Articoli con tag: tomba di Tutankhamon

Luxor Museum, (Ri)scoperte parti di modellino di barca appartenuto a Tutankhamon

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Source: Lost Treasurs of Egypt, ep.1 (National Geographic)

Lo scorso 4 marzo, in contemporanea in diversi paesi tra cui l’Italia, National Geographic ha lanciato una serie di documentari che illustrano le ultime novità delle missioni archeologiche in Egitto finanziate dalla National Geographic Society.  Proprio nel primo episodio, dedicato in particolare a Tutankhamon, si è parlato di una scoperta, o per meglio dire di una riscoperta riguardante il faraone bambino.

Durante le operazioni di trasferimento verso il nuovo Grand Egyptian Museum di alcuni reperti conservati nel Luxor Museum, il direttore di quest’ultimo, Mohamed Atwa (foto in basso a sinistra), e i suoi collaboratori hanno notato una vecchia scatola di legno impolverata di cui non si avevano dati. Aprendola, è arrivata una vera sorpresa, a conferma che non si finisce mai di ‘scavare’ nemmeno nei depositi museali. Sopra un foglio di giornale del 5 novembre 1933, infatti, si trovavano alcuni pezzi – creduti perduti – di uno dei 18 modellini d’imbarcazioni scoperti nella KV62: un albero, corde e sartiame vario e una testa osiriaca con ancora tracce di doratura.

Più precisamente, è stata trovata una chiara corrispondenza con la barca che ho indicato con la freccia rossa nella una foto (colorata) di Burton della cosiddetta Camera del Tesoro, in primo piano nell’immagine in basso a sinistra dai magazzini del GEM. Si tratta del reperto che Carter aveva registrato con il numero 321 e che, dopo essere stato portato al Cairo, era stato inventariato con la sigla JE 61330.

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Visitando la tomba di Tutankhamon in realtà virtuale: la Macchina del Tempo

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Source: lamacchinadeltempo.eu

Quando lo scorso ottobre, trovandomi a Luxor per una missione archeologica, sono passato per la Valle dei Re, ho puntato diretto sulla splendida tomba di Seti I. Non c’era tempo per le altre sepolture, men che meno per la tanto celebrata KV62 che invece, spogliata dei suoi tesori, è forse una delle meno spettacolari della necropoli tebana.

sdrPoco male; l’avevo già vista anni fa e me la sono comunque ritrovata a Firenze (se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto), anche se in versione virtuale. Durante tourismA – Salone Archeologia e Turismo Culturale, infatti, tra i tanti stand che affollavano il Palazzo dei Congressi c’era quello del Museo Realtà Virtuale di Bologna che, tramite La Macchina del Tempo, permette ai visitatori di passeggiare tra le strade della città felsinea del XIII secolo o di volare tra le torri medievali che non esistono più. Dallo scorso dicembre, inoltre, il Museo ha sviluppato una nuova ‘attrazione’ che ci riguarda da più vicino: la scoperta della Tomba di Tutankhamon.

Ho avuto modo di provare l’esperienza (eccomi a sinistra) e di parlare con i responsabili che mi hanno gentilmente illustrato il progetto: Massimo Sinigaglia (cofounder “La Macchina del Tempo”), Mario di Bernardo (programmatore e responsabile IT) e Pasquale Barile (egittologo, cofounder HistroyLab, consulente scientifico). Con l’ausilio di un visore e due controller, si prende il posto di Howard Carter e si entra nella tomba così come era nel 1922, cioè ancora piena di oggetti del corredo.

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La posizione dei reperti si basa sulle foto originali di Harry Burton, mentre le dimensioni sono reali perché – e qui si vede la presenza di un esperto – concidono con quelle riportate sui giornali di scavo ancora conservati presso l’archivio del Griffith Institute. Oltre a muoversi nella struttura, si può interagire con l’ambiente picconando le porte sigillate (devo ammettere di aver provato a buttar giù la parete nord della camera funeraria, ma niente…), prendendo in mano gli oggetti, ascoltando spiegazioni e leggendo traduzione e traslitterazione di alcuni testi geroglifici.

Nonostante ci sia ancora qualche bug – soprattutto nella maneggevolezza dei pezzi – e un paio di licenze che comunque migliorano il percorso, l’esperienza è sicuramente realistica: le proporzioni delle stanze sono aderenti all’originale (o almeno posso assicurarlo per l’anticamera perché oltre non si accede nella vera tomba) e la modellazione degli oggetti è stata effettuata con cura. Poi c’è anche qualche chicca, come la possibilità di ascoltare la registrazione  del suono delle due trombe, in argento e bronzo, scoperte nella KV62 che la BBC trasmise in diretta radio nel 1939.

I responsabili mi hanno assicurato che stanno lavorando per correggere i bug e per aggiungere nuovi oggetti, nuovi testi geroglifici e l’Annesso che, come potete vedere nell’immagine in alto, non è raggiungibile. Inoltre, è prevista un’ulteriore ricostruzione virtuale che permetterà di mostrare tutti i reperti non visibili con questa esperienza: il “Museo Carter”, un’esposizione del tesoro di Tutankhamon – soprattutto maschera e sarcofagi – all’interno della vicina tomba di Seti II (KV15), effettivamente usata dai membri della missione dell’egittologo britannico come magazzino e laboratorio fotografico.

www.lamacchinadeltempo.eu

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Valle dei Re, Zahi Hawass scaverà nei pressi della tomba di Tutankhamon

Immagine

Valle dei Re

Mentre ancora aspettiamo novità dalla Valle delle Scimmie (la relativa docuserie, “Valley of the Kings”, di Discovery Channel è prevista per l’inizio del 2019), è stata annunciata una nuova campagna di scavo diretta da Zahi Hawass nel ramo principale della Valle dei Re. Il celebre egittologo, infatti, inizierà i primi di settembre a indagare due aree nei pressi della tomba di Tutankhamon (KV62) e di quella di Merenptah (KV8). Non a caso, pur smentendo definitivamente l’esistenza di camere nascoste nella sepoltura di Tut, il team di Franco Porcelli aveva comunque rilevato anomalie immediatamente a sud.

Senza volermi, questa volta, lasciare andare a precoci entusiasmi, dico solo che mancano all’appello le tombe di diversi faraoni e regine di Nuovo Regno, come quelle di Thutmosi II, Ramesse VIII o Ramesse XI. In ogni caso, la missione avrà una larga copertura mediatica dello Storied Media Group, nuovo gruppo hollywoodiano che si è accaparrato l’esclusiva e finanzierà gli scavi in cambio della realizzazione di una serie di documentari e, forse, anche eventi live per la TV.

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Valle dei Re, ripartono le ricerche del Politecnico di Torino

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Source: lastampa.it

Messa definitivamente (?) da parte la questione delle camere nascoste nella Tomba di Tutankhamon, le ricerche del Politecnico di Torino non si concludono. Anzi, a giugno, il team diretto da Franco Porcelli tornerà in Egitto per completare il vero compito che gli era stato affidato dal Ministero delle Antichità, cioè la mappatura completa della Valle dei Re. Il “Progetto VdR Luxor”, infatti – portato avanti con la collaborazione di Università di Torino, 3DGeoimaging di Torino, Geostudi Astier di Livorno, l’azienda inglese Terravision e con la consulenza egittologica del Centro Archeologico Italiano al Cairo – prevede l’utilizzo delle più avanzate tecnologie per lo studio di entrambi i rami della Valle.

In particolare, il lavoro si concentrerà nella cosiddetta Valle delle Scimmie, quella occidentale, dove Zahi Hawass ha già iniziato a scavare da gennaio nei pressi della tomba di  Ay per confermare la presenza di una nuova sepoltura che potrebbe essere stata rilevata dai georadar italiani. Nella più nota Valle Orientale, invece, si rischia di finire di nuovo nel turbinio di clamorose ipotesi perché, come ammette lo stesso Porcelli in un’intervista a La Stampa«La tomba di Nefertiti non è dove avevano ipotizzato alcuni archeologi, ma nel corso dei nostri rilevamenti abbiamo trovato delle “anomalie” intorno al luogo di sepoltura di Tutankhamun. In particolare nelle due aree sotto la collina che sovrasta la tomba, non collegate da tunnel sotterranei, come invece si presumeva. Finora non siamo riusciti a capire cosa possano nascondere».

Quindi, ancora possibili vuoti, forse quelli anticipati nel libro di Brando Quilici, attorno alla KV62: non finirà mai questa storia!

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Scoperta una nuova sepoltura nella Valle dei Re? E che fine hanno fatto le camere segrete della Tomba di Tutankhamon?

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Source: panorama.it

Sono stato a lungo combattuto sullo scrivere o meno questo articolo perché, come ormai sta succedendo dall’agosto del 2015, si va avanti con annunci sensazionalistici seguiti da clamorose smentite. Il tutto senza lo straccio di un dato scientifico condiviso. Sto parlando naturalmente della gestione, a dir poco confusionaria, dell’affaire “Tutfertiti”, ribattezzato così dopo che Nicholas Reeves aveva affermato che la tomba di Tutankhamon potesse nascondere quella di Nefertiti. Tuttavia, date le vostre numerose e legittime richieste d’informazioni in merito, vi riporterò le ultime news anche se non certe al 100%.

Sulle prime, la clamorosa ipotesi, o almeno quella della presenza di due camere nascoste, sembrava essere confermata da indagini al georadar; poi il repentino cambio di atteggiamento da parte delle autorità del Ministero delle Antichità, con addirittura l’estromissione di Reeves dalle ricerche, aveva fatto pensare il contrario. La fantomatica terza prospezione, quella risolutiva, è stata rimandata per mesi senza che ci fosse alcun annuncio dal MoA, se si escludono alcune indiscrezioni rilasciate da Zahi Hawass. Sappiamo benissimo come il celebre archeologo egiziano non si sia mai attenuto al protocollo ufficiale lasciandosi andare a dichiarazioni mediatiche, spesso non seguite da riscontri oggettivi. Così è successo anche quando, intervistato da una trasmissione inglese, ruppe il silenzio di mesi dicendo che la terza scansione al georadar nella KV62 sarebbe stata affidata per il novembre 2016 a una squadra russa. E invece si è arrivati al coinvolgimento di un team italiano diretto da Franco Porcelli, docente di Fisica presso il Politecnico di Torino. Infatti, i tecnici del “Progetto VdR Luxor” (Università di Torino, Geostudi Aster di Livorno e Fondazione Novara Sviluppo), utilizzando tre sistemi di radar con frequenze dai 200 Mhz ai 2 Ghz, dovrebbero aver analizzato la camera funeraria di Tutankhamon intorno alla fine di febbraio/inizi di marzo. Ma, anche in questo caso, non si è saputo più niente.

Fino al 7 luglio quando, per la presentazione del suo libro su Nefertiti scritto insieme ad Hawass, il documentarista  Brando Quilici – su La Repubblica e, con maggiori dettagli su National Geographic Italia (articolo misteriosamente sparito mentre sto pubblicando questo post) – si è forse lasciato sfuggire prima del Ministero delle Antichità quello che tutti aspettavamo da tempo. Secondo Quilici, la squadra del Prof. Porcelli (Politecnico di Torino) e dell’Ing. Gianfranco Morelli (Geostudi Astier), supervisionata dal direttore del Mallawi Museum Ahmed El-Laithy, avrebbe effettuato tra febbraio e maggio una prospezione dall’esterno della tomba con la tomografia di resistività elettrica (ERT: Electrical Resistivity Tomography), tecnica ritenuta più adatta del Ground Penetrating Radar per un terreno irregolare come quello della Valle. Nonostante l’iniziale scetticismo di Porcelli, sembra che sia stata rilevata, cito testualmente, «una forte anomalia conduttiva (zone di vuoto nella roccia) a circa quattro metri dalla parete Nord della tomba di Tut. Un “qualcosa” grande almeno sei metri». A quanto pare, quindi, riprende quota l’ipotesi di una continuazione della tomba dopo la camera sepolcrale; ma ho imparato a non pronunciarmi più su questa vicenda. Le ricerche dovrebbero riprendere a settembre con nuovi esami agli infrarossi e, finalmente, con la terza scansione al georadar.

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Source: livescience.com

Non è tutto. I tecnici italiani sono stati scelti anche per fare una mappatura tridimensionale dell’intera Valle dei Re e, nell’ambito di questa procedura, avrebbero effettuato una grande scoperta sempre annunciata da Quilici, ma stavolta confermata da Hawass in persona intervistato da Live Science: una nuova tomba. Nel ramo occidentale della necropoli reale, detto anche “Valle delle Scimmie”, più precisamente accanto alla tomba di Ay (KV23; 1323-1319), l’ERT avrebbe rilevato anomalie conduttive della roccia riconducibili a una nuova sepoltura. Hawass si è detto sicuro della presenza di una nuova tomba reale – per poi in parte ritrattare ammettendo che, per la certezza assoluta, ci sarà bisogno di uno scavo archeologico – perché proprio in quella zona, tra il 2007 e il 2009, aveva scoperto quattro depositi di fondazione, fosse votive di 1 m² ciascuna che contenevano oggetti ceramici e in faience, attrezzi in selce con manico di legno e un cranio di mucca (vedi foto). Questi depositi servivano a delimitare l’area di costruzione di un tempio o, per l’appunto, di scavo di un ipogeo che non era stato individuato per l’interruzione della missione allo scoppio della rivoluzione del 2011. In ogni caso, seguendo l’onda lunga dei proclami ad effetto, l’ex Segretario generale dello SCA ha presentato la possibilità che la tomba possa appartenere ad Ankhesenamon, sposa di Tutankhamon che, alla morte del ‘faraone bambino’, si sarebbe unita al successore Ay e, per questo, sarebbe stata poi inumata accanto alla KV23.

Una storia che ha sempre più condizionali. Troppi.

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L’Egitto fa fuori Reeves dalle ricerche nella tomba di Tutankhamon

Egiptólogo británico Nicholas Reeves

Source: english.ahram.org.eg

Ennesimo colpo di scena -anche se me l’aspettavo- nell’infinita vicenda che riguarda la tomba di Tutankhamon e le ormai mitologiche camere nascoste. Intervistato dal quotidiano spagnolo El Mundo, il ministro delle Antichità Khaled El-Enany (nella foto, quando era ancora direttore del Museo Egizio del Cairo, indossa la polo a righe durante la prima ispezione preliminare del settembre 2015) ha annunciato la decisione di escludere dal progetto la National Geographic, che si era occupata della seconda scansione con georadar, e addirittura Nicholas Reeves, lo studioso da cui tutto era partito!

El-Enany si è ‘giustificato’ dicendo che, nonostante l’ipotesi dell’esistenza di passaggi occultati sia stata formulata dall’egittologo britannico, la tomba appartiene all’Egitto che, da questo momento in poi, si affiderà solo a istituzioni scientifiche serie e non a singoli (critica neanche tanto velata a tutti coloro che hanno lavorato al caso finora). In tal senso, il ministro ha confermato la recente notizia del coinvolgimento di un team del Politecnico di Torino che, utilizzando tre sistemi di radar con frequenze dai 200 Mhz ai 2 Ghz, dovrebbe cominciare a analizzare la camera funeraria della KV62 intorno alla fine di febbraio/inizi di marzo. I tecnici italiani, poi, saranno impiegati anche per la mappatura geofisica dell’intera Valle dei Re, con la speranza di trovare le tombe che ancora mancano all’appello (Zahi Hawass ha parlato di Amenofi I, Thutmosi II, Ramesse VIII e delle regine della XVIII dinastia).

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Zahi Hawass: a novembre nuovi esami nella tomba di Tutankhamon

Egypt's antiquities chief Zahi Hawass (C

Source: Getty Images

Dopo il primo grande clamore scatenato dalla tesi di Nicholas Reeves sull’eventuale presenza della sepoltura di Nefertiti nella tomba di Tutankhamon, gli ultimi cinque mesi sono stai caratterizzati da un silenzio assordante. Infatti, con il nuovo ministro delle Antichità  Khaled el-Enany e dopo una seconda serie di esami che sembravano mettere in discussione la precedente sicurezza riguardo a camere nascoste dietro le pareti Nord e Ovest della camera funeraria,  dall’Egitto non è emersa più alcuna novità.

Fino a qualche ora fa, quando Zahi Hawass (chi altri poteva rompere il silenzio!), scavalcando la normale prassi per gli annunci ufficiali del Ministero, ha affermato che, il prossimo novembre, una squadra russa effettuerà ulteriori prospezioni con georadar nella KV62. La notizia è stata data durante un’intervista a “This Morning”, programma TV dell’emittente inglese ITV in cui l’archeologo egiziano è intervenuto per rispondere a domande del presentatore Phillip Schofield in occasione del lancio della miniserie “Tutankhamun”. Che sia la volta buona? In ogni caso, proverò a chiedere maggiori informazioni direttamente ad Hawass durante la sua conferenza del 29 ottobre alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum.

Ecco il video dalla pagina Facebook del programma: https://www.facebook.com/ThisMorning/videos/10154800537497122/ 

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Dal GEM, le ultime notizie sulla tomba di Tutankhamon

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Source: news.discovery.com

Si è da poco conclusa, presso il Grand Egyptian Museum di Giza, la seconda conferenza internazionale dedicata a Tutankhamon (6-8 maggio). Particolarmente attesa era la terza e ultima giornata che aveva come oggetto le recenti indagini nella tomba alla ricerca di eventuali camere nascoste. Grazie alla cronaca live di studiosi e giornalisti accorsi all’evento (@AUCPressDir, @Pastpreservers, @terrygarcia ecc.), ho potuto seguire la discussione che ha dato spunti interessanti. Ad esempio, si è chiarito finalmente il motivo della clamorosa mancanza di dichiarazioni nella conferenza stampa del primo aprile. Infatti, l’ex ministro delle Antichità, Mamdouh Eldamaty, ha ammesso che la seconda serie di scansioni con il georadar, definita inconcludente, non può confermare i risultati delle prima a causa di troppi rumori di fondo. Si necessitano, quindi, altre analisi con georadar e infrarossi che andranno calibrate sfruttando la già nota KV5, la tomba dei figli di Ramesse II. Eldamaty ha aggiunto che solo al raggiungimento del 100% delle certezze, si procederà con l’inserimento di una sonda endoscopica in un piccolo foro nella parete. In quel caso, l’eventuale sepoltura obliterata potrebbe appartenere più a Kiya o a Tiye che a Nefertiti. Dal canto suo, Hirokatsu Watanabi, l’esperto giapponese che ha effettuato il primo esame lo scorso novembre, è ancora sicuro che dietro le pareti nord e ovest della camera funeraria ci siano dei vuoti. L’ultimo a prendere la parola è stato Zahi Hawass, da sempre scettico e più volte molto diretto nel criticare Reeves e la sua teoria. L’ex segretario generale dello SCA – presentatosi rassicurando di non voler attaccare nessuno, ma smentendosi subito prendendosela soprattutto con Eldamaty – ha ricordato che Reeves aveva già fallito nel 2000 quando, nell’ambito dell’Amarna Royal Tombs Project, aveva erroneamente interpretato come una nuova tomba (la KV64, nomenclatura poi passata nel 2012 a una sepoltura di XVIII din. riutilizzata per la cantante di Amon Nehmes Bastet della XXII din.) un’anomalia rilevata con il GPR. Infine, ha chiesto a Watanabe di pubblicare i suoi dati e ha proposto la formazione di un comitato internazionale, composto da egittologi e da tecnici, per la terza serie di scansioni.

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Tomba di Tutankhamon: nuove scansioni previste a fine mese

ICULT SARCOFAGO DE TUTANKAMON EN EL VALLE DE LOS REYES  EGIPTO

Source: elperiodico.com

Si è da poco conclusa la tanto attesa conferenza stampa tenutasi di fronte alla scalinata della tomba di Tutankhamon. Khaled el-Enany, però, non ha fornito i dati che tutti aspettavano. Mostrandosi molto più prudente del suo predecessore, il nuovo ministro delle Antichità ha affermato che non saranno più fornite ipotesi fino al raggiungimento del 100% delle certezze; tuttavia, ha aggiunto che i risultati ottenuti non contraddicono i precedenti. Proprio per questo motivo, è prevista un’altra scansione per fine mese con un radar di diverso tipo per confermare la presenza delle due camere nascoste e una conferenza stampa fissata per l’8 maggio. Questa volta, sarà eseguita una misurazione verticale dall’esterno che può raggiungere i 40 metri di profondità.

Le nuove scansioni, 40 in 10 ore, sono state effettuate ieri pomeriggio da una squadra di esperti egiziani – tra cui anche l’ex ministro El-Damaty che ha dato il via al progetto – e di tecnici americani della National Geographic Society che hanno fornito la strumentazione. Il georadar, modello SIR 4000 con antenne da 400 e 900 Mhz, è ancora più sofisticato del precedente che era stato utilizzato dal giapponese Hirokatsu Watanabe.

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La Tomba di Tutankhamon sarà scandagliata con un radar

Egiptólogo británico Nicholas Reeves

Source: english.ahram.org.eg

Nella tomba di Tutankhamon, dopo gli esami termografici, si passa all’uso di un sofisticato radar di fabbricazione giapponese. Ad annunciarlo è stato oggi il ministro El-Damaty che, dopo aver dato il via libera lo scorso ottobre a questo tipo di indagine non distruttiva, ha lanciato i lavori di analisi volti a verificare la teoria di Nicholas Reeves. L’utilizzo del radar, previsto dal 26 novembre (data fortemente simbolica perché coincide con il 93° anniversario dell’ingresso di Carter nell’anticamera della KV62) per tre giorni, servirà a confermare le anomalie termiche riscontrate due settimane fa che indicherebbero la presenza di due aperture nascoste sulle pareti nord e ovest della Camera funeraria. I risultati preliminari saranno resi pubblici sabato 28 novembre durante una conferenza stampa.

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