Articoli con tag: ushabti

“Frammenti d’Egitto”: gli USHABTI

Gli ushabti sono una delle categoria di oggetti più presenti nelle collezioni egizie, grandi o piccole che siano. Queste statuette funerarie, infatti, non mancano mai nei musei e spesso colpiscono la curiosità dei visitatori. Ma a cosa servivano?

Ve lo spiego in questo breve video girato per la serie “Frammenti d’Egitto”, progetto di divulgazione e didattica realizzato dall’associazione studentesca VOLO – Viaggiando Oltre L’Orizzonte:

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Austria-Germania, restituiti all’Egitto due reperti archeologici

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Source: thelocal.at/MSA

“Anschluss”, passatemi il temine, per il rimpatrio delle antichità egizie. In pochi giorni, Austria e Germania hanno restituito all’Egitto due reperti archeologici esportati illegalmente. Nel primo caso, la polizia austriaca ha consegnato a Khaled Abdelrahman Abdellatif Shamaa, ambasciatore del paese nordafricano a Vienna, un ushabti di XXVI dinastia (672-525 a.C.) che due abitanti di Innsbruck di origini egiziane stavano cercando di vendere per, così dicono i giornali locali, due milioni di euro prima che venissero arrestati lo scorso settembre.

Nel secondo caso, invece, la restituzione è stata volontaria, ma ci sono voluti addirittura 50 anni. Un collezionista di Berlino ha ceduto una maschera funeraria in cartonnage di epoca greco-romana per esaudire l’ultima richiesta dell’ormai defunto padre che la possedeva da mezzo secolo. Il reperto è arrivato mercoledì al Cairo ed è attualmente sotto restauro nei magazzini del Museo Egizio per essere esposto al pubblico.

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L’Egitto recupera 15 reperti dall’Inghilterra e ne chiede 35 agli USA

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Source: english.ahram.org.eg

Giorni particolarmente intensi per i funzionari del Dipartimento Recupero Antichità (DAR). Sono parecchi, infatti, i casi di reperti egizi che, nell’ultima settimana, sono stati rimpatriati o richiesti ufficialmente a nazioni straniere.

Ma partiamo con un successo: dopo oltre un anno di trattative diplomatiche, 15 pezzi sono tornati in Egitto da Londra. Nel maggio 2013, l’Interpol era stata avvertita dell’illegittimità di vendita di 200 lotti in un’asta di Bonham’s e di 6 in una di Christie’s. Tra quelli restituiti ci sono: un frammento in granito rosso che mostra un prigioniero, parte di una statua di Amenofi III recentemente scoperta a Kom el-Hittan (Tebe Ovest); due pezzi di cartonnage dipinti rubati dal magazzino della missione del Louvre a Saqqara; una placchetta antropomorfa (vedi immagine a sinistra) fatta sparire dal museo di Qantara Est; una testa di cobra in calcare dipinto; 6 amuleti e una serie di frammenti di statua in calcare di Medio e Nuovo Regno. Questi reperti saranno restaurati ed esposti temporaneamente presso il Museo Egizio del Cairo.

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Source: MSA

Meno sforzi per un sedicesimo oggetto che sarà restituito volontariamente dal proprietario. L’uomo, di origine tedesca ma residente in Sud Africa, ha consegnato all’ambasciata egiziana a Pretoria un ushabti in faience (immagine in alto) che la madre aveva acquistato nel 1959 a Luxor.

Rimangono numerose, però, le aste che continuano a vendere antichità egizie dall’origine dubbia. Ad esempio, il governo egiziano ha presentato una richiesta ufficiale, al momento inascoltata, a Washington per bloccare l’asta online dell’Artemis Gallery (Pennsylavania) che, tra ieri e oggi, piazzerà 35 reperti faraonici. Secondo Ali Ahmed, Direttore Generale del DAR, questi lotti sarebbero il frutto di scavi abusivi. Cliccando il seguente link è possibile vedere l’andamento delle offerte: https://artemisgallery.infinitebidding.com/?method=getCatalogLots&catalogref=4B59RG6KZW&page=1&orderby=1

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Donna americana restituirà reperti all’Egitto

BqhN5ABCMAA2x0ECynthia Croasdaile, americana ed ex residente di Alessandria, restituirà la sua collezione di ushabti dopo aver letto l’articolo del New York Times che, nello scorso marzo, aveva riportato la richiesta d’aiuto dell’Egitto per arginare i saccheggi esplosi dopo il 2011. Colpita dalla pessima situazione del patrimonio archeologico egizio, la donna ha deciso di privarsi della sua piccola “collezione” di famiglia, composta da pezzi della XXVI din. (685-525 a.C.), che apparteneva al padre quando negli anni ’70 lavorava per la Phillips Petroleum nel deserto occidentale. Un gesto sicuramente da sottolineare più per il simbolo che per l’effettiva importanza dei reperti che torneranno in patria. La notizia è stata ufficializzata durante una conferenza stampa presso l’Ambasciata d’Egitto a Washington.

http://www.egyptembassy.net/

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Abido, Presentati i risultati dello scavo su tomba con piramide del 1300 a.C.

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Source: livescience.com

Durante il meeting annuale dell’American Research Center in Egypt (4-6 aprile), saranno presentati i risultati dello scavo della University of Pennsylvania di una tomba del 1300 a.C. ad Abido. Questa missione, tra 2013 e 2014, ha compiuto scoperte straordinarie, tra cui le sepolture dei faraoni Sobekhotep I (XIII din.) e Senebkay, sempre del II P.I. e forse il primo re ad essere individuato di una sconosciuta “Dinastia di Abido” che non ha lasciato tracce sulle fonti storiche.

La tomba in questione è più recente (Nuovo Regno) e apparterrebbe a uno scriba di nome Horemheb. La struttura era completamente ipogea se si esclude la piramide all’ingresso che doveva raggiungere i 7 metri d’altezza. Il nome del defunto è sul bel sarcofago in arenaria dipinta di rosso e finemente lavorato con figure di divinità e formule tratte dal Libro dei Morti. Non è stata ritrovata la mummia all’interno perché la tomba era stata depredata più volte già in antichità; tuttavia, sono stati individuati i resti ossei disarticolati di 3 o 4 uomini, 10/12 donne e due bambini. Kevin Cahail, che ha diretto lo scavo, afferma che il numero di ossa femminili potrebbe essere spiegato non solo con la poligamia, ma anche con sepolture familiari appartenenti a più generazioni o a inumazioni abusive successive.

Source: ancient-origins.net

Source: ancient-origins.net

 

Tra i ritrovamenti più importanti, spicca un rarissimo amuleto in diaspro verde e rosso (qui a sinistra) che rappresenta il cuore ib. Probabilmente legato alla psicostasia, la “pesatura dell’anima” del cap. 125 del Libro dei Morti, il piccolo oggetto potrebbe essere stato inserito nel petto di uno dei morti oppure semplicemente al collo come pendente. Altra reperto interessante è un ushabti dipinto individuato in un’altra camera funeraria, questa volta senza sarcofago. Sulla statuetta si legge il nome di quello che potrebbe essere, secondo gli archeologi americani, il padre o il fratello maggiore di Horemheb, cioè Ramessu “Sovrintendente alle Scuderie”.

 

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Nuove scoperte a Dakahliya

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Source: ahramonline

Qualche giorno fa, a Tell Tabla (governatorato di Dakahliya), era stata scoperta una mastaba risalente al Periodo Tardo. Oggi, il Ministro Ibrahim ha annunciato che, continuando gli scavi,sono arrivati altri interessanti ritrovamenti: tre scheletri corredati di bellissimi amuleti (udjat, pilastri djed, scarabei) e ushabti in faience. Il primo era sepolto accanto a 14 amuleti, tra cui una triade con Amon, Horus e Nefti, il secondo con 29 e il terzo 12.

2014-635275563637429831-742Inoltre, altri due sarcofagi in calcare hanno permesso di datare meglio la sepoltura. Il primo conteneva una mummia deteriorata dall’umidità che, però, è ricoperta da cartonnage placcato in oro (qui a sinistra) con iscrizioni geroglifiche che comprendono il cartiglio di Psammetico I (XXVI din., 664-610 a.C.). La mummia era accompagnata da una cassetta di legno che conteneva 300 tra ushabti e amuleti, come quello in bronzo dorato che rappresenterebbe un uccello “ba” (vedi in alto).

Il secondo sarcofago custodiva resti umani in pessimo stato di conservazione e un’altra cassetta di legno sfaldata con 286 ushabti in faiance.

Pera altre immagini (comprese quelle che mancavano sulle prime scoperte della scorsa settimana): http://english.ahram.org.eg/

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