Articoli con tag: tomba

Saqqara, scoperta tomba di generale ramesside

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Source: MoA

Durante il terzo Meeting internazionale delle missioni archeologiche in Egitto, Ola El-Aguizy (Università del Cairo) ha annunciato la scoperta di una tomba ramesside a Saqqara. La sepoltura apparteneva a Iurkhy, generale, forse di origine straniera, sotto Seti I (1290-1279) e Ramesse II (1279-1212). La grandezza della struttura – corte esterna, peristilio, stanza della statua, ripostigli con volta stuccata e le cappelle occidentali che non sono state ancora scavate – indica l’importanza del defunto che è menzionato insieme al figlio e, in particolare, al nipote Hatiay.

L’area si trova a sud della rampa processionale della piramide di Unas, punto della necropoli del Nuovo Regno che sembra essere stata dedicata ad alti funzionari militari come Paser, la cui tomba era stata ri-scoperta dalla stessa missione nel 2014.

I rilievi sui blocchi conservatisi rappresentano scene di vita quotidiana e di campagne militari, come la straordinario esempio, ancora con tracce di colore, di una squadra di fanti e carri che attraversano un corso d’acqua (foto in alto) in cui spuntano le teste di alcuni coccodrilli. Quest’ultima scena ha solo un parallelo relativo a Seti I, lungo la parete nord della grande sala ipostila di Karnak e, per la presenza di fortificazioni, è stata interpretata come il passaggio dell’esercito sul confine orientale dell’Egitto. Non a caso, è stato trovato anche un blocco con il trasporto di giare da vino da Canaan.

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El-Alamein, scoperta tomba di epoca romana

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Source: youm7.com

Il nord dell’Egitto ci riserva un’altra scoperta fortuita di una tomba durante la realizzazione di infrastrutture urbane. A El-Alamein – città sul Mediterraneo del governatorato di Matruh, scenario di celebri battaglie della seconda guerra mondiale -,  è stata individuata una sepoltura scavata nella roccia del I-II sec. d.C. L’ipogeo è costituito da una scalinata che conduce alla camera funeraria, le cui pareti presentano diversi loculi in cui erano deposti i corpi dei defunti. La tomba è stata ingrandita in un secondo momento con l’aggiunta di un’ulteriore stanza a destra dell’ingresso. La parete sud è decorata con il rilievo in stucco di una cornucopia (immagine in basso al centro), simbolo di ricchezza e fertilità, dipinta con foglie e fiori. La direttrice generale del sito, Naema Sanad, ha elencato i reperti ritrovati all’interno, tra cui spiccano due lucerne, diversi contenitori ceramici e una serie di monete che hanno permesso la datazione della struttura.

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Dra Abu el-Naga: scoperta tomba di sacerdote di XVIII dinastia

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Sourch: @pastpreservers

Fedele alla strategia comunicativa adottata negli ultimi tempi, Khaled el-Enany, ministro egiziano delle Antichità, ha oggi annunciato in pompa magna una grande scoperta effettuata nella necropoli di Dra Abu el-Naga, Tebe Ovest: la tomba di un sacerdote vissuto durante la XVIII dinastia (1543-1292). Il defunto si chiamava Amenemhat e si fregiava del titolo di “Orafo del dio Amon”. La notizia è stata rilasciata stamattina a giornalisti locali e stranieri durante una conferenza stampa ufficiale, anche se erano state già fatte trapelare da mesi piccole anticipazioni ad hoc. Mostafa Waziry, Capo delle Antichità di Luxor e direttore della missione egiziana che ha effettuato il ritrovamento, aveva parlato di una tomba più importante di quella già spettacolare del funzionario Userhat, individuata nella stessa area lo scorso aprile. Il ministro, invece, aveva sibillinamente dichiarato che la scoperta “avrebbe stupito il mondo intero”. La nuova sepoltura è stata scavata poco più in alto sulla collina, in corrispondenza del cortile della già nota TT300 (Anhotep, 1279-1212). Si tratta di una singola camera funeraria a pianta rettangolare con una nicchia nella parete di fondo che contiene le statue dipinte di Amenmhat, di sua moglie Amenhotep – nome di solito maschile, ma seguito dal titolo “Signora della casa” – e dei loro due figli. La struttura, come spesso accadeva in periodi più tardi, è stata poi riutilizzata durante la XXI o XXII dinastia (1069-712) per sepolture più povere. Per questo, gli archeologi hanno trovato diversi sarcofagi lignei decorati, circa 150 ushabti in faience e altri materiali e numerosi frammenti di mummie, oltre a vasi di ceramica, gioielli e altri oggetti. In realtà, la tomba era stata già segnalata con la nomenclatura Kampp -390.

Inoltre, nella corte esterna, è stato individuato un gruppo di pozzi funerari, forse risalenti al Medio Regno, ancora da scavare. Uno di questi conserva il sarcofago di una donna di 50 anni e uno con i suoi due figli di 20/30 anni. Ma le sorprese non finiscono qui; El-Enany ha preannunciato che a breve saranno presentate nuove tombe dalla stessa area. Infatti, tra gli oggetti raccolti, compare il nome di 4 funzionari la cui sepoltura potrebbe essere rivelata nei prossimi mesi.

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Tebe Ovest: presto sarà annunciata la scoperta di una nuova tomba

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Source: news.cn

Più di un mese fa, il ministro delle Antichità Khaled el-Enany (in foto) aveva anticipato che ci sarebbe stato l’annuncio di una scoperta “in grado di stupire il mondo intero”. I primi rumors parlavano di una necropoli faraonica nell’area tebana; poi, però, più niente fino ad oggi. Il ministro, infatti, è tornato sull’argomento dicendo che la nuova scoperta sarà resa pubblica durante una conferenza stampa il 9 settembre. Secondo Mostafa Waziry, Dir. delle Antichità di Luxor, il ritrovamento di questa nuova tomba nella West Bank metterebbe addirittura in secondo piano quello già straordinario effettuato lo scorso Aprile della sepoltura di Userhat. In particolare, il numero di ushabti sarebbe maggiore, quindi superiore a 1400. Staremo a vedere…

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Delta N-E: scoperta tomba nel cantiere di un’abitazione moderna

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Source: MoA

Archeologia preventiva anche in Egitto. Alla richiesta di un privato cittadino di El Husseiniya – provincia nord-orientale di Sharqia – di poter allargare la propria abitazione in un’area a rischio ritrovamenti, gli uomini del Ministero delle Antichità hanno effettuato alcuni sondaggi. E il ritrovamento puntualmente c’è stato. Si tratta di una sepoltura di età faraonica consistente in un enorme ‘sarcofago’ di pietra pesante circa 65 tonnellate e cavato da un unico blocco di basalto o diorite. Le pareti interne ed esterne sono coperte da testi geroglifici, ma, purtroppo, non sono stati ancora forniti dati né sull’identità del defunto né su una datazione più precisa. Tuttavia, secondo Ayman Ashmawi, Dir. del settore Antichità egizie del MoA, la tomba sarebbe stata già scoperta niente popodimeno che da Flinders Petrie intorno agli anni ’50 del secolo scorso (nota non trascurabile: è morto nel 1942). In ogni caso, i blocchi sono stati già trasferiti nei magazzini del vicino museo di Tanis per essere restaurati e studiati.

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Source: MoA

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Scoperta tomba tolemaica ad Alessandria

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Source: MoA

A El-Shatby, quartiere di Alessandria d’Egitto, gli archeologi egiziani hanno scoperto una tomba risalente al periodo tolemaico (332-30 a.C.). L’ipogeo è composto da quattro camere sulle cui pareti sono disposte quattro file di loculi. Ogni singola deposizione è decorata da elementi architettonici che conservano ancora tracce di pittura ed è accompagnata da iscrizioni funerarie in greco.

Mustafa Rushdi, direttore generale delle Antichità di Alessandria e del Delta Occidentale, ha aggiunto che lo scavo ha portato al ritrovamento di circa 300 reperti del corredo, tra vasi ceramici, lucerne e una statua in terracotta (immagine in basso a sinistra). Ora ci sarà bisogno dello studio delle iscrizioni per arrivare ai proprietari della tomba.

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Facciamo un po’ di chiarezza sulla scoperta della tomba di Userhat

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Source: MoA

Quando viene effettuato un’importante ritrovamento archeologico, la stampa si concentra più sulle foto e sul titolo – d’altronde, è ciò a cui bada la gente – che sul contenuto della notizia stessa, a discapito dell’approfondimento del tema e della verifica delle fonti. Così, per rendere più accattivanti gli articoli, alcuni giornalisti – non conoscendo la materia – esagerano con le espressioni e fanno leva sui soliti cliché. È successo – come si vede nei seguenti titoli di giornali nazionali e non – anche stavolta con la recentissima scoperta della tomba di Userhat a Dra Abu el-Naga. Tra travisamenti, errate traduzioni e veri e propri sfondoni, credo sia opportuno fare un po’ di chiarezza. Infatti, al di là di comuni sbagli nelle trascrizioni di nomi di personaggi egizi o di località in arabo e del numero variante di sarcofagi che ancora non è stato definito (al momento, si contano 10 sarcofagi e 8 mummie), purtroppo ho letto dichiarazioni inesistenti, messe in bocca al ministro delle Antichità o al direttore della missione, che rischiano di dare credibilità immeritata a testi non veritieri.

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Ma andiamo in ordine. La tomba in questione era già nota, ma non era mai stata scavata: Friederike Kampp-Seyfried, indicandola con il numero -157- (Die thebanische Nekropole. Zum Wandel des Grabgedankens von der XVIII. bis zur XX. Dynastie, Mainz 1996, p. 708), ha proposto una datazione non certa al regno di Thutmosi III (1457-1425). In ogni caso, gli archeologi egiziani diretti da Mostafa Waziry, eliminando i detriti nella corte esterna, sono riusciti a entrare nell’ipogeo – una classica tomba a T – e a individuare altre due entrate ancora da ripulire. Non è assolutamente una sepoltura reale e i faraoni non c’entrano niente: il proprietario originario, Userhat (se proprio si volesse spezzare il nome, il modo giusto sarebbe Wser-hat), era un alto funzionario della XVIII dinastia (1543-1292) recante il titolo, secondo quanto detto da El-Enany, di qnbty n niwt, “Membro del Consiglio della città (Tebe)”. Si tratta di una carica amministrativa più complessa che, pur comprendendo competenze giuridiche, non si limitava ad esse e quindi non può essere tradotta semplicisticamente con “giudice”. Quindi, sarebbe più consono considerare Userhat un “magistrato” ma con l’accezione romana del termine. La tomba è rimasta inviolata al massimo per qualche secolo perché, durante la XXI dinastia (1069-945), la stanza più interna venne sfruttata per la collocazione di diversi sarcofagi con mummie, come la coeva cachette di Deir el-Bahari (DB320) in cui vennero nascoste oltre 50 mummie di re, regine e dignitari. Riassumendo: la struttura risale alla XVIII dinastia, ma fu riutilizzata durante la XXI. Infine, un capitolo a parte va dedicato al corredo funebre. Leggendo delle oltre mille statue ritrovate, ci si aspetterebbe uno sconfinato schieramento di sculture, simil-“Esercito di terracotta”; in realtà, gli archeologi hanno individuato ‘solamente’ degli ushabti, piccole statuette funerarie di pochi centimetri (come si vede nella foto in basso) che accompagnavano il defunto nell’Aldilà per lavorare al suo posto.

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Source: MoA

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Scoperta a Luxor tomba di XVIII dinastia con sarcofagi e oltre 1000 ushabti di XXI dinastia

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Source: Nigel J.Hetherington

Stamattina si sono rincorsi rumors sulla scoperta – o, secondo altre fonti, riscoperta – di una tomba di Nuovo Regno effettuata da archeologi egiziani a Dra Abu el-Naga, Tebe Ovest. Non essendoci ancora stato l’annuncio ufficiale del Ministero delle Antichità, le informazioni non sono ancora verificabili, ma, da quanto affermato alla stampa locale dal direttore della missione Mostafa Waziry, la sepoltura apparterrebbe a Userhat, alto ufficiale della XVIII dinastia, e conterrebbe almeno sei sarcofagi policromi, decine tra ushabti e vasi di ceramica e resti di mummie (immagini in basso).

Secondo quanto anticipato da Luxor Times, invece, si tratterebbe della già nota tomba Kampp -157-, un classico ipogeo “a T” (anticamera trasversale e corridoio terminante in una nicchia) situato a sud della TT255 e da non confondere con la TT157 di Nebwenenef (Primo profeta di Amon sotto Ramesse II).

Aggiornamento:

Il comunicato ufficiale del Ministero conferma che la tomba appartiene a Userhat e si compone di una corte aperta, una stanza rettangolare, un corridoio e una camera interna. Dopo la pulizia della prima sala, è stato scoperto un pozzo di 9 metri di profondità che conduce a ulteriori due vani ancora da scavare. Nella prima sala, sono stati scoperti il sarcofago, la maschera funeraria e ushabti appartenenti a Userhat; quella più interna, invece, è stata riutilizzata successivamente come cachette per diversi sarcofagi e mummie di XXI dinastia e oltre 1000 ushabti in faience, legno e terracotta.

 

 

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Tebe Ovest: scoperta tomba di Scriba Reale

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Source: MoA

I membri della missione giapponese della Waseda University, diretti da Jiro Kondo, hanno scoperto una nuova tomba ramesside (dinastie XIX-XX) a Tebe Ovest, più precisamente nella necropoli di el-Khokha. Proprio come successo nel 2014 con un evento analogo (tomba di Khonsu-im-heb, “Sovrintendente dei granai e dei produttori di birra per Mut”) , il ritrovamento è avvenuto durante la pulizia dell’area esterna della TT47 (Userhat, “Sovrintendente dell’harem reale” sotto Amenofi III). La sepoltura ha una struttura “a T” con un ingresso, una prima stanza e la camera funeraria dove era deposto il defunto, lo “Scriba Reale” Khonsu. (rappresentato insieme alla sposa nell’immagine in basso). Per il momento, le ricerche si fermano a questo punto perché la struttura è ancora ingombra di detriti.

http://www.egyptpro.sci.waseda.ac.jp/e-tt.html

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Source: MoA

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Source: Luxor Magazine

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Luxor, Scoperta tomba di III Periodo Intermedio nei pressi del tempio di Thutmosi III

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Source: MoA

A Tebe Ovest, nei pressi del tempio funerario di Thutmosi III, la missione spagnola diretta da Myriam Seco Álvarez ha individuato una tomba risalente agli inizi del III Periodo Intermedio (XI-X sec. a.C.). La sepoltura, una semplice camera scavata nella roccia accessibile da un pozzo funerario, si trova lungo la faccia esterna del muro meridionale del tempio. L’area del santuario, infatti, è caratterizzata dalla presenza di tre necropoli di diverso periodo: due di Medio Regno (dove, nel 2014, fu scoperto un corredo di gioielli in oro e argento) e una di epoca tarda cominciata ad essere indagata alla fine della campagna scorsa. Per questo, il lavoro della 9ª stagione del “Thutmosis III Temple Project”, iniziata lo scorso 4 ottobre, si è concentrato soprattutto sullo scavo di queste nuove tombe, indicate con i numeri 21-22-23-24; in particolare, una delle ultime due dovrebbe corrispondere all’oggetto della scoperta segnalata. L’eccitazione che trapelava già una decina di giorni fa dai criptici post sulla pagina Facebook della missione (ricordo che ogni scoperta deve essere annunciata prima dal Ministero delle Antichità) è giustificata dalla bellezza della copertura della mummia, realizzata in cartonnage e decorata con scene religiose dai colori vividi. Il sarcofago ligneo del defunto, il “Servitore della casa del Re” Amon-Renef, invece, è quasi completamente andato perso a causa delle termiti.

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Source: MoA

http://thutmosisiiitempleproject.org/index.php/en/

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