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Nuovo studio sulla mummia di Seqenenra Tao: il faraone sarebbe stato giustiziato dagli Hyksos

Source: facebook.com/Dr-Zahi-Hawass

Che Seqenenra Tao II abbia fatto una brutta fine è un dato piuttosto assodato. Il cranio sfondato, la mascella fratturata, la guancia recisa, il collo forato e molte altre lesioni riscontrate sulla sua mummia indicano la chiara morte violenta di uno degli ultimi faraoni (1558-1553 a.C.) della XVII dinastia. Ma un nuovo studio, pubblicato proprio oggi, sembrerebbe presentare scenari in parte inediti.

Il corpo del re fu ritrovato nella cachette di Deir el-Bahari (DB320) nel 1881 e già subito dopo lo sbendaggio, effettuato da Maspero nel 1886, attirò la curiosità degli egittologi per le ferite ancora evidenti che ne deturpavano il volto. Avendo regnato durante il II Periodo Intermedio e nel pieno dello scontro con gli Hyksos, fin dalle prime autopsie il faraone è stato spesso descritto come caduto nella guerra poi vinta definitivamente dai suoi figli e successori, Kamose e soprattutto Ahmose che, riunificando l’Egitto sotto la dinastia tebana, diede inizio al Nuovo Regno. Altri, invece, hanno parlato del risultato di una congiura di palazzo. In ogni caso, nel corso degli anni l’attenzione non è scemata e gli esami si sono susseguiti con l’uso di tecnologie sempre più avanzate, fino alla prima radiografia alla fine degli anni ’60 di James E. Harris e Kent Weeks. Come in un moderno caso investigativo, diversi studiosi hanno perfino calcolato l’angolo dei colpi inferti e sono state ipotizzate le armi del delitto, da asce, a pugnali o punte di lancia.

Elliot Smith G., The Royal Mummies CGC Nos 61051-61100, Cairo 1912, pl. II

Nell’ambito del Royal Mummies Project, progetto di studio e conservazione delle mummie reali in attesa di essere trasferite nel Museo Nazionale della Civiltà Egiziana, proprio oggi è uscito l’ultimo studio a riguardo, a firma di Zahi Hawass e Sahar Saleem, professoressa di Radiologia presso l’Università del Cairo. L’articolo mostra i risultati della TAC effettuata sul corpo di Tao II nel maggio del 2019 e della comparazione della morfologia delle lesioni con cinque armi in bronzo di epoca Hyksos scoperte a Tell el-Daba (foto in basso).

Come era noto già da tempo, la mummia è in cattivo stato di conservazione, ma non per un frettoloso processo di mummificazione come si credeva in precedenza. Al contrario, ci sarebbero tutti i corretti processi di trattamento, compreso il tentativo estetico di mascherare alcune ferite del volto con una pasta coprente. Se la mancata asportazione del cervello è una caratteristica che si riscontra anche nel caso di altri faraoni, come Thutmosi II e III, l’inusuale posizione delle braccia e delle mani sarebbe invece da imputare allo spasmo cadaverico e a una parziale putrefazione dovuta a un intervento sul corpo non subitaneo.

In generale, le tante ferite gravi alla testa portano a pensare che Seqenenra sia stato aggredito da più persone con diverse armi. Hawass e Saleem hanno perfino proposto una sequenza dei colpi, alcuni dei quali sembrano essere stati inferti dall’alto verso il basso. Secondo i due studiosi egiziani, il faraone sarebbe stato catturato in battaglia, immobilizzato e ucciso in una sorta di esecuzione da tre o più aguzzini Hyksos. Questo spiegherebbe la mancanza di fratture agli arti, che di solito si riscontrano sul campo di battaglia, e la posizione rigida delle dita e delle mani flesse sui polsi, forse legate dietro la schiena.

La prima ferita potenzialmente fatale sarebbe stata quella di 7 cm sulla fronte, inferta dall’alto verso il basso con una pesante arma da taglio, forse una spada o un’ascia egiziana. Già questo trauma avrebbe scaraventato il re sulla schiena causandone la morte. Poi sul volto si nota una serie di colpi perpendicolari, sintomo dell’accanimento sul faraone, morto o morente, con un’arma a lama più sottile, compatibile con un’ascia da battaglia Hyksos di bronzo (Figg. B-C). A questo secondo momento apparterrebbero il profondo foro sul sopracciglio destro, il taglio sulla guancia sinistra e le fratture di glabella, naso, zigomo destro e altri punti del cranio, provocate da un corpo contundente, un bastone o il manico stesso dell’ascia. Un terzo uomo avrebbe poi colpito il lato sinistro della testa infilando in profondità la punta di una lancia Hyksos (Fig. D) in corrispondenza del processo mastoideo. Se non fosse bastato quanto subito finora, anche questo colpo alla base del cranio sarebbe stato mortale per i danni provocati al midollo spinale. Infine, continuando la ricostruzione forense, che a volte sembra spingersi fin troppo in là con le ipotesi, ci sarebbe stato un ultimo uomo che, armato di coltello, avrebbe infierito sul cadavere ormai rivolto sul fianco destro.

Tutti i traumi non mostrano segni di cicatrizzazione e quindi sarebbero stati provocati peri-mortem, cioè in corrispondenza o poco dopo la morte di Seqenenra. Impossibile dire dove sia avvenuta la presunta esecuzione, anche se Hawass propone le vicinanze della fortezza di Deir el-Ballas, a nord di Tebe, punto strategico di partenza delle campagne militari verso nord del faraone. Da qui il corpo, rimasto per un certo periodo di tempo rivolto sul fianco sinistro – come dimostra lo scivolamento laterale del cervello – sarebbe stato trasportato a Tebe per la mummificazione.

L’articolo originale su:”Frontiers in Medicine”: https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fmed.2021.637527/full

Source: facebook.com/Dr-Zahi-Hawass
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