Articoli con tag: V dinastia

Una tecnica inaspettata per una mummia di Antico Regno?

Source: National Geographic “Lost Treasures of Egypt” 03×04

Era stata una delle più importanti scoperte archeologiche del 2019 in Egitto, ma, a quanto pare, la tomba di Khuy continua a riservare sorprese. La mastaba, situata a Saqqara Sud, aveva stupito per lo straordinario stato di conservazione delle pitture dell’anticamera, la cui ricchezza ben si confà allo status di un alto funzionario vissuto alla fine della V dinastia, tra i regni di Djedkara e Unas (2400 a.C. circa).

Nella camera funeraria erano stati ritrovati quattro vasi canopi in calcare (foto in basso) e pochi resti del sarcofago sopra frammenti di una mummia. Ma le prime analisi sul corpo del defunto, affidate a Salima Ikram (American University in Cairo), hanno rivelato una tecnica d’imbalsamazione finora mai vista per un periodo così antico. Ancora una volta è stato un episodio Lost Treasures of Egypt, il quarto per la precisione, a diffondere la notizia.

La pratica di mummificare i morti era già conosciuta nell’Antico Regno (ci sono tracce d’imbalsamazione intenzionale che risalgono addirittura al predinastico), ma si limitava più che altro all’essiccazione dei corpi e raramente all’asportazione degli organi interni. Il caso della tomba di Khuy, invece, presenta un bendaggio di lino di altissima qualità e costose resine importate da terre straniere. Queste peculiarità hanno portato la Ikram ad accostare in un primo momento la mummia a quelle della XXI dinastia, ben 1400 anni dopo, e quindi a un possibile riutilizzo della tomba che effettivamente è attestato all’esterno della struttura. Tuttavia, l’interno non pare mostrare un’appropriazione tarda della sepoltura e la datazione delle ceramiche e del resto degli oggetti del corredo porta senza dubbio alla V dinastia. Quindi, se il corpo fosse veramente quello di Khuy, si sarebbe di fronte a raffinate tecniche di mummificazione mai attestate per casi risalenti all’Antico Regno.

Per avere le prime conferme, sono state effettuate scansioni ai raggi X sui pochi resti rimasti della mummia – di cui manca la testa -, portando all’identificazione di un uomo, piuttosto alto e grasso, senza evidenti segni di lavoro usurante sulle ossa. Questo primo identikit ben si adatterebbe a un alto ufficiale come Khuy, ma, al netto dei titoli sensazionalistici visti in queste settimane, occorrono ancora molti esami per arrivare a dati definitivi. A partire dalle analisi delle resine, per verificare che quelle trovate nei canopi, sicuramente di V dinastia, coincidano come sembra con quelle cosparse sul corpo; infine, si attendono i risultati della datazione al C14, previsti non prima del maggio del 2022.

https://www.aucegypt.edu/news/aucs-salima-ikram-involved-major-mummy-finding-may-alter-history

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Giza, scoperta tomba di due sacerdoti di V dinastia

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Source: egypttoday.com

Questa mattina, a Giza, il ministro delle Antichità Khaled el-Anany e il segretario generale del Supreme Council of Antiquities Mostafa Waziry hanno annunciato la scoperta della tomba di due funzionari e alti sacerdoti della prima metà della V dinastia (XXVI-XXV sec. a.C.).

Waziry, che ha dirige la missione archeologica protagonista del ritrovamento nelll’area sud-orientale della necropoli di Giza fin dall’agosto del 2018, ha riferito che i due proprietari originari della sepoltura, Pehenuika e Nui (rappresentato nella stele in basso a destra), posseggono rispettivamente 7 e 5 titoli, tra cui quello di “sacerdote del re Chefren”. La struttura è stata poi riutilizzata in Epoca Tarda (VII sec. a.C.), periodo a cui appartengono i vari sarcofagi lignei ben conservati presenti nella tomba insieme a diversi ushabti, amuleti, vasi in pietra e ceramica e una statua in calcare senza iscrizioni che rappresenta uno dei due defunti con moglie e figlio.

Ulteriori informazioni e foto nel mio articolo su National Geogrphic: http://www.nationalgeographic.it/wallpaper/2019/05/04/foto/egitto_scoperta_a_giza_tomba_due_sacerdoti_antico_regno-4393551/1/

 

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Saqqara, scoperti tomba di un funzionario e il nome di una nuova regina di V dinastia

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Source: cegu.ff.cuni.cz

Il team diretto da Mohamed Megahed, lavorando a scavo, documentazione e restauro della piramide del penultimo faraone della V dinastia, nel settore sud della necropoli di Saqqara, aveva ritrovato ciò che resta della sovrastruttura di una sepoltura monumentale.

La vicinanza alla tomba del re e la qualità dei rilievi sopravvissuti all’espoliazione dei blocchi in calcare nelle epoche successive facevano già presagire un proprietario di rango elevato.

In effetti, dopo aver scavato la superiore camera delle offerte con pianta “ad L”, è stato raggiunto l’accesso alla parte sotterranea che, per la prima volta in una sepoltura privata, ricalca lo schema delle piramidi reali della V dinastia: corridoio discendente, vestibolo, anticamera e stanza del sarcofago.

In particolare colpisce la straordinaria conservazione delle pitture, dai colori ancora vividi, che ricoprono le pareti dell’anticamera. Il defunto, l’amico del ‘palazzo’ (titolo tipico dell’Antico Regno) Khuy, è rappresentato sulle pareti nord e sud seduto di fronte a una tavola d’offerta, mentre in basso ci sono scene del trasporto fluviale del sarcofago.

La parete est (a destra nella foto) è interamente occupata da una lunga lista di offerte e da una macellazione rituale di un bovino; quella ovest, invece, è decorata con il tipico motivo ‘a facciata di palazzo’.

Da qui si accede alla camera funeraria che non è dipinta, ma in origine doveva essere quasi completamente occupata dal sarcofago in calcare, ritrovato a pezzi per l’intervento dei ladri che visitarono la tomba già in antichità.

In effetti, non è stato trovato alcun oggetto del corredo, nemmeno nella piccola stanza accessoria che fungeva da magazzino, ma sono stati individuati frammenti del corpo di Khuy che presentano tracce di mummificazione.

Poco lontano, a nord-est della piramide di Djedkara, è emersa una colonna in granito rosso di Assuan che reca l’iscrizione: “Colei che vede Horus e Seth, la grande dello scettro-hetes, la grande di preghiera, moglie del re, sua amata Setibhor”.

Setibhor risulta quindi il nome di una regina finora sconosciuta, sposa di Djedkara e, a questo punto, proprietaria del complesso funerario che era ancora anonimo.

Questo complesso piramidale è il più grande per una regina di Antico Regno, uno dei primi ad essere realizzato a Saqqara Sud e caratterizzato da elementi appannaggio dei soli re, come le colonne palmiformi nel tempio funerario.

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Kom Ombo, scoperte impronte di sigilli reali della V dinastia

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Source: MoA

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Source: MoA

A Kom Ombo, nel governatorato di Assuan, la missione austro-egiziana diretta da Irene Forstner-Müller ha scoperto diverse cretule con impressioni di sigilli reali della V dinastia. Le cretule sono masse di argilla che venivano poste a chiusura di vasi, casse o porte e sulle quali si lasciava il segno di un sigillo che garantisse l’integrità del contenuto stoccato. Si tratta, infatti, di una forma di controllo amministrativo nell’immagazzinamento delle merci.

In questo caso, sono visibili i cartigli del fondatore Userkaf (2510-2500 a.C.), di cui si leggono sia il praenomen che il nome-Horo Irmaat (entrambe le foto qui riportate si riferiscono a lui) , e del terzo faraone della dinastia Neferirkara Kakai (2490-2480). Già all’inizio del progetto, nel novembre del 2017, scavando in una necropoli del I Periodo Intermedio era stata individuata una cretula con il nome del sovrano che regnò tra i due, Sahura (2500-2490), quindi si conferma l’importanza del sito già nell’Antico Regno.

https://www.oeaw.ac.at/oeai/forschung/siedlungsarchaeologie-und-urbanistik/kom-ombo-stadt-und-hinterland/

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Chi era il proprietario della tomba di Abusir?

 

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Source: MoA

Gli archeologi dell’Università Carlo IV di Praga non avrebbero potuto scegliere giorno più adatto per annunciare una loro scoperta effettuata in Egitto. Proprio in occasione del 60° anniversario dalla fondazione dell’Istituto Ceco di Egittologia – nato il 1 ottobre 1958, ovviamente come Istituto Cecoslovacco – è stata infatti rilasciata la notizia del ritrovamento della tomba di un importante sacerdote e funzionario vissuto quasi 4500 anni fa.

Il complesso funerario in questione si trova ad Abusir, in una delle principali necropoli dell’Antico Regno, situata a circa 20 km a sud del Cairo. Più precisamente, la zona scelta per seppellire il defunto, destinata solo a membri della famiglia reale o ad alti funzionari perché delimitata dalle piramidi dei faraoni della V dinastia (2500-2350 a.C.), ne connota la sicura prominenza. Infatti, Kairis – questo è il nome del proprietario della tomba – poteva fregiarsi di una lista infinita di titoli quali: “Unico amico (del faraone)”, “Amato dal suo Signore”, “Sovrintendente di tutti i lavori del re”, “Maggiordomo del Palazzo reale”, “Primo della Casa della Vita (l’archivio dei papiri)”, “Ispettore dei sacerdoti nei complessi piramidali di Sahura e Neferirkara”, “Sacerdote di Hathor, Signore del Sicomoro, in Qis (città dell’Alto Egitto)”, “Custode dei Due Troni (dell’Alto e Basso Egitto)” e “Custode del segreto della Casa del Mattino”. In particolare, quest’ultima onorificenza durante la V dinastia era appannaggio solo di principi, visir o membri della corte molto vicini al re perché consisteva nella partecipazione ai riti mattutini, come abluzioni o vestizioni sacre, che il faraone officiava al risveglio in quanto figlio del Sole.

L’importanza di Kairis si vede anche nella grandezza e complessità della sua ultima dimora che copre un’area di 500 m² ancora non del tutto scavata. Tale struttura è stata realizzata con blocchi di calcare, mattoni crudi e perfino materiali più pregiati, normalmente esclusiva del re, come il basalto impiegato per la pavimentazione della cappella di culto, unicum per il III millennio a.C..

Oltre alla tomba vera e propria, sono state individuate diverse stanze accessorie che servivano al culto funerario e alle operazioni di purificazione rituale che i sacerdoti doveva compiere prima di entrare nel complesso. Anche la camera sepolcrale non ha paralleli perché composta da un pozzo aperto in cui è stato calato il sarcofago in calcare e che, dopo aver foderato le pareti interne con lastre dello stesso materiale, è stato chiuso con enormi blocchi di pietra pesanti almeno 8 o 9 tonnellate.

Seppur la tomba sia stata violata già in antichità, accanto al sarcofago è stata ritrovata una statua in granito rosa, spezzata in due, che raffigura Kairis seduto su uno scranno in cui sono incisi nome e titoli in geroglifico. L’importanza della scultura, oltre al valore intrinseco dell’oggetto che conserva ancora tracce di pittura, sta nel luogo stesso dove è stata scoperta perché permette di dire con certezza che simulacri del defunto erano posizionati anche nella camera funeraria. Tra il restante, scarno, materiale conservatosi finora, spiccano frammenti della falsa porta e di una stele. In ogni caso, in attesa della ripresa delle indagini archeologiche, i titoli del defunto e le caratteristiche strutturali della tomba inducono a ipotizzare che Kairis avesse un ruolo fondamentale nella corte, forse proprio quello di visir, il primo ministro dell’epoca.

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Source: MoA

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Abusir, scoperta tomba di alto funzionario della V dinastia

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Source: Luxor Times

Ad Abusir, una delle necropoli più importanti dell’Antico Regno, gli archeologi cechi diretti da Miroslav Bárta (Univerzita Karlova, Praga) hanno scoperto una tomba di un alto funzionario vissuto durante il regno di Niuserra (2460-2430 a.C.). Curiosamente, la notizia è stata annunciata ieri proprio in corrispondenza del 60° anniversario dalla fondazione dell’Istituto Ceco di Egittologia.

Secondo quanto riferito da Mostafa Waziry, segretario generale del Supreme Council of Antiquities, il defunto si chiamerebbe Kairis e si fregerebbe di importanti titoli quali “Sovrintendente di tutti i lavori reali” (imy-r kAt nbt nt nswt), “Amato dal suo signore”, “Confidente del re” e soprattutto “Custode del Segreto della Casa del Mattino”. Quest’ultima onorificenza sta a indicare la partecipazione ai rituali mattutini, abluzioni e vestizione, che il faraone, in quanto figlio del Sole, officiava al risveglio in una particolare area del palazzo. Durante la V dinastia, il titolo di Hry sStA n pr-dwAt è particolarmente importante perché ricoperto da visir, principi o alti sacerdoti. Un esempio è Ptahshepses, visir e genero di Niuserra, sepolto proprio ad Abusir in una tra le tombe non reali più monumentali dell’Antico Regno.

Sebbene non si sia completato di scavare l’intero ipogeo, è bastato liberare dalla sabbia il pozzo funerario principale per scoprire la statua in granito rosa, spezzata in due parti, che mostra il defunto seduto su un sedile su cui sono incisi nome e titoli.

A breve maggiori dettagli.

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Giza, scoperta tomba di V dinastia

Source: Luxor Times

Così come il 2017, anche il 2018 sarà un anno di grandi risultati per l’archeologia egiziana. È la promessa fatta stamattina dal ministro delle Antichità Khaled El-Enany durante una conferenza stampa ufficiale tenutasi a poche centinaia di metri dalla Grande Piramide. El-Enany ha infatti annunciato la scoperta di una tomba risalente alla V Dinastia (2400 a.C. circa) effettuata nella necropoli occidentale di Giza.

Il cimitero in questione, scelto per migliaia di sepolture di funzionari di Antico Regno, è stato indagato già dalla metà dell’Ottocento fino ai più recenti scavi di Zahi Hawass; tuttavia, la ricerca nell’area è ripresa da pochi mesi grazie a 12 missioni locali. Quella che ha portato al ritrovamento è iniziata lo scorso ottobre ed è diretta da Mostafa Waziry, segretario generale del Supreme Council of Antiquities, che ha fornito ulteriori dettagli sulla tomba.

La mastaba, ora denominata G9000, è appartenuta a Hetepet [Hetpet nella forma meno corretta], donna che si fregiava dei titoli di “Sacerdotessa di Hathor” e “Conoscente del Re”. Al momento, non si conosce molto altro della defunta se non l’importanza che si può desumere dalla sua deposizione indipendente, apparentemente non legata a uno sposo.

L’edificio funerario è composto da una struttura architettonica in blocchi di calcare e pareti in mattoni di fango. All’interno, un corridoio “a L” conduce alla cappella con un bacino di purificazione e una tavola per l’incenso e le altre offerte per l’aldilà.

Ma quello che colpisce è la perfetta conservazione delle pitture parietali, dai colori ancora vividi, che ritraggono scene di vita quotidiana: uomini e donne sono ritratti mentre pescano, cacciano, coltivano i campi, macellano bovini, fondono metalli, lavorano il cuoio, intrecciano canne di papiro per la realizzazione di barche, danzano, suonano e portano doni a Hetepet.

In particolare, curiosa è la rappresentazione di due scimmie, all’epoca normali animali domestici, l’una intenta nel cogliere frutti da un albero mettendoli in una cesta, l’altra nel ballare durante il banchetto funebre.

Questa scoperta, però, potrebbe non essere completamente inedita perché di Hetepet abbiamo già diversi rilievi in calcare, tra cui due false porte, conservati presso il Liebieghaus Museum di Francoforte e il Neues Museum di Berlino.

I blocchi furono recuperati nel 1909 dalla spedizione tedesca di Carl Maria Kaufmann che, purtroppo, non segnalò il punto esatto di ritrovamento né descrisse il contesto. In ogni caso, le ricerche continueranno, anche in ottica del recente piano di riqualificazione turistica della Piana di Giza che ha visto, tra le altre cose, l’apertura al pubblico lo scorso novembre delle Tombe dei costruttori delle piramidi.

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Abusir, Scoperta tomba di regina di V dinastia

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Source: MSA

Nuova grande scoperta per il 2015 e seconda tomba di una regina individuata in meno di un mese. Ad Abusir (necropoli di Antico Regno a nord di Saqqara), la missione ceca diretta da Miroslav Barta ha liberato dalla sabbia una sepoltura risalente alla V dinastia in cui si leggono i titoli di “Sposa del Re” e “Madre del Re”. La tomba apparterrebbe, quindi, a una regina finora sconosciuta, Khentkaus III, la cui collocazione nella genealogia della dinastia va ancora verificata. La struttura si trova a SE della piramide di Neferefra (2473-2460) che potrebbe essere il marito. Inoltre, il Dott. Jaromir Krejčí, membro della squadra, ha affermato, sulla base del ritrovamento di un sigillo con cartiglio, che la regina potrebbe essere stata seppellita durante il regno di Niuserra (2445-2420) e che, quindi, sarebbe la madre del successore, Menkauhor (2420-2410). Il corredo funebre comprende 23 vasi in calcite (vedi in basso) e quattro strumenti di rame.

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Source: MSA

 

 

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