoperta di un tempio di epoca romana nel sito di Kom el-Rasras, nei pressi di Kom Ombo. Il ritrovamento è stato effettuato nell’ambito degli scavi di una scuola di formazione organizzata dal ministero che, per sei settimane a partire dall’inizio di gennaio, ha fornito le basi di archeologia, antropologia e ceramologia a giovani ispettori egiziani. L’edificio era realizzato in arenaria, con tre sale parallele e un’aula trasversale. Alla datazione del I-II secolo d.C. si è arrivati grazie alla presenza dei cartigli di tre imperatori romani, qui ovviamente rappresentati nei classici abiti faraonici: Domiziano (81-96), Adriano (117-138) e Antonino Pio (138-161). Secondo Ashmawy, il tempio sarebbe stato costruito in un’area residenziale abitata dagli operai che lavoravano nelle vicine cave di Gebel Silsila.

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Tell Atrib, scoperti resti di un tempio (di Iside?)

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Source: almasryalyoum.com

Leggendo il titolo dell’articolo, si esaurisce quasi completamente la notizia. Sì, perché ciò che si sa di questa scoperta fortuita al momento è veramente poco. Mostafa Waziry, Segretario Generale del Supreme Council of Antiquities, ha annunciato che, durante la realizzazione di un complesso residenziale nei pressi della città di Banha (40 km a nord del Cairo), sono stati individuati i resti di un tempio. I blocchi ritrovati sono coperti da iscrizioni geroglifiche, ma non è ancora stata fornita una datazione. Fonti non ufficiali, invece, parlano di un tempio di Iside perché la dea, insieme ad Horus, comparirebbe in alcune scene sulle pareti e sui frammenti delle colonne. Il cantiere è stato bloccato per permettere agli archeologi del Ministero delle Antichità di proseguire le indagini archeologiche nell’area dove sorgeva l’antica Athribis.

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Abusir, scoperto complesso templare di Ramesse II

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Source: Czech Institute of Egyptology, Faculty of Arts, Charles University, Prague

Ad Abusir -importante sito cultuale e funerario a nord di Saqqara- la missione ceca diretta da Miroslav Bárta (Univerzita Karlova, Praga) ha scoperto i resti di un tempio di Ramesse II (1279-1213). In realtà, già nel 2012 si era capito che, sotto un cospicuo deposito di sabbia e detriti, potesse esserci un complesso templare che, però, quest’anno è stato possibile attribuire al faraone della XIX dinastia. La struttura, di 32 x 51 metri di lato, si componeva di un pilone in mattoni crudi (foto in basso a sinistra) che dava accesso a un’ampia corte fiancheggiata da due file di colonne in pietra e muri di fango almeno in parte dipinti di blu. Sul fondo della corte, una scalinata o una rampa portavano al sancta sanctorum rialzato in blocchi di calcare, suddiviso in tre celle parallele. Inoltre, il tempio comprendeva anche due grandi edifici in mattoni crudi posti ai lati e, probabilmente, utilizzati come magazzini per le derrate alimentari. Come detto, il riconoscimento è avvenuto grazie ai numerosi frammenti di rilievi policromi trovati nell’area del santuario che legano il tempio al culto delle divinità solari (Amon-Ra, Horus, Nekhbet) e della regalità (foto del cartiglio in basso a destra).

Secondo Bárta, questo tempio conferma la continuità millenaria del sito come centro di venerazione di Ra, almeno dai templi solari di V dinastia; inoltre, si tratterebbe del primo esempio di edificio religioso di Ramesse II nelle necropoli menfite di Abusir e Saqqara.

https://cegu.ff.cuni.cz/en/2017/10/15/a-new-temple-of-ramesse-ii-discovered-in-abusir/

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