L’Egitto fa fuori Reeves dalle ricerche nella tomba di Tutankhamon

Egiptólogo británico Nicholas Reeves

Source: english.ahram.org.eg

Ennesimo colpo di scena -anche se me l’aspettavo- nell’infinita vicenda che riguarda la tomba di Tutankhamon e le ormai mitologiche camere nascoste. Intervistato dal quotidiano spagnolo El Mundo, il ministro delle Antichità Khaled El-Enany (nella foto, quando era ancora direttore del Museo Egizio del Cairo, indossa la polo a righe durante la prima ispezione preliminare del settembre 2015) ha annunciato la decisione di escludere dal progetto la National Geographic, che si era occupata della seconda scansione con georadar, e addirittura Nicholas Reeves, lo studioso da cui tutto era partito!

El-Enany si è ‘giustificato’ dicendo che, nonostante l’ipotesi dell’esistenza di passaggi occultati sia stata formulata dall’egittologo britannico, la tomba appartiene all’Egitto che, da questo momento in poi, si affiderà solo a istituzioni scientifiche serie e non a singoli (critica neanche tanto velata a tutti coloro che hanno lavorato al caso finora). In tal senso, il ministro ha confermato la recente notizia del coinvolgimento di un team del Politecnico di Torino che, utilizzando tre sistemi di radar con frequenze dai 200 Mhz ai 2 Ghz, dovrebbe cominciare a analizzare la camera funeraria della KV62 intorno alla fine di febbraio/inizi di marzo. I tecnici italiani, poi, saranno impiegati anche per la mappatura geofisica dell’intera Valle dei Re, con la speranza di trovare le tombe che ancora mancano all’appello (Zahi Hawass ha parlato di Amenofi I, Thutmosi II, Ramesse VIII e delle regine della XVIII dinastia).

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2 pensieri su “L’Egitto fa fuori Reeves dalle ricerche nella tomba di Tutankhamon

  1. Vincenzo Francaviglia, ex-direttore dell'Istituto per le Tecnologie Applicate Ai Beni Culturali del CNR.

    Dopo le misure effettuate da Watanabe mediante GPR, per verificare la presenza di camere occulte nella tomba di Tut-Ankh-Amun, non era affatto necessario usare altre sofisticate attrezzature GPR ma sarebbe bastato praticare due fori, l’uno sul muro di fondo – non affrescato – della cosiddetta anticamera (dove Watanabe aveva identificato le prime anomalie) e l’altro sul muro lungo della camera sepolcrale, in un punto ove minimo sarebbe stato e riparabile il danno alla parete affrescata. So per esperienza personale che gli egiziani amano le teatralità, sono divisi da rivalità e gelosie interne: Zaki Hawass si ritiene un dio dell’egittologia che non ha nessuno al disopra di lui…Che ben venga la mappatura al GPR dell’intera Valle dei Re!

    • Prima di effettuare fori, ci vorrebbe un’interpretazione certa delle anomalie che, a quanto pare, non è condivisa da tutti gli studiosi del campo. E non parlo di Egiziani.

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