Articoli con tag: tombe

Alessandria d’Egitto, scoperte tombe di epoca tolemaica

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Source: Luxor Times Magazine

Ancora tombe casualmente scoperte ad Alessandria d’Egitto nel bel mezzo di cantieri edili. Ma, questa volta, non c’è alcuna possibilità di tirare in ballo a sproposito Alessandro Magno perché le sepolture sono piuttosto modeste e mancano sarcofagi. Il ritrovamento, come detto, è stato effettuato durante lo scavo per la realizzazione di un muro inerente agli edifici della ferrovia che passa a el-Zeytoun, nei pressi della stazione centrale della città.

Gli archeologi diretti da Fahima El Nahas hanno così identificato alcune tombe scavate nella roccia risalenti all’epoca tolemaica, ma utilizzate a lungo anche in periodi successivi. La struttura comune prevede una breve scalinata che conduce a una piccola anticamera e alla camera rettangolare su cui si affacciano i loculi, molti dei quali ancora sigillati da uno strato d’intonaco dipinto. Il corredo funebre presenta diversi contenitori ceramici, da anfore a vasi più piccoli, lucerne e ampolle di vetro. Presenti anche i resti ossei dei defunti sepolti che sono comunque stati disturbati già negli anni ’30 del secolo scorso dai lavori di costruzione della ferrovia e poi dai bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale.

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Scoperte tombe greco-romane ad Alessandria d’Egitto

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Source: MoA

Ad Alessandria d’Egitto, archeologi locali hanno scoperto una serie di tombe rupestri risalenti all’epoca greco-romana. Il ritrovamento è stato effettuato nella necropoli di Al-Abd, nella parte orientale della città, più nota per la presenza dei resti di un teatro ellenistico e per le polemiche scaturite tre anni fa in occasione della demolizione di sepolture scavate nel 2013.

Ibrahim Metwally, direttore della missione che lavora nell’area, ha riferito che negli ipogei si trovavano diversi contenitori ceramici e lucerne figurate (vedi foto in basso). Ma il reperto più significativo è una lapide di chiusura (immagine a sinistra)  decorata con un rilievo in gesso dipinto: due lesene inquadrano una facciata di tempio composta da una scalinata d’accesso verso una porta chiusa e due colonne che reggono un architrave a gola egizia con disco solare alato.

 

 

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Oasi di Dakhla: scoperte 5 tombe d’epoca romana

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Source: MoA

Nell’Oasi di Dakhla, una delle principali aree verdi del Deserto Occidentale (380 km a ovest di Luxor), gli archeologi egiziani diretti da Magdi Ibrahim hanno scoperto nell’ultimo anno cinque tombe risalenti al periodo romano. Più precisamente, il ritrovamento è stato effettuato a Bir Shagala, una delle necropoli della città di Mut, attuale capoluogo della provincia ma centro amministrativo dell’Oasi fin dall’Antico Regno. Il sito è già noto per strutture simili di questo periodo e la stessa missione ne aveva scavate altre 8 in precedenza.

Le “nuove” sepolture sono tutte costruite con mattoni crudi. La prima presenta un’ingresso che conduce a un ambiente trasversale e a due camere funerarie. La seconda manca dell’atrio, ma ha ancora la copertura a volta. Della terza è stata scavata per il momento solo la parte superiore a forma di piramide. Strutture piramidali sono rare per il periodo romano per il resto dell’Egitto, tuttavia sono comuni a Dakhla e in particolare a Bir Shagala. Infine, le ultime tombe hanno l’entrata in comune che porta alle due stanze sepolcrali.

Dei corredi si sono conservati diversi vasi in ceramica, una maschera funeraria in gesso dipinto (immagine in basso a destra), la base di una piccola sfinge in arenaria (14 x 12,7 cm) e due ostraka con un testo geroglifico e uno in ieratico.

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Scoperte 10 tombe di Epoca Tarda ad Assuan

Sulla costa occidentale di Assuan, nei pressi del mausoleo di Aga Khan, archeologi egiziani hanno scoperto 10 tombe rupestri risalenti all’Epoca Tarda. Parte della grande necropoli che cominciò ad essere usata fin dall’Antico Regno, le sepolture hanno tutte le stesse struttura con una scalinata scavata nella roccia e una singola camera funeraria. Tra i reperti ritrovati, vasi ceramici, sarcofagi in pietra, maschere in cartonnage e mummie.

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Scoperte a Gebel el-Silsila 12 tombe di Nuovo Regno

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Source: MoA

Il sito di Gebel el-Silsila, antiche cave di arenaria situate tra Edfu e Kom Ombo nel sud dell’Egitto, continua a mostrare sempre di più la sua importanza nell’ambito funerario. Infatti, grazie alla missione di ricognizione dell’area diretta da Maria Nilsson e John Ward (Lund University, Svezia) che già lo scorso anno aveva individuato una quarantina di tombe rupestri, sono state scoperte altre 12 sepolture scavate nella roccia risalenti sempre al Nuovo Regno. Le tombe, nascoste da uno spesso strato di limo, sabbia e detriti, comprendono tre “cripte” (ancora non è chiara la definizione che, forse, si riferisce a strutture multiple ipogee; vedi immagine in basso), due nicchie dedicate alle offerte ai morti, tre sepolture infantili – due delle quali sfruttavano insenature naturali del promontorio – e una camera deposito per animali (una dozzina di pecore e capre, due persici del Nilo e un coccodrillo).

Ogni tomba presenta numerosi corpi che fanno pensare a interi gruppi familiari. Da questi resti ossei, sembrerebbe che gli individui fossero in salute perché mancano tracce evidenti di infezioni o malnutrizione, ma comunque soggetti a intensa attività fisica, come testimoniano le fratture, spesso curate, e le massicce inserzioni muscolari. La necropoli, nonostante sia stata quasi completamente saccheggiata, ha mantenuto parte dei corredi con ricchi sarcofagi scavati nella roccia e dipinti, altri in legno, amuleti, scarabei, gioielli, cartonnage, tessuti e contenitori ceramici che hanno datato le tombe ai regni di Thutmosi III (1479-1424) e Amenofi II (1424-1398).

Il sito della missione: http://gebelelsilsilaepigraphicsurveyproject.blogspot.it/

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Source: lunduniversity.lu.se

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Qubbet el-Hawa: un muro indizio di nuove tombe?

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Source: Luxor Times

La chiusura della prima stagione del “Qubbet el-Hawa Research Project” (University of Birmingham in collaborazione con l’Egypt Exploration Society) fornisce grandi aspettative per la prossima. Gli archeologi diretti da Martin Bommas, infatti, hanno individuato un muro in pietra alto 2 metri che, comparato con la tipologia costruttiva adottata nelle vicinanze, potrebbe indicare il terrazzamento di tombe ancora ignote. La struttura si trova sotto la via di accesso all’area nord della necropoli della riva occidentale di Assuan. Secondo Essam Nagy, co-direttrice della missione, il muro risalirebbe alla fine dell’Antico Regno con uno sviluppo successivo perché, all’interno della malta, sono stati ritrovati frammenti di ceramica tipica del regno di Pepi II (2278-2184) e altri del I Periodo Intermedio e dell’inizio del Medio Regno.

All’inizio di novembre, lo stesso team aveva scoperto la rampa processionale della tomba di Sarenput I, governatore di Elefantina sotto Sesostri I (1956-1911).

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Scoperte due tombe di Epoca Tarda ad Assuan

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Source: MSA

Sulla costa occidentale di Assuan, nei pressi del Mausoleo di Aga Khan, sono state scoperte due tombe rupestri risalenti all’Epoca Tarda (664-332). Il ritrovamento è stato effettuato dalla squadra dell’Aswan Field School che, sotto la direzione di Adel Tohamy, forma giovani archeologi e restauratori. Secondo quanto riferito da Nasr Salama, direttore generale delle Antichità di Assuan e Nubia, le sepolture presentano una semplice sala rettangolare e una rampa di scale che porta al pozzo funerario dove sono stati individuati frammenti dei sarcofagi e delle mummie. Non si segnalano altri ritrovamenti, anche a causa del pessimo stato di conservazione delle strutture; tuttavia, dopo quello individuato l’anno scorso, si tratta del secondo gruppo di tombe di questo periodo per la necropoli di Qubbet el-Hawa, utilizzata soprattutto nell’Antico Regno ma anche nel Medio e nel Nuovo.

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Gebel el-Silsila, scoperte tombe rupestri della XVIII dinastia

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Source: MSA

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Source: The Gebel el Silsila Project 2016

A Gebel el-Silsila, gli archeologi diretti da Maria Nilsson e John Ward (Lund University, Svezia), durante la loro missione di survey nell’esteso sito di cave di arenaria situato tra Edfu e Kom Ombo, hanno individuato circa 40 tombe rupestri e una cappella risalenti al Nuovo Regno. Le strutture consistono in una o due stanze con pozzi scavati nel pavimento. Non ci sono iscrizioni, ma gli oggetti ritrovati – come lo scarabeo nella foto a sinistra che reca il cartiglio di Amenofi II (1424-1398) – datano le sepolture alla XVIII dinastia, anche se sembra che siano state riutilizzate durante la XIX. Un’indagine preliminare ha già evidenziato la presenza di ossa umane appartenenti a uomini, donne e bambini. La piccola cappella presenta due stanze e un disco solare a decorazione dell’ingresso.

http://gebelelsilsilaepigraphicsurveyproject.blogspot.it/

 

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Edfu, scoperti fortuitamente reperti durante lavori di drenaggio

Source: Luxor Times Magazine -MSA

Source: Luxor Times Magazine – MSA

Come spesso succede in archeologia, in un cantiere infrastrutturale nei pressi del Tempio di Edfu, sono stati scoperti fortuitamente reperti e resti ossei umani risalenti all’Antico Regno e al Periodo Tardo. Lo scavo fa parte dell’ “Edfu Groundwater Lowering Project”, piano lanciato nel gennaio del 2012 grazie ai finanziamenti della U.S. Agency for International Development (USAID) che permetterà la realizzazione di un sistema di drenaggio per l’abbassamento del livello delle acque freatiche che minacciano il tempio di Horus. Come si vede nell’immagine a sinistra, il pozzo è molto vicino al 1° pilone e serve per il consolidamento delle fondazioni della struttura.

Sono stati individuati soprattutto vasi, ceramici, di alabastro e dolerite (immagini a sinistra), ma anche uno specchio di bronzo di Antico Regno, mentre le ossa provengono da alcune sepolture e da fosse di scarico.

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Gebel Ramlah, Scoperte inusuali sepolture di 6500 anni

Source: scienceinpoland.pap.pl

Source: scienceinpoland.pap.pl

Nell’ultimo anno, gli archeologi polacchi diretti da Jacek Kabaciński (Instytut Archeologii i Etnologii – Polskiej Akademii Nauk) hanno scavato 60 nuove tombe neolitiche a Gebel Ramlah, antichissima necropoli del deserto occidentale vicina al confine con il Sudan (140 km ad ovest di Abu SImbel). Tra queste, due hanno attirato l’attenzione dei membri della missione per la loro singolarità; in particolare, la tomba 11 conteneva i resti di due uomini di cui uno presenta tracce di lesioni volontarie sui femori. Tagli intenzionali del genere non erano mai stati individuati per questo periodo nel Nord Africa. Un altro defunto, con varie patologie a livello osseo, invece, era stato letteralmente ricoperto da frammenti ceramici, pietre e ocra rossa; inoltre, sulla testa, è stato ritrovato una parte del cranio di una gazzella del deserto che fungeva da copricapo cerimoniale.

http://scienceinpoland.pap.pl/en/news/news,405679,poles-discovered-a-unique-65-thousand-years-old-burial-in-egypt.html

Il Ministero delle Antichità ha anche annunciato un’altra scoperta “polacca” compiuta nel sito di Tell el-Farcha, ma le quattro tombe predinastiche descritte sembrano corrispondere a quelle trovate già nel 2014. Quindi, prima di fornirvi i particolari, sto cercando una conferma.

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