Articoli con tag: Thot

Tuna el-Gebel, scoperto sarcofago di sacerdote con decine di ushabti

Source: Ministry of Tourism and Antiquities

Se da un lato Saqqara continua a sfornare scoperte, l’altro grande fronte dell’archeologia egiziana è attualmente Tuna el-Gebel, nel governatorato di el-Minya.

La missione nella necropoli dei sacerdoti di Thot, arrivata alla quarta campagna di scavo sotto la direzione di Mostafa Waziry, ha individuato un pozzo funerario, profondo 5 metri, con un ulteriore sarcofago in pietra che si aggiunge alle decine trovate negli scorsi anni.

La massiccia bara antropoide in calcare bianco era collocata in una fossa scavata nel pavimento ed era circondata da numerosi ushabti in brillante faïence azzurra. Sul coperchio si trova una colonna di geroglifici inquadrata da 6 figure dipinte in verde che rappresentano i quattro Figli di Horus (Imseti, Hapi, Duamutef e Qebehsenuef, rispettivamente protettori di fegato, polmoni, stomaco e intestini) e, in basso, le dee tutelari Iside e Nefti.

Il testo presenta nome, titoli e identità dei genitori del defunto: il sacerdote di XXVI dinastia (672-525 a.C.) Djehuty-em-hotep, figlio di Harsiesi la cui tomba era stata già trovata nel 2018. Le foto non sono eccezionali, ma mi pare di leggere anche il nome della madre, Amenirdis.

Aggiornamento 12/10/2020

A distanza di tre settimane, Mostafa Waziry ha mostrato il contenuto del sarcofago ormai aperto: una mummia in cattivo stato di conservazione accompagnata da uno scarabeo del cuore e da altri sei amuleti funerari in faience che erano fissati direttamente sulle bende, cioè una testa di Hathor, uno scarabeo alato e i quattro figli di Horus.

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Tuna el-Gebel, scoperte altre 16 tombe di sommi sacerdoti di Thot

Un mese particolarmente parco di notizie si chiude con la prima conferenza stampa del neo-accorpato Ministero del Turismo e delle Antichità, durante la quale il ministro Khaled el-Enany e il segretario generale dello SCA Mostafa Waziry hanno annunciato la scoperta di più di 16 tombe di Periodo Tardo a Tuna el-Gebel.

L’area, situata nel governatorato di El-Minya, in Medio Egitto, è ormai protagonista da tre anni di ritrovamenti simili (2017, 2018, 2019) della missione egiziana che aveva già individuato altre sepolture in questa necropoli dedicata alle famiglie dei sacerdoti di Thot vissuti dalla XXVI dinastia (672-525 a.C.) in poi.

Questa volta sono stati scoperti diversi pozzi funerari in cui si trovavano 20 sarcofagi, di cui 5 in calcare (come quello in foto in alto) e altri in legno, accompagnati da oltre 10.000 ushabti in faience, 700 amuleti in faience, oro e pietre semi-preziose, 8 set completi di vasi canopi (7 in alabastro e uno in calcare dipinto), maschere e attrezzi in legno e centinaia di vasi in ceramica

 

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Source: dailynewssegypt.com

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Source: youm7.com

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Source: youm7.com

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Source: youm7.com

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Source: youm7.com

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Tuna el-Gebel, scoperte tombe di sacerdoti di Thot

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Source: english.ahram.org.eg

Come ormai di consueto per le missioni egiziane, stamattina si è tenuta una conferenza stampa in cui il ministro Khaled el-Enany (foto a sinsitra) ha annunciato una grande scoperta: una necropoli con oltre 40 sarcofagi nella provincia di el-Minya, Medio Egitto. Il ritrovamento di 8 tra tombe e pozzi funerari, databili dal Periodo Tardo all’inizio dell’Età Tolemaica (seconda metà del I millennio a.C.), è stato effettuato dagli archeologi dell’Università del Cairo che scavano qui, 6 km a nord di Tuna el-Gebel, dal novembre del 2017. Queste sepolture appartengono alle famiglie dei sacerdoti di Thot, la principale divinità venerata nella capitale del XV nomo dell’Alto Egitto, Ermopoli (oggi el-Ashmunein).

In particolare, nella tomba del sommo sacerdote Harsiesi, sono state ritrovate 13 deposizioni, oltre a più di mille ushabti in faience e 4 canopi in alabastro perfettamente conservati in cui sono ancora conservati gli organi mummificati del defunto. Il nome di quest’ultimo, Djehutyirdies, è scritto sui vasi e sul sarcofago con la mummia riccamente ornata da un collare in bronzo che rappresenta Nut alata, diverse collane in perline rosse e blu in pasta vitrea e lamine in bronzo dorato. Inoltre, il corpo era dotato di 4 amuleti in pietre semi-preziose di cui uno reca l’iscrizione propiziatoria Nefer-renepet: “Buon anno nuovo”.

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Source: english.ahram.org.eg

Più in generale, dalle tombe provengono diversi vasi ceramici, maschere funerarie, gioielli e 40 sarcofagi in calcare di varie dimensioni, alcuni dei quali con all’interno feretri antropoidi in legno con il nome e il titolo del morto. Questi numeri forniscono la portata del sito che, secondo le stime di Mustafa Waziry, segretario generale del Supreme Council of Antiquities, richiederà almeno 5 anni per essere indagato completamente.

Più o meno nella stessa area, lo scorso maggio era stata scoperta una cachette tarda con 17 mummie.

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Individuate nuove incisioni rupestri a Gebel el Silsila

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Source: MSA

La missione epigrafica del Gebel el Silsila Survey Project, diretta dalla Dott.ssa Maria Nilsson (Lund University, Svezia), ha individuato un’iscrizione rupestre di Epoca Tarda con una rara scena (vedi foto) che rappresenta un faraone offerente verso Amon-Ra e Thot (e non Ptah come scritto dal Ministero. Errato anche l’annuncio della scoperta di una sfinge che, in realtà, risale a qualche anno fa). Questa insolita combinazione divina, secondo la Nilsson, attesterebbe un culto lunare finora sconosciuto. Un’altra nuova scena, invece, mostra il trasporto di un obelisco dalla cava al Nilo.

Gebel el Silsila, tra Edfu e Kom Ombo, è il più grande sito di antiche cave d’arenaria d’Egitto estendendosi per 2,5-3 km² su ogni lato del fiume. Tutta quest’area, una volta conosciuta come Khenu/Kheny, è disseminata di pittogrammi rupestri preistorici, iscrizioni in geroglifico, ieratico, demotico, greco e copto e marchi di cava. L’obiettivo del progetto è proprio la documentazione fotografica di tutto questo materiale epigrafico.

 

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