Articoli con tag: tomba di Tutankhamon

Scoperta una nuova sepoltura nella Valle dei Re? E che fine hanno fatto le camere segrete della Tomba di Tutankhamon?

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Source: panorama.it

Sono stato a lungo combattuto sullo scrivere o meno questo articolo perché, come ormai sta succedendo dall’agosto del 2015, si va avanti con annunci sensazionalistici seguiti da clamorose smentite. Il tutto senza lo straccio di un dato scientifico condiviso. Sto parlando naturalmente della gestione, a dir poco confusionaria, dell’affaire “Tutfertiti”, ribattezzato così dopo che Nicholas Reeves aveva affermato che la tomba di Tutankhamon potesse nascondere quella di Nefertiti. Tuttavia, date le vostre numerose e legittime richieste d’informazioni in merito, vi riporterò le ultime news anche se non certe al 100%.

Sulle prime, la clamorosa ipotesi, o almeno quella della presenza di due camere nascoste, sembrava essere confermata da indagini al georadar; poi il repentino cambio di atteggiamento da parte delle autorità del Ministero delle Antichità, con addirittura l’estromissione di Reeves dalle ricerche, aveva fatto pensare il contrario. La fantomatica terza prospezione, quella risolutiva, è stata rimandata per mesi senza che ci fosse alcun annuncio dal MoA, se si escludono alcune indiscrezioni rilasciate da Zahi Hawass. Sappiamo benissimo come il celebre archeologo egiziano non si sia mai attenuto al protocollo ufficiale lasciandosi andare a dichiarazioni mediatiche, spesso non seguite da riscontri oggettivi. Così è successo anche quando, intervistato da una trasmissione inglese, ruppe il silenzio di mesi dicendo che la terza scansione al georadar nella KV62 sarebbe stata affidata per il novembre 2016 a una squadra russa. E invece si è arrivati al coinvolgimento di un team italiano diretto da Franco Porcelli, docente di Fisica presso il Politecnico di Torino. Infatti, i tecnici del “Progetto VdR Luxor” (Università di Torino, Geostudi Aster di Livorno e Fondazione Novara Sviluppo), utilizzando tre sistemi di radar con frequenze dai 200 Mhz ai 2 Ghz, dovrebbero aver analizzato la camera funeraria di Tutankhamon intorno alla fine di febbraio/inizi di marzo. Ma, anche in questo caso, non si è saputo più niente.

Fino al 7 luglio quando, per la presentazione del suo libro su Nefertiti scritto insieme ad Hawass, il documentarista  Brando Quilici – su La Repubblica e, con maggiori dettagli su National Geographic Italia (articolo misteriosamente sparito mentre sto pubblicando questo post) – si è forse lasciato sfuggire prima del Ministero delle Antichità quello che tutti aspettavamo da tempo. Secondo Quilici, la squadra del Prof. Porcelli (Politecnico di Torino) e dell’Ing. Gianfranco Morelli (Geostudi Astier), supervisionata dal direttore del Mallawi Museum Ahmed El-Laithy, avrebbe effettuato tra febbraio e maggio una prospezione dall’esterno della tomba con la tomografia di resistività elettrica (ERT: Electrical Resistivity Tomography), tecnica ritenuta più adatta del Ground Penetrating Radar per un terreno irregolare come quello della Valle. Nonostante l’iniziale scetticismo di Porcelli, sembra che sia stata rilevata, cito testualmente, «una forte anomalia conduttiva (zone di vuoto nella roccia) a circa quattro metri dalla parete Nord della tomba di Tut. Un “qualcosa” grande almeno sei metri». A quanto pare, quindi, riprende quota l’ipotesi di una continuazione della tomba dopo la camera sepolcrale; ma ho imparato a non pronunciarmi più su questa vicenda. Le ricerche dovrebbero riprendere a settembre con nuovi esami agli infrarossi e, finalmente, con la terza scansione al georadar.

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Source: livescience.com

Non è tutto. I tecnici italiani sono stati scelti anche per fare una mappatura tridimensionale dell’intera Valle dei Re e, nell’ambito di questa procedura, avrebbero effettuato una grande scoperta sempre annunciata da Quilici, ma stavolta confermata da Hawass in persona intervistato da Live Science: una nuova tomba. Nel ramo occidentale della necropoli reale, detto anche “Valle delle Scimmie”, più precisamente accanto alla tomba di Ay (KV23; 1323-1319), l’ERT avrebbe rilevato anomalie conduttive della roccia riconducibili a una nuova sepoltura. Hawass si è detto sicuro della presenza di una nuova tomba reale – per poi in parte ritrattare ammettendo che, per la certezza assoluta, ci sarà bisogno di uno scavo archeologico – perché proprio in quella zona, tra il 2007 e il 2009, aveva scoperto quattro depositi di fondazione, fosse votive di 1 m² ciascuna che contenevano oggetti ceramici e in faience, attrezzi in selce con manico di legno e un cranio di mucca (vedi foto). Questi depositi servivano a delimitare l’area di costruzione di un tempio o, per l’appunto, di scavo di un ipogeo che non era stato individuato per l’interruzione della missione allo scoppio della rivoluzione del 2011. In ogni caso, seguendo l’onda lunga dei proclami ad effetto, l’ex Segretario generale dello SCA ha presentato la possibilità che la tomba possa appartenere ad Ankhesenamon, sposa di Tutankhamon che, alla morte del ‘faraone bambino’, si sarebbe unita al successore Ay e, per questo, sarebbe stata poi inumata accanto alla KV23.

Una storia che ha sempre più condizionali. Troppi.

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L’Egitto fa fuori Reeves dalle ricerche nella tomba di Tutankhamon

Egiptólogo británico Nicholas Reeves

Source: english.ahram.org.eg

Ennesimo colpo di scena -anche se me l’aspettavo- nell’infinita vicenda che riguarda la tomba di Tutankhamon e le ormai mitologiche camere nascoste. Intervistato dal quotidiano spagnolo El Mundo, il ministro delle Antichità Khaled El-Enany (nella foto, quando era ancora direttore del Museo Egizio del Cairo, indossa la polo a righe durante la prima ispezione preliminare del settembre 2015) ha annunciato la decisione di escludere dal progetto la National Geographic, che si era occupata della seconda scansione con georadar, e addirittura Nicholas Reeves, lo studioso da cui tutto era partito!

El-Enany si è ‘giustificato’ dicendo che, nonostante l’ipotesi dell’esistenza di passaggi occultati sia stata formulata dall’egittologo britannico, la tomba appartiene all’Egitto che, da questo momento in poi, si affiderà solo a istituzioni scientifiche serie e non a singoli (critica neanche tanto velata a tutti coloro che hanno lavorato al caso finora). In tal senso, il ministro ha confermato la recente notizia del coinvolgimento di un team del Politecnico di Torino che, utilizzando tre sistemi di radar con frequenze dai 200 Mhz ai 2 Ghz, dovrebbe cominciare a analizzare la camera funeraria della KV62 intorno alla fine di febbraio/inizi di marzo. I tecnici italiani, poi, saranno impiegati anche per la mappatura geofisica dell’intera Valle dei Re, con la speranza di trovare le tombe che ancora mancano all’appello (Zahi Hawass ha parlato di Amenofi I, Thutmosi II, Ramesse VIII e delle regine della XVIII dinastia).

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Zahi Hawass: a novembre nuovi esami nella tomba di Tutankhamon

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Source: Getty Images

Dopo il primo grande clamore scatenato dalla tesi di Nicholas Reeves sull’eventuale presenza della sepoltura di Nefertiti nella tomba di Tutankhamon, gli ultimi cinque mesi sono stai caratterizzati da un silenzio assordante. Infatti, con il nuovo ministro delle Antichità  Khaled el-Enany e dopo una seconda serie di esami che sembravano mettere in discussione la precedente sicurezza riguardo a camere nascoste dietro le pareti Nord e Ovest della camera funeraria,  dall’Egitto non è emersa più alcuna novità.

Fino a qualche ora fa, quando Zahi Hawass (chi altri poteva rompere il silenzio!), scavalcando la normale prassi per gli annunci ufficiali del Ministero, ha affermato che, il prossimo novembre, una squadra russa effettuerà ulteriori prospezioni con georadar nella KV62. La notizia è stata data durante un’intervista a “This Morning”, programma TV dell’emittente inglese ITV in cui l’archeologo egiziano è intervenuto per rispondere a domande del presentatore Phillip Schofield in occasione del lancio della miniserie “Tutankhamun”. Che sia la volta buona? In ogni caso, proverò a chiedere maggiori informazioni direttamente ad Hawass durante la sua conferenza del 29 ottobre alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum.

Ecco il video dalla pagina Facebook del programma: https://www.facebook.com/ThisMorning/videos/10154800537497122/ 

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Dal GEM, le ultime notizie sulla tomba di Tutankhamon

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Source: news.discovery.com

Si è da poco conclusa, presso il Grand Egyptian Museum di Giza, la seconda conferenza internazionale dedicata a Tutankhamon (6-8 maggio). Particolarmente attesa era la terza e ultima giornata che aveva come oggetto le recenti indagini nella tomba alla ricerca di eventuali camere nascoste. Grazie alla cronaca live di studiosi e giornalisti accorsi all’evento (@AUCPressDir, @Pastpreservers, @terrygarcia ecc.), ho potuto seguire la discussione che ha dato spunti interessanti. Ad esempio, si è chiarito finalmente il motivo della clamorosa mancanza di dichiarazioni nella conferenza stampa del primo aprile. Infatti, l’ex ministro delle Antichità, Mamdouh Eldamaty, ha ammesso che la seconda serie di scansioni con il georadar, definita inconcludente, non può confermare i risultati delle prima a causa di troppi rumori di fondo. Si necessitano, quindi, altre analisi con georadar e infrarossi che andranno calibrate sfruttando la già nota KV5, la tomba dei figli di Ramesse II. Eldamaty ha aggiunto che solo al raggiungimento del 100% delle certezze, si procederà con l’inserimento di una sonda endoscopica in un piccolo foro nella parete. In quel caso, l’eventuale sepoltura obliterata potrebbe appartenere più a Kiya o a Tiye che a Nefertiti. Dal canto suo, Hirokatsu Watanabi, l’esperto giapponese che ha effettuato il primo esame lo scorso novembre, è ancora sicuro che dietro le pareti nord e ovest della camera funeraria ci siano dei vuoti. L’ultimo a prendere la parola è stato Zahi Hawass, da sempre scettico e più volte molto diretto nel criticare Reeves e la sua teoria. L’ex segretario generale dello SCA – presentatosi rassicurando di non voler attaccare nessuno, ma smentendosi subito prendendosela soprattutto con Eldamaty – ha ricordato che Reeves aveva già fallito nel 2000 quando, nell’ambito dell’Amarna Royal Tombs Project, aveva erroneamente interpretato come una nuova tomba (la KV64, nomenclatura poi passata nel 2012 a una sepoltura di XVIII din. riutilizzata per la cantante di Amon Nehmes Bastet della XXII din.) un’anomalia rilevata con il GPR. Infine, ha chiesto a Watanabe di pubblicare i suoi dati e ha proposto la formazione di un comitato internazionale, composto da egittologi e da tecnici, per la terza serie di scansioni.

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Tomba di Tutankhamon: nuove scansioni previste a fine mese

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Source: elperiodico.com

Si è da poco conclusa la tanto attesa conferenza stampa tenutasi di fronte alla scalinata della tomba di Tutankhamon. Khaled el-Enany, però, non ha fornito i dati che tutti aspettavano. Mostrandosi molto più prudente del suo predecessore, il nuovo ministro delle Antichità ha affermato che non saranno più fornite ipotesi fino al raggiungimento del 100% delle certezze; tuttavia, ha aggiunto che i risultati ottenuti non contraddicono i precedenti. Proprio per questo motivo, è prevista un’altra scansione per fine mese con un radar di diverso tipo per confermare la presenza delle due camere nascoste e una conferenza stampa fissata per l’8 maggio. Questa volta, sarà eseguita una misurazione verticale dall’esterno che può raggiungere i 40 metri di profondità.

Le nuove scansioni, 40 in 10 ore, sono state effettuate ieri pomeriggio da una squadra di esperti egiziani – tra cui anche l’ex ministro El-Damaty che ha dato il via al progetto – e di tecnici americani della National Geographic Society che hanno fornito la strumentazione. Il georadar, modello SIR 4000 con antenne da 400 e 900 Mhz, è ancora più sofisticato del precedente che era stato utilizzato dal giapponese Hirokatsu Watanabe.

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La Tomba di Tutankhamon sarà scandagliata con un radar

Egiptólogo británico Nicholas Reeves

Source: english.ahram.org.eg

Nella tomba di Tutankhamon, dopo gli esami termografici, si passa all’uso di un sofisticato radar di fabbricazione giapponese. Ad annunciarlo è stato oggi il ministro El-Damaty che, dopo aver dato il via libera lo scorso ottobre a questo tipo di indagine non distruttiva, ha lanciato i lavori di analisi volti a verificare la teoria di Nicholas Reeves. L’utilizzo del radar, previsto dal 26 novembre (data fortemente simbolica perché coincide con il 93° anniversario dell’ingresso di Carter nell’anticamera della KV62) per tre giorni, servirà a confermare le anomalie termiche riscontrate due settimane fa che indicherebbero la presenza di due aperture nascoste sulle pareti nord e ovest della Camera funeraria. I risultati preliminari saranno resi pubblici sabato 28 novembre durante una conferenza stampa.

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Al via gli esami agli infrarossi nella tomba di Tutankhamon

Source: dailymail.co.uk

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Ci siamo! Finalmente si dà il via agli esami diagnostici per la conferma della teoria di Nicholas Reeves. In attesa del georadar, il 5 e il 6 novembre si procederà con indagini a infrarossi nella tomba di Tutankhamon, non a caso subito dopo il 93° anniversario della scoperta della KV62 (4 novembre 1922). Le pareti nord e ovest della Sala funeraria saranno fotografate con una termocamera che evidenzierà eventuali crepe invisibili a occhio nudo e aperture verso stanze o corridoi nascosti grazie alla realizzazione di una mappa termica delle superfici. Le operazioni saranno affidate alla facoltà di Ingegneria della Università del Cairo e all’HIP.institute (Heritage Innovation and Preservation), istituto francese già coinvolto nel progetto di studio delle piramidi di Giza e Dashur (“ScanPyramid”).

P.S. La tomba è tornata a essere visitabile dopo un mese di chiusura per restauro.

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La tomba di Tutankhamon sarà chiusa al pubblico per restauro

Source: wikidi.com

Source: wikidi.com

Tutti hanno il diritto di esprimere la propria opinione e, se ci si accorge di aver torto, di cambiare idea. Zahi Hawass non perde mai occasione di ribadire soprattutto il primo diritto, anche se questa volta sembra aver usufruito anche del secondo smentendo, nell’arco di pochi giorni, il suo giudizio sulla teoria di Reeves riguardo alla possibile presenza della sepoltura di Nefertiti nella Tomba di Tutankhamon. All’esplodere della diffusione mediatica della notizia, l’ex Segretario generale dello SCA aveva detto: “Reeves study is a theory for fame and publicity and not based on archaeological or scientific evidences”. Ora, invece, pur rimanendo scettico e smontando le prove dell’egittologo britannico (qui le sue argomentazioni), afferma che tutti devono avere rispetto di uno dei massimi esperti della Valle dei Re (tra le altre cose, è l’autore del “The Complete Tutankhamun: The King, the Tomb, the Royal Treasure”) e dei suoi studi.

Un cambio di atteggiamento, almeno nei modi, forse dovuto alle dichiarazioni del Ministro delle Antichità che, al contrario, ha preso sul serio l’articolo di Reeves e si è detto d’accordo almeno sulla possibilità che ci siano due passaggi celati verso altre stanze o tombe. Infatti, El-Damaty ha convocato in Egitto il professore della University of Arizona a metà settembre per discutere l’ipotesi ed eventualmente per una verifica sul posto. Per un’analisi più accurata, si potrà sfruttare la chiusura al pubblico della tomba dal 1 ottobre. La Getty Foundation, infatti, si occuperà del rinnovamento totale degli apparati interni della struttura cambiando il sistema d’illuminazione, di areazione e di controllo dell’umidità. Deciso ormai che la mummia del faraone debba rimanere nella KV62, si realizzerà una speciale teca che possa permettere ai visitatori di vedere il corpo e agli studiosi di prelevarlo più facilmente per i controlli periodici. I resti di Tutankhamon, quindi, non saranno più ricollocati nel sarcofago.

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Reeves in Egitto per provare la sua teoria sulla tomba di Tutankhamon/Nefertiti

Come era prevedibile, il clamore a livello mondiale provocato dall’articolo di Nicholas Reeves sull’ipotetica presenza di due passaggi nascosti nella tomba di Tutankhamon che porterebbero alla sepoltura di Nefertiti ha suscitato anche la reazione del Ministero delle Antichità. In una nota ufficiale, Mamdouh el-Damaty, che comunque crede che la regina sia sepolta ad Amarna, ha affermato di aver contattato telefonicamente l’egittologo britannico e di averlo invitato in Egitto per comprovare la sua ipotesi a metà settembre. Situazioni simili del recente passato dimostrano come i funzionari egiziani non siano “felicissimi” quando annunci del genere non passano prima dalle loro scrivanie (anche se Reeves dice di aver contattato il ministro prima della pubblicazione del suo studio), così sarà istituita una commissione speciale, composta da esperti locali e internazionali, che valuterà le argomentazioni del professore della University of Arizona e che, in caso di parere favorevole, darà il via alle indagini nella KV62.

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La tomba di Tutankhamon nasconderebbe quella di Nefertiti?

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“If I’m wrong I’m wrong, but if I’m right this is potentially the biggest archaeological discovery ever made”…

Non usa mezze misure l’autore della teoria che, in questi giorni, sta provocando clamore nel mondo dell’egittologia. Nicholas Reeves (University of Arizona) ha recentemente pubblicato un articolo in cui afferma che la tomba di Tutankhamon potrebbe nascondere quella di Nefertiti. La Camera Funeraria, infatti, darebbe accesso a due passaggi murati e finora passati inosservati. La “potenziale” scoperta è stata fatta notando crepe quasi invisibili sugli intonaci dipinti della stanza grazie alle foto ad alta risoluzione messe a disposizione su internet dalla Factum Arte. Le immagini sono il risultato dell’acquisizione delle superfici della struttura tramite laser scanner per la realizzazione della copia a grandezza naturale della tomba che ora si trova accanto alla Carter’s House. Ma andiamo per ordine.

La KV62 ha sempre colpito per le dimensioni ridotte rispetto alle altre tombe della Valle dei Re; inoltre, l’80% del corredo funerario è palesemente un riutilizzo di “seconda mano”, accatastato in fretta dopo la morte prematura di Tutankhamon. E se fosse stata sfruttata anche una sepoltura preesistente? Magari quella del successore di Akhenaton. D’altronde, il periodo post amarniano è ancora piuttosto oscuro e non è chiaro chi abbia governato l’Egitto alla morte del “faraone eretico” (definizione puramente popolare che non condivido). Di Smenkhara abbiamo pochi dati, mentre recenti ipotesi collocano Nefertiti prima come co-reggente e poi come successore. Inizialmente, infatti, si pensava che la regina fosse morta o caduta in disgrazia nella seconda metà del dominio di Akhenaton per la sparizione del suo nome nei documenti ufficiali; invece, nel 2012 a Dayr Abu Ḥinnis, è stata scoperta un’iscrizione del 16° anno di regno in cui si legge: “Grande Sposa Reale, la sua amata, Signora delle Due Terre, Neferneferuaten Nefertiti” [Van der Perre A., Nefertiti’s last documented reference (for now), in Seyfried F. (ed.), In the light of Amarna: One hundred years of the Nefertiti discovery, Berlin 2013, p.195-197]. Secondo Reeves, alcuni oggetti del corredo di Tut con le tracce dei cartigli di Ankhkheperura e Neferneferuaten, apparterrebbero proprio a Nefertiti e non a Smenkhara (che, a questo punto, sarebbe solo un nuovo nome d’intronizzazione). L’egittologo britannico aggiunge che anche i testi, l’iconografia e le fattezze dei reperti fanno pensare a un proprietario femminile, come suggerirebbero gli inusuali buchi ai lobi delle orecchie della maschera d’oro.

Source: www.academia.edu/14406398/The_Burial_of_Nefertiti_2015_

Source: The Burial of Nefertiti?

Tornando alle immagini della Camera funeraria, l’unica a essere intonacata e dipinta, applicando particolari filtri si vedrebbero lesioni rettangolari riconducibili a portali nelle pareti ovest e nord (vedi ricostruzione in alto). In quella O, in cui sono rappresentati i 12 babbuini della 1ª ora del “Libro dell’Amduat”, l’apertura sarebbe simmetrica a quella della “Camera del Tesoro” e potrebbe condurre a una stanza omologa; invece, l’eventuale porta del muro N (da destra verso sinistra: Ay procede all’Apertura della bocca della mummia del defunto, Tutankhamon è accolto da Nut nell’Aldilà e, infine, il faraone, accompagnato dal suo Ka, abbraccia Osiride), in asse con l’Anticamera, nasconderebbe il resto della tomba sigillato per far posto alla sepoltura del successore di Nefertiti, morto prima che ne fosse realizzata una per lui.

Al di là dell’attendibilità dei ragionamenti addotti da Reeves, la teoria sarebbe facilmente verificabile con indagini non distruttive come quelle soniche. Ma, prima di farvi una vostra opinione, vi consiglio di leggere l’articolo originale: “The Burial of Nefertiti?”

Source: The Burial of Nefertiti?

KV62, Camera Funeraria, Parete Ovest (Source: The Burial of Nefertiti?)

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KV62, Camera Funeraria, Parete Nord (Source: The Burial of Nefertiti?)

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