Articoli con tag: Università di Pisa

Report della missione 2018 dell’Università di Pisa a Dra Abu el-Naga

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La statua scoperta nella T1

Notizie di prima mano! Per una volta scrivo di qualcosa che ho vissuto in prima persona. Dal 13 ottobre al 2 novembre, infatti, ho fatto parte della missione archeologica dell’Università di Pisa a Dra Abu el-Naga (Tebe Ovest) che, sotto la direzione della prof.ssa Marilina Betrò, è alla sua 15a stagione.

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Ingresso della T1

La missione è attiva dal 2003 nel settore settentrionale della Necropoli Tebana con un lavoro di scavo, documentazione e restauro della tomba ramesside di Huy (TT14), ampliato dall’anno successivo all’area circostante dove sono state scoperte altre 4 sepolture, prima sconosciute e quindi inedite. Il gruppo di tombe è scavato nella roccia lungo i lati del cortile della più grande e antica di queste, ribattezzata MIDAN.05 e risalente all’inizio della XVIII dinastia (intorno al 1500 a.C.).

La campagna del 2018 si è concentrata in particolare su scavo e documentazione della T1 e T2, ipogei più piccoli individuati nel 2010 sul lato nord del cortile. Anche queste due tombe risalirebbero all’inizio del Nuovo Regno, seppur riutilizzate in epoche successive, facendo pensare a un gruppo di sepolture realizzate nello stesso periodo per i membri di un unico nucleo familiare. Tuttavia, presentano una caratteristica molto rara nella facciata, cioè la presenza, alla sinistra della porta, di una sola finestra e non due come negli altri esempi dello stesso periodo.

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Interno della T1 (sulla destra, l’inizio del passaggio discendente)

.La T1, inoltre, ha una struttura a volta, in parte crollata, in mattoni crudi intonacati che introduce a una piccola camera dalla pianta quasi quadrata. Sulla parete nord una nicchia regolare è tagliata nella roccia, mentre in quella est è stato individuato l’inizio di un passaggio discendente che verrà indagato nella prossima campagna di scavo. L’intero ambiente è stato liberato dai depositi alluvionali che non mostravano tracce di saccheggi del XIX o XX secolo, ben evidenti invece nella T2. Tra il materiale ritrovato, quasi tutto databile al Nuovo Regno, spiccano i frammenti di una bella statua doppia in calcare che mostra il defunto e sua moglie, seduti e abbracciati (foto in alto). Purtroppo mancano le teste che si confida di ritrovare quando verrà scavato il passaggio discendente. Il raffinato testo geroglifico, inciso e dipinto in blu su colonne separate da linee rosse sul retro del gruppo, ci fornisce i nomi e i titoli: il marito, Nani, era un “Superiore dei Servitori-meru della Casa di Amon”, la moglie, Bakenuret, legata al tempio della regina divinizzata Ahmose-Nefertari. Gli stessi nomi e titoli si leggono anche in diversi frammenti di arenaria, probabilmente parte di stipiti e architrave della porta della tomba.

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Frammenti di intonaco dipinto di uno dei sarcofagi della T2

La T2 è leggermente più grande e presenta almeno due camere. L’entrata di una seconda stanza, infatti, è stata messa in luce durante lo scavo che tuttavia non è stato completato. In questo caso, i depositi alluvionali arrivavano quasi al soffitto ed erano intaccati dalle fosse scavate dai tombaroli. Fortunatamente i tagli non raggiungevano uno strato in cui erano deposti almeno 8 corpi i cui scheletri sono stati ritrovati completi e ancora in connessione. I resti ossei erano coperti dai frammenti dei coperchi dei sarcofagi di cui, a causa dell’azione del fuoco appiccato dai ladri in cerca di amuleti e dell’acqua delle inondazioni, si è conservato solo l’intonaco dipinto (immagine a sinistra). Lo stile delle decorazioni ha permesso di collocare le deposizioni alla XXI dinastia (1069-945 a.C.). In connessione con due defunti sono stati ritrovati anche quasi 400 piccoli ushabti in terracotta.

Maggiori informazioni sul sito della cattedra di egittologia dell’Università di Pisa: https://goo.gl/tdKhh8

Il modello 3D dell’area di scavo realizzato da Emanuele Taccola (la T1 e la T2 si trovano, ancora non indagate, sul lato destro del cortile): https://sketchfab.com/models/f0b1bef707544c4987be40ec7b50ab1c

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Tenendo insieme i frammenti della statua di Nani e Bakenuret

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I membri della missione pisana: dal basso verso destra Mohammed Saleh, responsabile della logistica; Carmen Munoz-Perez; Camilla Saler; Paolo Marini; Anna Giulia De Marco; Divina Centore. In alto da sinistra: Paolo Del Vesco; Marilina Betrò; Lisa Sartini; Mattia Mancini; Gianluca Buonomini; Maura Sedda. Manca Emanuele Taccola, autore della fotografia

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Fayyum, scoperto pozzo funerario di Medio Regno

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Source: MoA

Nella necropoli di Khelua, sul bordo sud-occidentale della pseudo-oasi del Fayyum, la missione egiziana diretta da Aiman Ashmawy ha individuato un pozzo funerario risalente al Medio Regno. Più precisamente, l’area era stata scelta per le sepolture durante il regno di Amenemhat III (1846-1801) e poi rioccupata dai Cristiani in età bizantina.

Il pozzo si trova a est della tomba del principe e governatore Uage, scoperta nel 1981 dalla missione dell’Università di Pisa, diretta dalla prof.ssa Edda Bresciani. Il profondo passaggio conduce a tre camere funerarie che, tuttavia, sono state già depredate in antichità. Ciò che resta del corredo funerario, infatti, si limita solo a un torso in arenaria (40 cm; foro in alto a sinistra), al frammento centrale di un’altra statua ma di basalto (20 cm; in basso a sinistra), qualche contenitore ceramico e tre coperchi di canopi in calcare (in alto). Secondo Ashmawy, sarebbero stati ritrovati anche i corpi dei canopi, seppur fratturati, con ancora i resti degli organi del defunto.

 

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“Frammenti d’Egitto”: gli USHABTI

Gli ushabti sono una delle categoria di oggetti più presenti nelle collezioni egizie, grandi o piccole che siano. Queste statuette funerarie, infatti, non mancano mai nei musei e spesso colpiscono la curiosità dei visitatori. Ma a cosa servivano?

Ve lo spiego in questo breve video girato per la serie “Frammenti d’Egitto”, progetto di divulgazione e didattica realizzato dall’associazione studentesca VOLO – Viaggiando Oltre L’Orizzonte:

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L’Università di Pisa propone due summer school di Egittologia

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Segnalo due ottime occasione rivolte agli studenti che vogliano approfondire diversi aspetti dello studio dell’Egittologia durante la pausa delle lezioni universitarie. Quest’estate, l’Università di Pisa organizza ben due summer school, una di filologia e l’altra di museologia.

La prima Summer School, ormai giunta alla sua terza edizione, è dedicata allo ieratico. Dal 23 al 28 luglio, insegnanti dell’ateneo e altri docenti stranieri daranno lezioni sulla grammatica del medio-egizio (2000-1500 a.C.) e sulla forma di scrittura ‘corsiva’ che difficilmente si trova nei piani di studio universitari italiani. Per questo, “Reading Middle Egyptian Hieratic” risulta una rara possibilità per imparare a leggere e studiare i documenti della quotidianità del Medio Regno.

Per maggiori info: https://hieraticsummerschoolunipi.wordpress.com

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L’altra proposta è organizzata in collaborazione con il Museo Egizio di Torino e si terrà proprio nei locali dell’istituzione piemontese dal 6 al 13 settembre. “Egyptologists as museum curators: an immersive training”  toccherà tutte quelle tematiche relative allo studio dei reperti e alla loro esposizione in un museo. Le lezioni verranno impartite dalla prof.ssa Marilina Betrò, dal dr. Gianluca Miniaci (Università di Pisa), dal direttore Christian Greco e dagli altri curatori dell’Egizio.

Per maggiori info: https://egyptologistsascurators.wordpress.com/

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Incontro dei Giovani Egittologi Italiani (Pisa, 14-15 dicembre 2017)

0001-709x1024Metti una trentina di egittologi (e nubiologi) in una stanza; che succede? Tranquilli, nessun ferito, anzi… Nonostante tutto quello che si dice del mondo accademico – arrivismo, gelosie, autoreferenzialità (e lungi da me affermare che queste cose non esistano) -, dall’Incontro dei Giovani Egittologi Italiani sono emersi solo interessanti interventi, utili spunti e presupposti per collaborazioni future.

L’evento è stato organizzato dall’associazione universitaria VOLO a Pisa, il 14 e il 15 dicembre, proprio con lo scopo di creare una rete tra dottorandi, assegnisti e giovani ricercatori negli ambiti di studio dell’Egitto e del Sudan. Dopo l’introduzione iniziale della prof.ssa Marilina Betrò, ordinario di Egittologia all’Università di Pisa, ognuno di noi ha presentato il proprio progetto toccando gli argomenti più disparati: dal Predinastico al Periodo copto, dalla filologia all’archeologia, dall’antropologia alla museologia. Tuttavia, in tutta questa eterogeneità abbiamo trovato interessi comuni, l’intenzione di rendere più visibili i nostri lavori e, soprattutto, la voglia di fare squadra. Si è ovviamente ancora a una fase embrionale dell’idea, ma già ritrovare insieme studiosi da Napoli, Roma, Pisa, Pavia, Torino, Venezia (ma c’era perfino qualcuno dall’estero) fa ben sperare. E con l’augurio di veder crescere sempre di più questo gruppo, presto arriveranno novità.

La scaletta degli interventi: http://www.associazionevolo.it/wp-content/uploads/2017/12/scaletta-aggiornata.pdf

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“Beyond the Text. The Materiality of Ancient Egyptian and Near Eastern Texts” (Pisa, 11 dicembre 2017)

pic03292006A Pisa, l’11 dicembre 2017, si terrà un workshop internazionale nato dalla collaborazione tra Università di Pisa e Nederlands Instituut voor het Nabije Oosten (NINO). Organizzato da Marilina Betrò, Jesper Eidem, Jeanette C. Fincke e Gianluca Miniaci, “Beyond the Text. The Materiality of Ancient Egyptian and Near Eastern Texts” rappresenterà l’occasione – attraverso un approccio multidisciplinare e aperto alle nuove tecnologie – per discutere delle ultime ricerche riguardanti la materialità dei documenti scritti in Antico Egitto, Vicino Oriente e Mediterraneo Orientale. L’attenzione, quindi, sarà rivolta non solo allo studio filologico dei testi ma soprattutto ai dati archeologici derivanti dall’analisi del loro supporto materiale. Esperti delle aree geografiche succitate si avvarranno anche della lente comparativa dell’archeologia mesoamericana e dell’antropologia culturale. Il workshop è preparatorio per una conferenza più grande sullo stesso argomento prevista per il 2019.

L’evento è stato finanziato dall’Università di Pisa, dal NINO e dall’associazione VOLO – Viaggiando Oltre L’Orizzonte.

L’appuntamento è quindi per l’11 dicembre 2017, dalle 9:00 alle 18:00, presso la Chiesa di Santa Eufrasia (Pisa, Via dei Mille, 13) e l’Aula Seminari Sal-1 del Complesso ex-Salesiani, 1° piano (via dei Mille, 19).

Per maggiori info e il programma completo:  http://egittologia.cfs.unipi.it/it/eventi/beyond-the-text/

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In partenza per l’Egitto: parteciperò alla missione archeologica di Zawyet Sultan

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ph: Mission to el-Minya

Era da 6 anni che aspettavo questo momento. Finalmente torno in Egitto! Qualcosa avevo già fatto trapelare sulla pagina Facebook nei giorni scorsi, ma ora posso dirlo: si parte! Dal 9 al 27 settembre, infatti, sarò membro di una missione archeologica nei pressi della città di el-Minya, 250 km a sud del Cairo e una sessantina a nord di Amarna (vedi mappa in basso). Il sito dove lavorerò è indicato con vari appellativi, Zawyet el-Maiyitin, Zawyet el-Amwat o Kom el-Ahmar, ma da qui in poi utilizzerò il nome Zawyet Sultan. L’area in questione occupa una lunga fascia della riva orientale del Nilo tra il moderno villaggio che gli dà il nome – e il suo enorme cimitero (foto in basso) – a nord, le montagne del Deserto orientale a est e Kom el-Dik – piccolo centro abitato tra resti archeologici – a sud. Zawyet corrisponde all’antica Hebenu, capitale del XVI nomo dell’Alto Egitto, e ha una storia millenaria con attestazioni che vanno dal predinastico al periodo islamico. Il fulcro del sito, però, corrisponde a una piccola piramide a gradoni (base quadrata di 22,5 m di lato; altezza originaria circa 17 m; altezza attuale 4,75 m) risalente alla fine della III dinastia e che – come altre sei coeve costruite in Alto Egitto (Seila, Abido, Tukh, el-Kulah, Edfu, Elefantina) – è di difficile interpretazione. Forse utilizzata come cenotafio del faraone in territori periferici, la struttura (nella foto in alto) differisce dalle altre simili per il rivestimento in blocchi di calcare. Il resto della piana è occupato dall’insediamento abitativo di epoca romana (case in mattoni crudi) che copre le tracce più antiche. Lungo la falesia, invece, ci sono le tombe rupestri decorate dei funzionari locali di Antico, Medio e Nuovo Regno.

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ph: Mission to el-Minya

Il sito era stato descritto già nel 1798-9 dai “savants” di Napoleone e poi da Champollion e Rosellini nel 1828, ma venne scavato sistematicamente solo nel 1912 (e poi 1913, 1928-9, 1953) da Raymond Weill. Più recentemente, ci sono state indagini di Patrizia Piacentini, Werner Kaiser, Günter Dreyer, Barry Kemp, ma mancava uno studio approfondito d’insieme dell’intera area archeologica. Così è nata la missione a cui parteciperò, congiunta tra University College London (UCL), Universität zu Köln, Università di Pisa e il Ministero egiziano delle Antichità sotto la direzione di Richard Bussmann e Gianluca Miniaci. Il progetto, oltre allo scavo, prevede ricognizioni topografiche e rilievi epigrafici delle iscrizioni delle tombe, tutte cose che spero di mostrarvi – nei limiti delle regole sulla condivisione dei dati e della connessione internet che troverò – sul blog e relativi social (Facebook, Twitter, Instagram) e sui canali ufficiali della missione che vi segnalerò nei prossimi giorni. Quindi, rimanete connessi!

 

http://egittologia.cfs.unipi.it/it/ricerca/zawyet-sultan/

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Marilina Betrò nuovo presidente del Comitato Scientifico del Museo Egizio di Torino

betro2.jpgLa Prof.ssa Marilina Betrò, ordinario di Egittologia presso l’Università di Pisa, è il nuovo presidente del Comitato scientifico del Museo Egizio di Torino. Designata dal ministro Dario Franceschini, ricoprirà il ruolo che era occupato dal Prof. Antonio Loprieno. Inoltre, il nuovo Comitato sarà composto da altri illustri professori e direttori di musei internazionali: Susanne Bickel (Universität Basel), Diana Craig Patch (dir. del Dipartimento di Arte Egiziana del Metropolitan Museum di New York), Vincent Rondot (dir. del Dipartimento di Antichità Egiziane del Louvre), Friederike Seyfried (dir. del Ägyptisches Museum und Papyrussammlung di Berlino), Neal Spencer (dir. del Dipartimento di Antichità dell’Egitto e del Sudan del British Museum) e Willemina Z. Wendrich (University of California – Los Angeles).

Come indicato sullo Statuto della “Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino”: «Il Comitato scientifico è nominato dal Collegio dei Fondatori ed è presieduto da uno studioso di chiara fama in egittologia, designato dal Ministro per i beni e le attività culturali, su proposta del Direttore generale per i beni archeologici del Ministero. Esso è composto, oltre che dal Presidente, da sei membri scelti tra personalità di riconosciuto prestigio nel campo della cultura e dell’arte e dotate di specializzazione professionale, comprovata esperienza e specifica competenza, in particolare, nei settori di attività della Fondazione» e «si pronuncia in ordine agli indirizzi, ai programmi ed alle attività scientifiche e culturali della Fondazione ».

Alla Professoressa vanno le mie personalissime congratulazioni, ancor più sentite in quanto suo fiero studente e dottorando.

Biografia e pubblicazioni: http://egittologia.cfs.unipi.it/it/staff-scientifico/marilina-betro/

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“Egyptological Seminars under the Tower”: conferenze di egittologia a Pisa

Logo_GM_final.jpgL’Università di Pisa ha organizzato, per l’anno accademico 2016/2017, un ciclo di seminari di egittologia che vedranno protagonisti studiosi di fama internazionale e giovani ricercatori. Tramite convegni e tavole rotonde, verrà presentato il frutto delle ultime ricerche e di recenti scavi archeologici in Egitto, dando il dovuto spazio alla discussione. L’iniziativa è nata per volontà di Gianluca Miniaci, ricercatore senior in Egittologia, e Marilina Betrò, professore ordinario di Egittologia proprio nell’ateneo dove, nel 1826, fu istituita la prima cattedra della disciplina con Ippolito Rosellini.

I primi appuntamenti, finanziati dall’Associazione VOLO, si terranno il 19 e 20 dicembre:

19/12/2016 (Aula CAR 1, Palazzo Carità, Università di Pisa, Via Pasquale Paoli 9 – Pisa)

– 10:30: Dr. Gina Criscenzo-Laycock, Garstang Museum of Archaeology, Liverpool
The Garstang Museum: A University Collection Reinvented
– 11:30: Dr. Campbell Price, The Manchester Museum
“An Image as Perfect as the Ancestors”: The Purposes of Late Period Non-Royal Sculpture

20/12/2016 (Gipsoteca, Piazza San Paolo all’Orto 20 – Pisa)

– 10:30: Dr. Anna Stevens, University of Cambridge, McDonald Institute for Archaeological Research and Deputy Director of the Amarna Project
Death and the city: The cemeteries of Amarna in their urban context

Per maggiori informazioni e il programma completo dell’a.a. 2016/2017: http://egittologia.cfs.unipi.it/it/est-seminars/

 

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Gli studenti di Egittologia UniPI al Museo Egizio di Torino

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ph. Rachele Gianfaldoni

Che uno studente di archeologia vada a vedere un museo di antichità è normale, auspicabile aggiungerei; ma chi può dire di aver avuto il privilegio di visitare una mostra in compagnia del suo curatore o di toccare letteralmente con mano reperti di 4000 anni? Questa fortuna è capitata al gruppo di studenti dell’Università di Pisa che, il 19 e 20 maggio, ha partecipato al viaggio d’istruzione -sponsorizzato dall’Associazione VOLO– presso il Museo Egizio di Torino. Circa 30 ragazzi, accompagnati dal loro insegnante, il Dott. Gianluca Miniaci (ricercatore UniPI), hanno passato due giorni nella città sabauda mettendo in pratica le nozioni teoriche acquisite durante il corso di Egittologia Avanzato (OEVO) e, nel caso di alcuni studenti stranieri anche extraeuropei, le lezioni in inglese di Introduction to Egyptology nell’ambito dell’International Programme in Humanities (IPH).

Il programma è stato fitto di attività arricchite dalla presenza degli egittologi del museo. Ovviamente, sono state visitate le collezioni permanenti nel nuovo allestimento inaugurato un anno fa, ma anche la prima grande esposizione temporanea, “Il Nilo a Pompei”, dedicata alle influenze che l’Egitto ebbe sulle civiltà del Mediterraneo e, in particolare, sui siti romani della Campania. La guida dei curatori della mostra, i dott.ri Federico Poole e Alessia Fassone, ha permesso ai ragazzi di conoscere utili particolari sull’organizzazione e sulle scelte della direzione scientifica. Inoltre, il viaggio è coinciso con l’interessante conferenza della dott.ssa Sara Demichelis sulla collezione dei papiri. Infine, l’esperienza si è conclusa con una ‘handling session’, una lezione con veri oggetti di Medio Regno -periodo a cui si riferisce il corso monografico del Miniaci- messi a disposizione dai magazzini del museo per essere analizzati da vicino dagli studenti (vedi foto).

Si ringraziano il direttore Christian Greco per l’ospitalità e i dott.ri Paolo Del Vesco, Federica Facchetti, Alessia Fassone, Beppe Moiso e Federico Poole per la gentilezza e la disponibilità.

 

 

Il seguente video è stato realizzato da Francesca Federico, una degli studenti che hanno partecipato al viaggio:

 

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