Articoli con tag: Tuna el-Gebel

Tuna el-Gebel, scoperta tomba di un tesoriere di XXVI dinastia, con canopi in alabastro, centinaia di ushabti e due statue in pietra

Foto: Ministry of Tourism and Antiquities; rielaborazione grafica: M. Mancini (@DjedMedu)

Nell’ormai consueto ping pong di scoperte tra Saqqara e Tuna el-Gebel, è di nuovo il turno di quest’ultimo sito del Medio Egitto dove la missione egiziana nell’area di al-Ghorifa, diretta da Mostafa Waziri (foto in alto), ha individuato un’ulteriore tomba di Epoca Tarda. Questa volta, però, la sepoltura ha riservato un corredo funebre molto più ricco dei soliti sarcofagi che ci stiamo abituando a vedere settimanalmente.

In fondo a un pozzo di 10 metri, una camera foderata di lastre di calcare conteneva le spoglie di Pa-di-Iset, “Sovrintendente del tesoro reale”, e di sei suoi familiari. Nome e titoli dell’importante funzionario, vissuto durante la XXVI dinastia (664-525 a.C.), compaiono su circa 400 ushabti in faeince azzurra e su 4 splendidi vasi canopi in alabastro (foto in alto con il nome appena visibile evidenziato).

Va sottolineata in particolare la presenza di due statue in calcare di una figura femminile in piedi (foto a sinistra; azzardo che possa essere la dea Neith di cui non si conserva la corona) e di un bovino seduto indicato dal Ministero delle Antichità come toro Apis (foto in basso), rispettivamente alta e lunga circa un metro. Le altre sepolture sono poi accompagnate da un migliaio di ushabti in faience, scarabei, amuleti, vasi in ceramica e altri set di canopi, sia in alabastro che calcare.

Nella tomba si trovano anche quattro sarcofagi in pietra ancora sigillati con malta.

Ministry of Tourism and Antiquities

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Tuna el-Gebel, scoperto sarcofago di sacerdote con decine di ushabti

Source: Ministry of Tourism and Antiquities

Se da un lato Saqqara continua a sfornare scoperte, l’altro grande fronte dell’archeologia egiziana è attualmente Tuna el-Gebel, nel governatorato di el-Minya.

La missione nella necropoli dei sacerdoti di Thot, arrivata alla quarta campagna di scavo sotto la direzione di Mostafa Waziry, ha individuato un pozzo funerario, profondo 5 metri, con un ulteriore sarcofago in pietra che si aggiunge alle decine trovate negli scorsi anni.

La massiccia bara antropoide in calcare bianco era collocata in una fossa scavata nel pavimento ed era circondata da numerosi ushabti in brillante faïence azzurra. Sul coperchio si trova una colonna di geroglifici inquadrata da 6 figure dipinte in verde che rappresentano i quattro Figli di Horus (Imseti, Hapi, Duamutef e Qebehsenuef, rispettivamente protettori di fegato, polmoni, stomaco e intestini) e, in basso, le dee tutelari Iside e Nefti.

Il testo presenta nome, titoli e identità dei genitori del defunto: il sacerdote di XXVI dinastia (672-525 a.C.) Djehuty-em-hotep, figlio di Harsiesi la cui tomba era stata già trovata nel 2018. Le foto non sono eccezionali, ma mi pare di leggere anche il nome della madre, Amenirdis.

Aggiornamento 12/10/2020

A distanza di tre settimane, Mostafa Waziry ha mostrato il contenuto del sarcofago ormai aperto: una mummia in cattivo stato di conservazione accompagnata da uno scarabeo del cuore e da altri sei amuleti funerari in faience che erano fissati direttamente sulle bende, cioè una testa di Hathor, uno scarabeo alato e i quattro figli di Horus.

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Tuna el-Gebel, scoperte altre 16 tombe di sommi sacerdoti di Thot

Un mese particolarmente parco di notizie si chiude con la prima conferenza stampa del neo-accorpato Ministero del Turismo e delle Antichità, durante la quale il ministro Khaled el-Enany e il segretario generale dello SCA Mostafa Waziry hanno annunciato la scoperta di più di 16 tombe di Periodo Tardo a Tuna el-Gebel.

L’area, situata nel governatorato di El-Minya, in Medio Egitto, è ormai protagonista da tre anni di ritrovamenti simili (2017, 2018, 2019) della missione egiziana che aveva già individuato altre sepolture in questa necropoli dedicata alle famiglie dei sacerdoti di Thot vissuti dalla XXVI dinastia (672-525 a.C.) in poi.

Questa volta sono stati scoperti diversi pozzi funerari in cui si trovavano 20 sarcofagi, di cui 5 in calcare (come quello in foto in alto) e altri in legno, accompagnati da oltre 10.000 ushabti in faience, 700 amuleti in faience, oro e pietre semi-preziose, 8 set completi di vasi canopi (7 in alabastro e uno in calcare dipinto), maschere e attrezzi in legno e centinaia di vasi in ceramica

 

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Source: dailynewssegypt.com

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Source: youm7.com

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Source: youm7.com

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Source: youm7.com

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Source: youm7.com

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Scoperta sfinge a Tuna el-Gebel

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Source: MoA

Nel sito di Tuna el-Gebel, nei pressi di el-Minya, la missione egiziana diretta da Sayed Abdel Malek, capo ispettore di Mallawi, ha individuato durante una ricognizione una piccola sfinge reale in calcare.

La scultura è stata ritrovata più precisamente nell’area di Kom el-Luli insieme ad amuleti in faience e vasi in ceramica e alabastro. Della sfinge sono state indicate solo le misure, 35 cm di altezza e 55 di lunghezza, ma non la datazione, anche se le vicine tombe di sacerdoti di Thot, recentemente scoperte, e le fattezze stesse del reperto potrebbero collocarlo tra la fine del Periodo Tardo all’Epoca tolemaica.

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Source: MoA

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Tuna el-Gebel, scoperta casa tolemaica con monete d’argento

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Source: MoA

A Tuna el-Gebel, Medio Egitto (governatorato di el-Minya), una missione egiziana di scavo didattico ha individuato i resti di una casa in un complesso abitativo di epoca tolemaica. La struttura, che comprende tre stanze con muri in mattoni crudi, appartiene alla tipologia delle case-torri, tipica del periodo.

La datazione è stata fornita con precisione dalla presenza di un tesoretto di alcune monete in argento che erano state riposte, raggruppate in un telo di lino, in un angolo dell’abitazione. Sulle facce, infatti, si leggono i nomi di Tolomeo IX (116-80 a.C.) e Tolomeo XI (80 a.C.). Oltre alle monete, sono stati ritrovati anche 4 ostraka iscritti in greco e demotico, ossa di cavalli e asini e anfore del I sec. a.C. – I d.C.

La campagna di scavo, diretta da Ahmed Hammad, è una vera e propria scuola di formazione per 15 giovani ispettori del Ministero delle Antichità che stanno apprendendo le tecniche di indagine archeologica e, in particolare, di studio, classificazione e restauro delle ossa animali.

 

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Tuna el-Gebel, scoperte due tombe con oltre 40 mummie

Source: egypttoday.com

 

Il sito di Tuna el-Gebel, nel Medio Egitto, continua a riservare sorprese e… mummie.
Dopo gli importanti ritrovamenti effettuati nella stessa area nel 2017 e nel 2018, questa mattina, durante la prima conferenza stampa ufficiale del 2019, il ministro delle Antichità Khaled el-Enany ha annunciato la scoperta di due nuove tombe che conservavano oltre 40 mummie, tra cui 10 appartenenti a bambini, di epoca tolemaica (332- 30 a.C.).

Gli ipogei si sviluppano attraverso diverse camere scavate nella roccia e almeno 5 pozzi funerari. Sono stati indagati da una missione congiunta dell’università locale di el- Minya e del Supremo Consiglio delle Antichità.

Secondo il direttore della missione Wagdi Ramadan, dallo studio degli oggetti del corredo e dalla lettura delle varie iscrizioni presenti – redatte in geroglifico, demotico, greco e copto – è emersa una frequentazione delle tombe più lunga che va dall’Epoca Tarda (664-332 a.C.) al periodo bizantino (IV-VII sec.). Per questo, i corpi hanno diversi stati di conservazione e tecniche di inumazione: alcuni sono deposti in sarcofagi in pietra calcarea, legno o terracotta, altri semplicemente adagiati sul pavimento in nicchie scavate sulle pareti.

In generale, i cadaveri sono avvolti da bende di lino e, in alcuni casi, conservano ancora porzioni delle coperture in cartonnage dipinto. Tra i reperti ritrovati, ostraka iscritti, frammenti di papiro e vasi in ceramica.

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Tuna el-Gebel, scoperte tombe di sacerdoti di Thot

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Source: english.ahram.org.eg

Come ormai di consueto per le missioni egiziane, stamattina si è tenuta una conferenza stampa in cui il ministro Khaled el-Enany (foto a sinsitra) ha annunciato una grande scoperta: una necropoli con oltre 40 sarcofagi nella provincia di el-Minya, Medio Egitto. Il ritrovamento di 8 tra tombe e pozzi funerari, databili dal Periodo Tardo all’inizio dell’Età Tolemaica (seconda metà del I millennio a.C.), è stato effettuato dagli archeologi dell’Università del Cairo che scavano qui, 6 km a nord di Tuna el-Gebel, dal novembre del 2017. Queste sepolture appartengono alle famiglie dei sacerdoti di Thot, la principale divinità venerata nella capitale del XV nomo dell’Alto Egitto, Ermopoli (oggi el-Ashmunein).

In particolare, nella tomba del sommo sacerdote Harsiesi, sono state ritrovate 13 deposizioni, oltre a più di mille ushabti in faience e 4 canopi in alabastro perfettamente conservati in cui sono ancora conservati gli organi mummificati del defunto. Il nome di quest’ultimo, Djehutyirdies, è scritto sui vasi e sul sarcofago con la mummia riccamente ornata da un collare in bronzo che rappresenta Nut alata, diverse collane in perline rosse e blu in pasta vitrea e lamine in bronzo dorato. Inoltre, il corpo era dotato di 4 amuleti in pietre semi-preziose di cui uno reca l’iscrizione propiziatoria Nefer-renepet: “Buon anno nuovo”.

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Source: english.ahram.org.eg

Più in generale, dalle tombe provengono diversi vasi ceramici, maschere funerarie, gioielli e 40 sarcofagi in calcare di varie dimensioni, alcuni dei quali con all’interno feretri antropoidi in legno con il nome e il titolo del morto. Questi numeri forniscono la portata del sito che, secondo le stime di Mustafa Waziry, segretario generale del Supreme Council of Antiquities, richiederà almeno 5 anni per essere indagato completamente.

Più o meno nella stessa area, lo scorso maggio era stata scoperta una cachette tarda con 17 mummie.

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Tuna el-Gebel: scoperta cachette con 30 mummie

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Source: euronews.com

Già ieri circolavano indiscrezioni su una grande scoperta effettuata da archeologi dell’Università del Cairo a Tuna el-Gebel, nel governatorato di el-Minya – Medio Egitto. Voci confermate oggi dalla conferenza stampa del ministro delle Antichità che ha annunciato il ritrovamento, tramite georadar, di un pozzo funerario profondo 8 metri che conduce a un reticolo di gallerie contenenti una trentina mummie di Epoca Tarda (è lo stesso El-Enany a riferirlo in un’intervista; il dispaccio ufficiale del Ministero, invece, ne conta 17). La cachette si trova a est delle necropoli degli animali dove erano state sepolte migliaia di corpi imbalsamati di ibis e babbuini, animali sacri a Thot, il dio della vicina città di Khmun/Hermopolis Magna. Non a caso, alcuni dei corpi deposti nel sepolcro apparterrebbero proprio a sacerdoti di Thot. Le mummie, collocate in sarcofagi di calcare e due antropoidi in terracotta, sono in buono stato di conservazione. Tra gli oggetti del corredo – pochi perché il sito è stato depredato già in antico – ci sono vasi ceramici, una decorazione d’oro a forma di piuma e soprattutto due papiri demotici, oltre a resti di babbuini.

Il video girato nella tomba:

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